Bruxelles – In Europa ci sono 89 reattori nucleari chiusi in maniera definitiva ma soltanto 3, in Germania, sono stati smantellati completamente. Per questo nei prossimi anni serviranno 253 miliardi di investimenti di cui 123 per gli smantellamenti e 130 per lo smaltimento di combustibile esaurito e rifiuti radioattivi. Il ‘Programma nucleare indicativo’, il documento sul futuro dell’energia nucleare, pubblicato oggi dalla Commissione europea fa un quadro del panorama della produzione di energia atomica nell’Unione e afferma che per mantenere l’attuale capacità dovranno essere investiti tra i 350 e i 450 miliardi di euro nei prossimi 35 anni. Circa 45-50 miliardi di euro dovranno essere investiti per assicurare il prolungamento del funzionamento dei reattori esistenti entro il 2050.
L’energia nucleare rappresenta il 27% della produzione comunitaria, la stessa percentuale delle fonti rinnovabili. Ci sono 129 impianti in 14 Paesi, soprattutto in Francia, di cui più di 50 dovrebbero terminare il proprio ciclo di funzionamento entro il 2025. Sono previste nuove costruzioni in 10 Stati membri, con quattro reattori già in costruzione in Finlandia, Francia e Slovacchia, altri progetti in Finlandia, Ungheria e Regno Unito in fase di di autorizzazione, e diversi altri ancora in Bulgaria, Repubblica Ceca, Lituania, Polonia e Romania in fase preparatoria. Il Regno Unito ha recentemente annunciato l’intenzione di voler chiudere tutte le centrali elettriche a carbone entro il 2025 e di voler colmare il divario di produzione soprattutto con il nuovo gas e le centrali nucleari.
“Cinque anni dopo l’incidente di Fukushima, l’Europa ha imparato la lezione”, si dice sicuro il commissario al Clima e all’Energia Miguel Arias Cañete secondo cui i Paesi Ue dovrebbero essere in grado di “individuare i modi per cooperare in tutta Europa al fine di garantire che la conoscenza circa l’uso più sicuro delle centrali nucleari sia condivisa, piuttosto che gestita separatamente da ciascun regolatore”. Il commissario ha anche chiesto che “la gestione delle scorie radioattive venga assicurata finanziariamente dagli Stati membri fino allo smaltimento definitivo”.
Ma i Verdi europei denunciano che i costi per gli smantellamenti dichiarati dalla commissione sono sottostimati. “La Commissione europea sta semplicemente ignorando la realtà che l’energia nucleare non può più competere con le fonti di energia rinnovabili (come l’energia eolica e solare) quando sono presi in considerazione tutti i costi, inclusa la disattivazione degli impianti”, ha attaccato l’eurodeputato Claude Turmes che afferma che mentre l’esecutivo “stima meramente 623 milioni di euro per la disattivazione di un centrale nucleare, la Corte dei conti francese afferma che ci vuole un miliardo e 700 milioni”.




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