- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 12 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Non categorizzato » Siamo ancora in austerità? Certo che sì

    Siamo ancora in austerità? Certo che sì

    [di Gustavo Piga] Sta crescendo il partito di coloro che negano l’esistenza dell’austerità in Italia. Ma la verità è che non solo l’austerità c’è stata ma c’è ancora.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    29 Maggio 2017
    in Non categorizzato
    Government employees and civil servants take part in a demonstration against the Spanish government's latest austerity measures, in the center of Madrid, on November 16, 2012. Spain announced on November 15, 2012 it has moved into a second year of a job-killing recession, a day after millions joined anti-austerity strikes and vast protests. AFP PHOTO/DOMINIQUE FAGET        (Photo credit should read DOMINIQUE FAGET/AFP/Getty Images)

    Government employees and civil servants take part in a demonstration against the Spanish government's latest austerity measures, in the center of Madrid, on November 16, 2012. Spain announced on November 15, 2012 it has moved into a second year of a job-killing recession, a day after millions joined anti-austerity strikes and vast protests. AFP PHOTO/DOMINIQUE FAGET (Photo credit should read DOMINIQUE FAGET/AFP/Getty Images)

    Powered by powered by evolution group

    di Gustavo Piga

    È difficile crederlo, ma sta crescendo il partito di coloro che negano l’esistenza dell’austerità in Italia. Un partito diverso da coloro che ne cantano le virtù. Il secondo, inizialmente guidato da Alberto Alesina e da coloro che sostenevano che meno spesa pubblica accompagnata da meno tasse faccia crescere l’economia, è stato più volte demolito dai fatti (Alberto Alesina sul Corriere è ora ben più cauto di allora) e dalla dura ironia di premi Nobel come Stiglitz o Krugman.

    Più di recente tuttavia, sul proscenio italico, economisti di prestigio negano l’esistenza dell’austerità, non i suoi danni. Lo fanno non a caso in un momento chiave della storia della politica fiscale italiana: a pochi mesi dalla discussione sulla Legge di Stabilità che, secondo le prescrizioni del fiscal compact inserite da Gentiloni e Padoan nel DEF, richiede un mega manovrone da 20 miliardi di euro.

    Se tale manovra non comportasse austerità, sarebbe credibile sottoscrivere le stime di crescita pressoché immutate all’1% per il 2018 inserite dal governo appunto nel DEF. Ma se invece fosse austerità? Se questa manovra da più di 1% di PIL generasse una riduzione, con un moltiplicatore pari ad un cauto 1, dell’1% del PIL, portando l’economia italiana nuovamente allo 0 della stagnazione? Che avverrebbe? Beh, certamente crollerebbero le entrate e dunque il deficit salterebbe alle stelle, contrariamente a quanto promesso all’Europa. Ed il rapporto debito sul PIL? Salirebbe nuovamente, spinto dal crollo del denominatore del rapporto.

    Importante dunque capire se hanno ragione, per esempio, Roberto Perotti o Lorenzo Bini Smaghi. Il primo, intervistato, ha sostenuto, “la spesa pubblica al netto degli interessi ha continuato a salire dal 2014, i numeri dello stesso DEF sono chiari”.

    Ammettendo dunque che prima del 2014 l’austerità c’è stata, ma che a suo avviso non c’è più da quell’anno (tralasceremo per oggi che nel 2016 è scesa dal 2015 da 830.135 mld. a 829.311 (fonte Eurostat) e che quella che conta per il PIL (senza pensioni ed interessi che sono trasferimenti e non domanda all’economia) dal 2014 ha visto gli investimenti pubblici calare del 10% circa in valore monetario, gli stipendi calare in valore reale e la sola spesa corrente rimanere stabile).

    Lorenzo Bini Smaghi nel suo libro La tentazione di andarsene (discusso qualche giorno fa con l’autore) sostiene (come Perotti) che «di austerità non ce n’è stata di più nemmeno in Italia rispetto agli altri paesi europei, soprattutto dopo il 2013».

    Come possono due economisti di questa leva dire ciò e farla franca? Credo di avere individuato il perché. Per spiegarmi farò riferimento a qualche grafico. Ma prima di tutto, definizioni.

    Secondo Bini Smaghi, «la valutazione (dell’austerità)… non deve essere fatta sul (deficit) ma sulla (variazione del deficit) da un anno all’altro»: se il deficit (la spesa) diminuisce nel tempo c’è austerità, se i due aumentano c’è il contrario dell’austerità.

    Una definizione confermata dalla Commissione europea, ma non dal Fondo monetario internazionale, che chiama austerità la presenza di un surplus e l’assenza di questa la presenza di un deficit.

    Dettagli? Mica tanto.

    Prendete due paesi, uno in blu, uno in rosso. Ecco il primo, il blu, che a un certo punto diminuisce spesa (da 200 a 150) e deficit (da 100 a 200).

    Secondo la definizione di Bini Smaghi questo paese è dunque austero. Da notare che gli Stati Uniti, dopo un iniziale aumento del deficit dopo il 2009, hanno cominciato a ridurlo. Stati Uniti dunque austeri? A dopo per l’ardua risposta.

    Ecco sotto un altro paese, il rosso, che fa scelte diametralmente opposte, aumentando la spesa da 50 a 100, riducendo il suo surplus (equivalente a aumentare il deficit) da 100 a 50. Un paese un po’ come l’Italia di Bini Smaghi e Perotti, secondo i quali dal 2014 l’Italia ha smesso di tagliare spesa e deficit. Italia dunque non austera?  A dopo per l’ardua risposta.

    Ora mettiamo questi due paesi uno accanto all’altro. È un esercizio utile, perché fa emergere come la situazione sia un po’ più complessa di quanto non apparisse dal guardare ai grafici dei singoli paesi. In effetti, sembrerebbe che l’apporto della spesa pubblica all’economia sia più ampio nel paese blu che non nel paese rosso. Più sostegno dunque nel paese blu da parte della politica economica?

    Non sarebbe corretto tuttavia trarre questa conclusione: il supporto all’economia nel dopo crisi va valutato in funzione di quanta spesa ci fosse prima della crisi nell’economia stessa. E dunque val la pena leggere il grafico qui sotto, dove supponiamo che ambedue i paesi provenissero da una spesa pubblica sempre pari a 125 fino all’arrivo della crisi.

    Visto così, il grafico mette le cose in una prospettiva diversa. Il paese blu appare come un paese che ha reagito all’arrivo della crisi con una politica fiscale molto espansiva (il contrario di una austera!) con spesa a 200 da 125 e che in un secondo tempo ha sì ridotto la spesa ed il deficit, ma mantenendoli sempre ben al di sopra di quanto fatto prima della crisi (150>125), rimanendo dunque espansivo, anche se meno di prima, altro che austero. Certamente questo paese ricorda gli Stati Uniti, che reagirono inizialmente con un deficit altissimo attorno al 10% e che lo hanno pian piano ridotto, ma mantenendolo sempre ad un livello tale da aiutare l’economia a riprendersi.

    Visto così, il grafico mette le cose in una prospettiva diversa anche per il paese rosso, che appare ora come un paese che ha reagito all’arrivo della crisi con una politica fiscale molto austera con spesa a 50 (da 125) e che in un secondo tempo ha sì aumentato la spesa ed il deficit, ma mantenendoli sempre ben al di sotto di quanto fatto prima della crisi (100<125), rimanendo dunque austero, anche se meno di prima. Certamente questo paese ricorda l’Italia che reagì inizialmente con una politica molto austera e che ha pian piano ridotto l’austerità, ma mantenendola sempre ad un livello tale da non aiutare l’economia a riprendersi e con essa il debito pubblico sul PIL a scendere.

    E perché mai è avvenuto questo? Perché spesa e deficit in Italia non salgono invece a 150 come negli USA che oggi crescono? Semplice, a causa del fiscal compact che impedisce la fine dell’austerità quando questa non è utile ma malsana, capace di generare in Italia un’avversità contro l’Europa che ha fatto crescere drammaticamente il peso di coloro che ora hanno la tentazione di andarsene, distruggendo per sempre il progetto europeo.

    Ecco perché è importante dire che l’austerità c’è stata, ma anche che c’è ancora per lo stato dell’economia italiana. E che bisogna bloccare la Legge di Stabilità così come prevista per l’autunno dal DEF. Ma bloccare la legge di bilancio folle prevista dal DEF significa dire “no” per sempre all’inserimento del fiscal compact nei trattati a fine anno.

    Pubblicato sul blog dell’autore il 28 maggio 2017.

    Tags: austeritàitaliaoneuro

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Le Brevi

    Eurostat, leggera crescita dell’occupazione nell’UE nel secondo trimestre

    11 Settembre 2026
    Confartigianato
    Economia

    Confartigianato festeggia i suoi 80 anni con un evento al Parlamento europeo

    9 Settembre 2026
    La bandiera della Palestina sventola nel corso di una manifestazione a sostegno del popolo palestinese [Roma, 30 dicembre 2021. Foto: Sara Minelli/imagoeconomica]
    Politica Estera

    Stop al commercio con i coloni, 12 Paesi contro Netanyahu e gli insediamenti in Cisgiordania

    8 Settembre 2026
    Lavoratori. Crediti: Alex Kotliarskyi via Unsplash
    Economia

    Eurostat, il PIL e l’occupazione nell’eurozona in su nel secondo trimestre 2026

    7 Settembre 2026
    L'esterno del centro di produzione RAI a via Teulada, a Roma. [Foto: Alessia Mastropietro/imagoeconomica]
    Politica

    RAI, nuovi avvertimenti all’Italia: “La Commissione può avviare procedure d’infrazione”

    7 Settembre 2026
    Pagamento alla cassa. Crediti: Patrick Tomasso via Unsplash
    Le Brevi

    Commercio al dettaglio, a luglio 2026 lievi cali nell’eurozona e nell’UE

    4 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Laboratorio. Crediti: Julia Koblitz via Unsplash

    UE, più di 20.000 candidature per il programma di ricerca “Marie Skodovskaya Curie”

    di Iolanda Cuomo
    11 Settembre 2026

    Bruxelles - Sembra che ricercatori e ricercatrici da tutto il mondo non vedano l'ora di continuare le loro carriere in...

    Emma Bonino, membro della Commissione responsabile per la pesca, la politica dei consumatori e l'Ufficio umanitario della Comunità europea (ECHO) partecipa al seminario "Humanitarian Echoes" sugli aiuti umanitari che si è svolto con la partecipazione di Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea. 7 ottobre 1997. Source: EC Commission

    Tra cordoglio e ricordi, da Bruxelles il saluto delle istituzioni UE a Emma Bonino

    di Iolanda Cuomo
    11 Settembre 2026

    La presidente dell'Eurocamera, Metsola: "L’Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza". La Commissione europea omaggia la leader radicale...

    Sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo di luglio 2026. Crediti: Parlamento europeo

    Discorso sullo stato dell’Unione, Ceuta, gli incendi e le ingerenze esterne: i temi alla plenaria del Parlamento europeo

    di Iolanda Cuomo
    11 Settembre 2026

    Von der Leyen illustrerà le priorità dell'anno a venire. Il portavoce del Partito popolare europeo: "Se si considerano tutti gli...

    India

    UE-India, la Commissione invia al Consiglio la proposta per la firma dell’accordo di libero scambio

    di Redazione eunewsit
    11 Settembre 2026

    Bruxelles - La Commissione europea ha presentato oggi (11 settembre) al Consiglio le sue proposte per la firma e la conclusione...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione