Sono ripresi senza Mario Monti, impegnato nell’insediamento delle Camere in Italia, i lavori del Consiglio Europeo. Sul tavolo dei capi di Stato e di governo le relazioni con la Russia, i preparativi del G8, la cui presidenza annuale e detenuta quest’anno da Londra, e la questione Siria con Francia e Gran Bretagna che tentano, sembra senza grandi risultati, di convincere i loro colleghi della necessità di togliere l’embargo per permettere l’arrivo di armi ai ribelli siriani. La Francia è la più determinata e si dice pronta anche a muoversi da sola. “Il nostro obiettivo è di convincere i partner europei entro la fine del mese di maggio, se possibile anche prima. Utilizzeremo le nostre capacità diplomatiche. Nel caso ci dovesse essere un’opposizione da parte di uno o due paesi, allora la Francia si assumerà le sue responsabilità” ha dichiarato presidente francese Francois Hollande al termine del vertice di ieri.
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