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Stage a 0 euro, nell’Unione europea sono circa il 60% del totale

Stage a 0 euro, nell’Unione europea sono circa il 60% del totale

In un sondaggio dell’eurobarometro denunciate dai tirocinanti scarse condizioni di lavoro, poca trasparenza nei contratti e, quando previsti, rimborsi economici insufficienti a pagare i costi di vita essenziali

In un eurobarometro denunciate dai tirocinanti scarse condizioni di lavoro, poca trasparenza nei contratti e, quando previsti, rimborsi economici insufficienti a pagare i costi di vita essenziali

stage

Un quadro piuttosto grigio quello che emerge dall’ultimo sondaggio dell’eurobarometro pubblicato oggi a Bruxelles. A preoccupare la Commissione sono i dati sui tirocini e gli stage europei. Quasi 6 stagisti su 10 (il 59% del campione di giovani tra i 18 e i 35 anni intervistati) affermano di non avere ricevuto alcun compenso economico nel corso del loro ultimo periodo di stage. Tra i fortunati che hanno invece potuto beneficiare di un “rimborso” meno della metà di loro pensa che questo sia stato sufficiente a coprire i costi minimi di vita. Numeri che confermano quanto oggi, a pagare la crisi, siano anche e soprattutto i giovani nel corso del difficile percorso di formazione ed ingresso nel mondo del lavoro.

Nel sondaggio, a fronte di un altissimo numero di persone che dichiara di aver svolto almeno un tirocinio, sono pochi (il 40%) quelli che dichiarano di aver precedentemente firmato un accordo o contratto di tirocinio con l’azienda ospitante. In circa un caso su tre, i giovani intervistati hanno denunciato scarsa qualità nelle condizioni di lavoro, mentre secondo un buon 20% il ritorno di conoscenze è molto limitato in rapporto alle ore di lavoro svolte durante lo stage. Quasi il 25% degli intervistati ha inoltre dichiarato di essere stato trattato, nel corso del tirocinio, in modo diverso dagli altri dipendenti regolarmente assunti. La maggior parte dei tirocini continua a svolgersi nei propri Paesi di origine, sono infatti solo il 10% degli stagisti quelli che scelgono di svolgerli all’estero.

A seguito di questi risultati, la Commissione sta lavorando ad una proposta di raccomandazione che è indirizzata principalmente a migliorare la trasparenza delle condizioni di contratto del tirocinio. In particolare secondo l’esecutivo di Bruxelles, a fronte di qualsiasi proposta di stage vi dovrà essere sempre un accordo scritto che stabilisca con chiarezza i dettagli economici e di lavoro del tirocinio. La Commissione ha inoltre sottolineato l’importanza di avere una uguale legislazione per quanto riguarda l’orario di lavoro dei tirocinanti e dei dipendenti regolarmente assunti.

“Non abbiamo basi legali x rendere obbligatoria la retribuzione del tirocinio a livello comunitario, tuttavia possiamo migliorare la trasparenza dei contratti di tirocinio” afferma Dennis Abbot, portavoce del commissario all’Educazione e alla cultura Androulla Vassiliou. Sul tema si è espresso anche László Andor, commissario europeo per l’Occupazione , affari sociali e inclusione: “I tirocini sono cruciali per facilitare il passaggio dall’educazione scolastica al mercato del lavoro. Con gli attuali elevati livelli di disoccupazione giovanile nell’Ue, è fondamentale garantire che i tirocinanti ricevano un’ottima formazione, l’esperienza necessaria per ottenere un lavoro e che non siano sfruttati. Ecco perché la Commissione presenterà una proposta di raccomandazione su un quadro di qualità per i tirocini, che definirà le linee guida per consentire ai tirocinanti di acquisire esperienza di lavoro di alta qualità in condizioni di sicurezza “.

Marco Frisone

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