A partire dal 2010 i prezzi del gas e dell’elettricità sono cresciuti in modo diffuso nei Paesi dell’Unione europea e principalmente a causa dell’aumento dei costi delle risorse energetiche nel mercato globale. Un aumento che è stato innescato dal tentativo di ripresa economica, in Europa e nel mondo, e dalle conseguenti attese ed aspettative di domande di approvvigionamento più alte. In un articolo scritto da Richard Anderson e pubblicato da BBC News, viene delineata la situazione dei costi delle bollette del gas e dell’elettricità in Europa con un focus sulle principali differenze tra i singoli Paesi.
In linea generale, nel primo semestre dell’anno, i prezzi dell’energia elettrica sono diminuiti. Questi tagli dei costi operati dai fornitori energetici, in controtendenza con l’andamento generale, si sono verificati per controbilanciare la serie di considerevoli aumenti dei prezzi verificatisi nel mese di gennaio. Per quanto riguarda il gas, la caduta dei prezzi è durata più a lungo di quanto ci si aspettasse, ma alla fine anch’essa si è arrestata e le spese per il gas sono tornate a crescere.
Ma come mostra il grafico seguente, per quanto riguarda l’analisi dell’andamento dei prezzi, l’Europa non può essere trattata come un unicum. Ci sono infatti rilevanti differenze tra Paesi dell’Unione in relazione a quanto le famiglie pagano per il loro approvigionamento energetico. Nella tabella in basso, sono mostrati i costi dell’erogazione di elettricità nelle case di diverse capitali europee, ma secondo il think tank “Vaasaett” la validità dei risultati può tranquillamente essere estesa anche a livello nazionale poichè non cambierebbe nulla a livello sostanziale se si sostituisse, al posto delle città presenti nella tabella, le rispettive nazioni.
Senza considerare i tassi di cambio, Helsinki è la capitale meno costosa per quel che riguarda i prezzi dell’elettricità, tra le 23 città europee analizzate. Le famiglie di Berlino – la città più costosa – pagano 2 volte e mezzo di più delle famiglie finlandesi, principalmente a causa di tasse e sussidi destinati ad incentivare la produzione di energie rinnovabili. In effetti, quasi il 33% dell’importo della bolletta energetica di una famiglia berlinese è dovuto a tasse. L’equivalente britannico è attualmente il 9%.
Nei mesi precedenti i prezzi sono saliti in 7 città europee, con il maggiore aumento a Londra. Nonostante questo aumento, Londra resta una delle città meno costose dal punto di vista dei consumi dell’energia elettrica e nettamente al di sotto dei costi medi europei (vedi grafico seguente). Ma i prezzi non sono cresciuti ovunque. I costi delle bollette della luce sono diminuiti in 9 città d’Europa nello scorso mese, soprattutto nei paesi dell’Europa centrale e orientale. Il governo ungherese ha fatto scendere i prezzi dell’11% circa e la Croazia, da parte sua, ha tagliato i costi dell’energia elettrica del 6%.
Come si può notare nel prossimo grafico, anche i prezzi del Gas sono estremamente variabili, con famiglie a Stoccolma – la città più cara – che pagano circa tre volte di più della meno costosa, Lussemburgo. Londra è la seconda città meno costosa in termini di costi legati al consumo di Gas, nonostante recenti aumenti dei prezzi. Nell’ultimo mese i prezzi sono cresciuti in 7 Paesi, mentre sono diminuiti in 8.
Chiaramente i prezzi devono essere letti e contestualizzati tenendo in conto l’effettiva capacità della gente di pagare le bollette alla fine del mese. In molti paesi europei, una delle principali paure delle famiglie è di non riuscire a permettersi un adeguato riscaldamento delle proprie case. La prossima immagine, mostra chiaramente come in Bulgaria, il 47% della popolazione ha paura di non riuscire a permettersi di riscaldare la propria residenza in modo adeguato. Un problema molto presente anche in Lituania, Cipro, Portogallo, Grecia e Italia. Dal lato opposto, meno del 2% dei vari Paesi scandinavi ha problemi nel pagare le bollette del gas. La media europea è dell’ 11%.
Le paure si trasformano in realtà quando si va a vedere (nel grafico seguente) chi ha effettivamente problemi nel pagare le bollette. In Grecia, il 32% delle famiglie è indietro con i pagamenti. In Bulgaria e Croazia sono il 28%, mentre in Italia, ben il 27% delle famiglie non riesce a stare dietro ai costi del riscaldamento delle proprie case, a fronte di una media europea del 10%.







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