Al termine della due giorni di dialoghi, l’Alto rappresentante annuncia di avere ricevuto rassicurazioni. Gli Usa minacciano sanzioni contro Kiev ma Bruxelles: “Cercare soluzione politica”
Non sono stati giorni semplici, ha dovuto “parlare con moltissime persone” e “seguire nella notte” i nuovi scontri, ma al termine della sua visita a Kiev, Catherine Ashton torna a Bruxelles con un messaggio chiaro: Viktor Yanukovych intende firmare l’accordo di associazione con l’Europa. È la stessa rappresentante della politica estera Ue a comunicarlo: “Io voglio che lo faccia – aggiunge l’Alto rappresentante – e credo che farlo rapidamente sia il modo migliore per affrontare anche le sfide economiche a breve termine, che sono la prima preoccupazione” di Yanukovych. Durante l’incontro tra i due, riporta Ashton, si è parlato di agricoltura e di energia. Stringere un rapporto forte con l’Unione, ha ricordato l’Alto rappresentante, avrebbe implicazioni importanti per l’Ucraina in termini di supporto finanziario e di “accesso al più grande mercato del mondo”. A confermare che la strada verso l’accordo procede, questo pomeriggio, ha ricordato Ashton, il vicepremier ucraino Serhiy Arbuzov sarà ricevuto dal commissario Ue all’Allargamento Stefan Fuele, per “discutere le questioni legate alla firma e all’attuazione dell’accordo di associazione Ue-Ucraina”, secondo il menu annunciato dalla Commissione.
Prima di pensare ai vantaggi di un possibile accordo, c’è da risolvere la crisi interna al Paese che dopo oltre due settimane non accenna a placarsi. “Voglio dire subito che condanno fortemente l’uso della forza, è totalmente inaccettabile”, ha ribadito Ashton, “soprattutto quando, come me, si è avuto modo di vedere quanto la gente stia manifestando in modo pacifico”. Non solo: “Abbiamo anche detto che è importante vedere rilasciati tutti quelli che sono stati arrestati. Non intendo un’altra forma di arresto o altro – specifica l’Alto rappresentante – intendo: lasciateli andare”. Ashton ha anche chiesto che sia fatta chiarezza su tutti gli atti di violenza: occorre punire i responsabili e assicurare che questo non si verifichi di nuovo, ha detto, spiegando di sostenere la proposta del segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjørn Jagland, per un’indagine indipendente. “Penso che le persone di questo Paese meritino di meglio”, ha detto Ashton riferita agli episodi di violenza, ricordando “l’importanza del dialogo e dell’ascolto” e chiedendo una tavola rotonda al più alto livello, che includa tutti e che si dia obiettivi chiari.
A proposito delle notizie secondo cui il primo ministro Mykola Azarov, avrebbe chiesto, per potere firmare l’accordo di associazione con l’Ue, aiuti finanziari per 20 miliardi di euro, Ashton risponde: “Non è una decisione del tipo ‘qui ci sono x soldi se firmate’, non siamo interessati a questo. Ci interessa che il Paese abbia le migliori possibilità di crescere e di sviluppare la sua economia nel modo più forte possibile”.
Nel frattempo gli Stati Uniti minacciano sanzioni nei confronti del Paese per avere risposto in modo violento alle proteste pacifiche: “Tutte le opzioni politiche sono sul tavolo, compresa quella delle sanzioni” ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato americano. Una strada che Bruxelles sembra non condividere. “Ashton ha spiegato a più riprese che l’Europa sostiene il dialogo. Dobbiamo rimanere concentrati su una soluzione politica” ha fatto sapere oggi Maja Kocijancic, portavoce dell’Alto rappresentante.
Anche dal Parlamento europeo, riunito in sessiuone Plenaria a Strasburgo, arrivao intanto la richiesta di proseguire l’impegno per l’avvicinamento dell’Ucraina. I deputati, commentanto gli esiti del vertice di Vilnius e i rapporti con i partner orientali, hanno chiesto che il Consiglio europeo di dicembre invii un forte segnale politico, indicando che l’Ue è ancora pronta ad impegnarsi con l’Ucraina. Condannando il ricorso alla forza da parte delle autorità ucraine, la risoluzione chiede anche l’invio di una missione del Parlamento europeo in Ucraina il più presto possibile.
Letizia Pascale


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