- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 16 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Cosa deve essere la Commissione europea? Attenti agli abbagli

    Cosa deve essere la Commissione europea? Attenti agli abbagli

    Il dibattito su cosa debbano essere le istituzioni europee del futuro è una questione che corre molto sotto traccia, ne discutono studiosi saggi e severi, ma non è pane quotidiano. A Bruxelles si parla solo del fatto se il Parlamento abbia diritto a indicare lui al Consiglio chi deve essere il presidente della Commissione. Una discussione riduttiva e per questo anche dannosa, che non è chiaro dove porti, visto anche lo scarsissimo richiamo esercitato sui cittadini dai candidati loro offerti dai partiti, che proprio la partecipazione avrebbero dovuto stimolare

    Lorenzo Robustelli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LRobustelli" target="_blank">@LRobustelli</a> di Lorenzo Robustelli @LRobustelli
    6 Giugno 2014
    in Editoriali

    E se sulla Commissione europea si stesse diffondendo un abbaglio collettivo? Se cioè politicizzarla più di quanto lo sia ora fosse un errore? So di buttare un sasso in uno stagno, ma il dibattito su cosa debbano essere le istituzioni europee del futuro è una questione che corre molto sotto traccia, ne discutono studiosi saggi e severi, ma non è pane quotidiano qui a Bruxelles. Qui si parla solo del fatto se il Parlamento abbia diritto a indicare lui al Consiglio chi deve essere il presidente della Commissione. Una discussione riduttiva e per questo anche dannosa, che non è chiaro dove porti, visto anche lo scarsissimo richiamo esercitato sui cittadini dai candidati loro offerti dai partiti, che proprio la partecipazione avrebbero dovuto stimolare.

    Certo, solo da pochi anni si è varato un grande rinnovamento chiamato Trattato di Lisbona, alcuni poteri sono stati redistribuiti, ma troppe cose ancora zoppicano, in particolare quando arriva una crisi, ed è evidente che anche la semplice storia, il semplice passare del tempo ha posto le attuali istituzioni europee in una posizione di ritardo rispetto alle necessità. Il dibattito che si sente ora è solo “più potere al Parlamento”, cosa che, in se, è certamente condivisibile, ma le domande son tante: più potere in che settori? Per fare cosa? Su che basi di accordi di maggioranza e opposizione? Come si garantirebbe l’indipendenza dei deputati di loro partiti nazionali? Basta il lavoro che, egregiamente, sta conducendo anche la Commissione Barroso per favorire la nascita di veri partiti europei (e non di associazioni di partiti nazionali, come è ora)? Queste sono solo alcune delle domande che dobbiamo porci.

    Non sono un costituzionalista e vorrei dunque circoscrivere questo mio intervento ad un solo elemento che oggi è sulla bocca di tutti (a Bruxelles e nelle cancellerie, i cittadini europei sembrano piuttosto disinteressati, e questo è un altro tema da approfondire): di cosa, di chi, deve essere espressione il presidente della Commissione europea (e con lui i commissari) e a chi e come deve rispondere. Quel che deve fare lo si sa, ed è questione che può restare intatta al momento, non è lì il problema. O almeno non lo è fino a quando l’esecutivo comunitario non usa una interpretazione politica dei suoi compiti. E qui sta il nocciolo del problema: la Commissione europea è un organo eminentemente politico o eminentemente tecnico? Si dice che è, come prima qualifica, “guardiana dei Trattati, cosa che lascerebbe poco spazio alla politica ma piuttosto sembra indirizzare quei Ventotto commissari (che sono troppi, diciamolo) a svolgere mansioni di pura finalizzazione di scelte fatte dalla politica. Ora, è chiaro che non si può negare che un po’ di politica ci debba essere comunque, chiunque ha un pensiero politico, almeno lato sensu, e a quel livello di responsabilità molto spesso una scelta non è solo tra una chiave inglese o una chiave a stella, ma produce effetti politici, è evidente.

    Potremmo dunque immaginare che il potere politico risieda nei due organi che più esplicitamente politici sono proprio nella loro composizione, l’uno perché eletto direttamente dai cittadini e l’altro perché espressione di governi anche loro eletti dai cittadini. Non è una questione democratica, sia chiaro, la Commissione è perfettamente e democraticamente legittimata a svolgere i suoi compiti. Però troppa politica può uccidere il paziente, se tutti fanno politica chi si occupa poi di scegliere i migliori metodi di somministrazione, ad esempio tra sciroppo e compressa, per il principio attivo che sarà stato indicato come miglior cura dalla politica? Una sana divisione dei compiti: le ragioni degli Stati elaborate e portate a sintesi in Consiglio, quelle dei cittadini rappresentate in Parlamento e quelle della, diciamolo anche se in Italia la parola fa paura, della “tecnica” in Commissione? Perché, mi domando senza avere al momento una risposta, il presidente della Commissione deve essere un politico di prestigio, magari caduto in disgrazia nel suo Paese come Juncker o senza prospettive di carriera come Schulz, oppure un ex premier come Blair (dico un nome a caso) o anche un premier in carica, ma di un paese piccolo, come la danese Thorning-Schmidt, o come è stato Barroso?

    Quella che ebbe la presidenza di Delors (raddoppiata in due mandati per entusiasmo e non per mancanza di idee come quella di Barroso) è stata probabilmente (al netto di grandi iniziative singole come l’allargamento deciso con Prodi) la miglior Commissione che si ricordi. Diede un grande impulso innovativo, seppe convincere delle proprie ragioni governi e Parlamenti, cambiò l’Europa. E non era composta di eminenti politici, non era espressione del Parlamento, ma aveva disegnato su se stessa un ruolo “tecnocratico”, che la poneva in un territorio suo nel quale poteva agire senza essere (troppo) disturbata da tensioni e ambizioni politiche.

    Tags: BarrosoBlaircommissione europeajunckerparlamento europeoschulztecnocratiThorning-Schmidt

    Ti potrebbe piacere anche

    Riunione del Consiglio europeo del 15 ottobre 2026. Crediti: Consiglio europeo
    Economia

    I Ventisette in stallo sull’ETS, contro il caro-energia solo aiuti di Stato

    15 Ottobre 2026
    Satellite. Crediti: Unsplash
    Le Brevi

    Kubilius e Lahbib rafforzano la gestione globale delle catastrofi con le tecnologie spaziali

    15 Ottobre 2026
    Tosi
    Le Brevi

    Tosi (FI): “Equilibrio sulla direttiva tabacco: Commissione UE non punisca un comparto strategico per Italia”

    15 Ottobre 2026
    Il capocollo di Martina Franca. Crediti: Ministero dell'Agricoltura italiano
    Le Brevi

    Il capocollo di Martina Franca ottiene la certificazione Indicazione Geografica Protetta (IGP) dell’UE

    15 Ottobre 2026
    La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa [Bruxelles, 15 ottobre 2026. Foto: European Council]
    Politica

    Bilancio 2028-2034, Metsola avverte i leader UE: “Non facile avere 361 voti in Parlamento”

    15 Ottobre 2026
    I presidenti di alcune Regioni italiane e alcuni eurodeputati commentano la proposta irlandese per il prossimo QFP. Crediti: Staff PD del Parlamento europeo
    Politica

    Appello di sei Regioni italiane contro i tagli al bilancio dell’UE

    14 Ottobre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Emissioni dai tetti di Bruxelles all'alba. Source: Mauro Bottaro EC - Audiovisual Service - EUCO ETS ECCO ENERGIA

    Energia, ECCO: “La soluzione non è rimandare l’ETS2”. L’UE punta su transizione e investimenti

    di Annachiara Magenta annacmag
    16 Ottobre 2026

    Bruxelles – La transizione energetica resta la via d’uscita strutturale dalla crisi dei prezzi, mentre le misure temporanee devono accompagnare...

    Kallas - difesa europea - Starlink - Consiglio europeo - Ucraina

    Starlink svela i limiti dell’UE, Kallas: “È necessario per l’Ucraina e non siamo in grado di sostituirlo”

    di Annachiara Magenta annacmag
    16 Ottobre 2026

    Le recenti interruzioni dei collegamenti satellitari dagli USA utilizzati dalle forze ucraine mostrano quanto il sostegno statunitense resti determinante sul...

    Euro. Crediti: Ibrahim Boran via Unsplash

    Inflazione a settembre conferma in salita al 3,8 per cento nell’area euro e nell’UE

    di Iolanda Cuomo
    16 Ottobre 2026

    Bruxelles - L'inflazione non cala. Secondo Eurostat, l'Agenzia di statistica dell'Unione europea, conferma le sue stime flash e pone il...

    SKODA WOLKSWAGEN [foto: imagoeconomica]

    Accordo Francia-Germania sull’auto: allentati gli obiettivi ‘green’ dell’UE per rilanciare il settore

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Ottobre 2026

    Parigi e Berlino pronte a eliminare il meccanismo di compensazione al fine di rilanciare i comparti nazionali ed europei. Incluso...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione