- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 19 Giugno 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » C’è accordo tra i Paesi Ue sul piano per i rifugiati della Commissione

    C’è accordo tra i Paesi Ue sul piano per i rifugiati della Commissione

    La ricollocazione di 120mila rifugiati da Italia, Grecia e Ungheria dovrebbe ottenere il via libera politico nel Consiglio Affari interni di lunedì. Resta l'opposizione di Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia e della stessa Budapest, che ha chiesto di essere esclusa

    Alfonso Bianchi</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@AlfonsoBianchi" target="_blank">@AlfonsoBianchi</a> di Alfonso Bianchi @AlfonsoBianchi
    11 Settembre 2015
    in Politica

    Bruxelles – C’è consenso tra gli Stati europei sul piano della Commissione europea per la redistribuzione di 120mila rifugiati, presentato dal presidente Jean-Claude Juncker mercoledì scorso a Strasburgo. Lunedì, al Consiglio Affari interni straordinario sul tema, si attende un via libera politico alla proposta che potrebbe essere formalmente adottata dal Consiglio europeo di ottobre. Al momento ci sarebbe solo una minoranza di quattro Paesi decisi a opporsi al progetto. I più forti oppositori sono Repubblica Ceca e Slovacchia, dubbiosa anche la Polonia, che però starebbe cambiando posizione, e infine l’Ungheria che sta tenendo una serrata trattativa ma che non si è ancora capito bene a cosa miri. Il Paese governaro da Viktor Orban sarebbe infatti uno di quelli che dovrebbe beneficiare di questo accordo insieme a Grecia e Italia, e dovrebbe attenere di poter mandare 54mila rifugiati negli altri Paesi membri. Insomma avrebbe solo da guadagnare da questo progetto e invece ha formalmente chiesto di esserne escluso. La richiesta, spiegano fonti diplomatiche, “non ha interrotto le trattative col Paese, di cui si sta occupando la presidenza di turno lussemburghese, e l’impressione è quindi che miri piuttosto ad ottenere qualcosa con questa mossa piuttosto che a volersi davvero tirare fuori”.

    Fatto sta che in ogni caso questi quattro Paesi non sarebbero, anche volendolo, in grado di bloccare il provvedimento se volessero forzare il Consiglio di lunedì ad andare a una votazione. “Gli altri Stati hanno i numeri per passare sopra la loro testa e obbligarli a digerire la proposta, se sono intelligenti e non andranno a uno scontro di forza che non possono vincere potrebbero ottenere qualcosa”, continua ancora la fonte.

    Le quote dei rifugiati da redistribuire, che continuano a non potersi assolutamente chiamare quote, saranno obbligatorie. O meglio dovrebbero essere obbligatori da una parte la partecipazione al programma, dall’altra i criteri di redistribuzione (40% per il volume della popolazione, 40% per il Pil, 10% per la media delle domande di asilo presentate in passato, 10% per il tasso di disoccupazione). Che in sostanza vorrà dire che ogni Stato dovrà farsi carico del numero dei migranti già calcolato dalla Commissione, con alcuni aggiustamenti dovuti al fatto che l’Irlanda, che grazie all’opt in disponeva dell’opportunità di tirarsi fuori dal programma, ha invece deciso ieri di aderire.

    Delle discussioni sarebbero in corso anche sulla clausola che concede a un Paese di non partecipare temporaneamente alla ricollocazione per motivi “giustificati e obiettivi”, ma obbligandolo comunque contribuire finanziariamente al progetto versando nel bilancio Ue un importo pari allo 0,002% del suo Pil. A essere contraria sarebbe soprattutto la Germania, ma la cosa difficilmente diventerà motivo di scontro e quindi dovrebbe essere accettata. Gli sherpa dei ministri a Bruxelles stanno lavorando alacremente e la presidenza lussemburghese punta ad arrivare al Consiglio Ue di lunedì con un testo già chiuso, che dovrebbe solo essere approvato dai ministri degli Interni dei Paesi membri.

    Il Consiglio poi adotterà definitivamente la decisione presa a luglio scorso sugli altri 32mila rifugiati da redistribuire, che dovrebbero diventare entro fine anno, nelle intenzioni di Bruxelles, 40mila come inizialmente richiesto. Si troverà poi anche un accordo sulla lista dei Paesi di origine sicuri, che dovrebbero essere quelli che hanno in qualche modo già iniziato il percorso verso l’adesione, ovvero l’Albania, la Bosnia-Erzegovina, l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, il Kosovo, il Montenegro, la Serbia e la Turchia. Gli unici dubbi sono su quest’ultima, visto che la lista significherà che i cittadini di quei Paesi avranno più difficoltà ad ottenere lo status di rifugiato politico, e questo potrebbe essere un problema per i curdi. E sarebbe un messaggio anche piuttosto ambiguo visto quello che sta succedendo nel Paese in questo momento.

    Infine si dovrebbero approvare tutte le altre parti della proposta, in particolare l’accento posto sulla politica dei rimpatri, tema su cui si lavorerà molto anche in futuro e che alcuni Stati, in primis l’Italia, spingono perché diventi sempre di più una pratica da gestire in maniera europea, anche a livello di mezzi e fondi, e da non lasciare più agli Stati membri.

    Tags: immigrazionericollocazioneRifugiati

    Ti potrebbe piacere anche

    Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, e il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron (Fonte: Imagoeconomica)
    Diritti

    “Non è questa l’Europa”: Macron e Sánchez contro il modello Meloni-Frederiksen sui centri per il rimpatrio

    19 Giugno 2026
    Fonte: Unsplash
    Diritti

    Domande di asilo giù del 19 per cento a marzo su base annua, cresce il numero delle richieste accettate

    16 Giugno 2026
    Il primo ministro dell'Albania, Edi Rama, e la presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni (Fonte: Imagoeconomica)
    Diritti

    Centri in Albania, l’avvocato generale UE: “Legittimi, ma rispettino i diritti dei migranti”

    11 Giugno 2026
    Centro per migranti a Gjader, il 22 ottobre 2024, a Gjader (Albania). Foto di Antonio Sempere / Europa Press/ABACAPRESS.COM. Fonte: IPA Agency
    Diritti

    Il 52 per cento dei cittadini UE è favorevole alla creazione di centri per il rimpatrio in Paesi terzi. E l’idea piace anche a sinistra

    9 Giugno 2026
    Il consiglio Affari interni, mentre discute di immigrazione [Lussemburgo, 4 giugno 2026. Foto: European Council]
    Politica

    L’UE celebra il patto di immigrazione e asilo con una riunione speciale il 12 giugno

    5 Giugno 2026
    Photo de Andrew Vsur Unsplash
    Diritti

    Violenze e garanzie zoppe, il preoccupante referto ONU sulla tortura in Italia

    15 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Consiglio europeo di giugno 2026. Crediti: Commissione europea via EBS Audiovisua Service

    Anche Balcani occidentali, allargamento e traffico di droghe nelle conclusioni del Consiglio europeo

    di Iolanda Cuomo
    19 Giugno 2026

    Il presidente di Cipro, che ricopre il semestre di presidenza del Consiglio UE, Christodoulides: "I negoziati di adesione con Ucraina,...

    bilancio - pluriennale

    Leader UE concordi sull’architettura del prossimo bilancio, von der Leyen: “Un importante passo avanti”

    di Annachiara Magenta annacmag
    19 Giugno 2026

    Si tratta della creazione di un piano unico per ciascuno Stato membro che andrà a sostituire gli attuali programmi settoriali distinti, accorpando...

    Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez, e il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron (Fonte: Imagoeconomica)

    “Non è questa l’Europa”: Macron e Sánchez contro il modello Meloni-Frederiksen sui centri per il rimpatrio

    di Giorgio Dell'Omodarme
    19 Giugno 2026

    "Mi opporrò a che il bilancio comunitario sia usato per costruirli", avverte l'inquilino dell'Eliseo. Mentre il premier spagnolo difende regolarizzazione...

    La premier italiana Giorgia Meloni insieme al primo ministro spagnolo Pedro Sánchez [Foto: Imagoeconomica]

    L’amico che non ti aspetti, Sánchez esprime solidarietà a Meloni per l’attacco di Trump

    di Valeria Schröter
    19 Giugno 2026

    Il primo ministro spagnolo ha espresso solidarietà a Meloni dopo che Donald Trump, il presidente USA, ha dichiarato di avere...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione