Bruxelles – Mentre a Bruxelles si lavora per abbattere le divisioni tra gli Stati e trovare insieme possibili soluzioni alla crisi dei rifugiati, sul terreno i muri continuano ad aumentare. Ora anche la Slovenia ha iniziato la realizzazione di una barriera difensiva al confine con la Croazia. L’obiettivo di questa separazione è di evitare che i migranti entrino illegalmente nel Paese, passando attraverso boschi e campi, ma restino in attesa nell’accampamento al confine croato. Lubiana segue così le orme dell’Ungheria, che la scorsa settimana ha costruito un “muro” anti-migranti lungo la linea ferroviaria al confine con la Serbia e che ha già annunciato di volere prolungare la barriera anche lungo la frontiera con la Croazia.
Intanto il Parlamento ungherese ha approvato, con 151 voti a favore ,12 contrari e 27 astenuti, un provvedimento che annuncia l’impegno dell’esercito a sostegno della polizia per le difese dei confini meridionali e l’utilizzo di armi non da fuoco (come proiettili di gomma) in caso di pericolo di vita. A breve saranno inviati 3.500 militari alle frontiere con la Serbia.


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