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    Home » Cronaca » Amnesty: Turchia viola diritti umani dei rifugiati con complicità Ue

    Amnesty: Turchia viola diritti umani dei rifugiati con complicità Ue

    La Ong denuncia che diversi profughi hanno riferito di essere rimasti incatenati per giorni, di essere stati picchiati per poi essere rinviati nei Paesi da cui erano fuggiti. "Affidando ad Ankara il ruolo di piantone della crisi si favoriscono queste violazioni"

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    16 Dicembre 2015
    in Cronaca
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    Bruxelles – “L’Unione europea rischia di rendersi complice di gravi violazioni dei diritti umani ai danni di rifugiati e richiedenti asilo in Turchia”. È l’accusa lanciata da Amnesty International in un rapporto in cui denuncia che le autorità turche avrebbero respinto rifugiati e richiedenti asilo costringendoli a tornare nelle zone di guerra da cui fuggivano. Il rapporto, intitolato ‘Il piantone dell’Unione europea’, denuncia che da settembre, in parallelo con i colloqui tra Turchia e Ue per una risposta comune alla crisi dei migranti, Ankara abbia fermato centinaia di rifugiati e richiedenti asilo e li abbia trasferiti verso centri di detenzione isolati. Alcuni di loro hanno riferito di essere rimasti incatenati per giorni, di essere stati picchiati e per poi essere rinviati nei paesi da cui erano fuggiti. “Affidando alla Turchia il ruolo di piantone dell’Europa nell’attuale crisi dei rifugiati, l’Ue rischia di ignorare e incoraggiare gravi violazioni dei diritti umani. La cooperazione con la Turchia in tema d’immigrazione deve cessare fino a quando questi fatti non saranno indagati e non vi sarà posta fine”, ha chiesto John Dalhuisen, direttore del programma Europa e Asia centrale di Amnesty. “Abbiamo documentato la detenzione arbitraria di alcune delle persone più vulnerabili sul suolo turco. Spingere rifugiati e richiedenti asilo verso paesi come Siria e Iraq non è solo un gesto immorale, è anche una chiara violazione del diritto internazionale”, ha aggiunto Dalhuisen.

    Prima di settembre, gli arresti arbitrari e i rimpatri forzati non figuravano tra le preoccupazioni per la situazione dei diritti umani dei rifugiati e dei richiedenti asilo in Turchia, Paese che ospita la più ampia popolazione di rifugiati al mondo, circa 2 milioni e 200mila provenienti dalla Siria e circa 230mila da altri paesi. Nell’ambito del ‘Piano d’azione’ firmato a novembre da Ue e Turchia, Bruxelles, “sempre più desiderosa di assicurarsi la cooperazione di Ankara allo scopo di ridurre l’immigrazione irregolare, sta consentendo l’uso dei suoi fondi per dotare di equipaggiamento e infrastrutture i centri dai quali i rifugiati e i richiedenti asilo vengono spinti a rientrare in paesi come Siria e Iraq”, recita il rapporto. Funzionari dell’Ue ad Ankara hanno confermato ad Amnesty che i sei centri di accoglienza descritti nella bozza del ‘Piano d’azione’ datata 6 ottobre funzioneranno di fatto come centri di detenzione. “È scioccante scoprire che il denaro dell’Unione europea viene usato per finanziare un programma illegale di detenzioni e rimpatri forzati. L’Unione europea deve assicurare che i suoi finanziamenti e la cooperazione con la Turchia vadano a rafforzare, e non a compromettere, i diritti dei migranti e dei rifugiati” ha sottolineato Dalhuisen.

    Secondo quanto riportato da Amnesty molti rifugiati e i richiedenti asilo sarebbero stati trasferiti, senza spiegazioni o ragioni legali, in un campo nella zona di Dűziçi (provincia di Osmaniye) o nel centro di detenzione di Erzurum (nella provincia omonima), dove sono rimasti anche per due mesi, senza poter avere contatti col mondo esterno, compresi gli avvocati e i familiari, se non attraverso telefoni cellulari portati dentro di nascosto. L’unico modo per uscire dai centro per loro era di accettare di tornare nel Paese di provenienza.

    Tags: Amnesty Internationalcommissione europeadiritti umanimigrantirifugiatoturchia

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