- L'Europa come non l'avete mai letta -
mercoledì, 15 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Il dilemma dei Paesi fondatori dell’Ue: promuovere l’integrazione senza escludere nessuno

    Il dilemma dei Paesi fondatori dell’Ue: promuovere l’integrazione senza escludere nessuno

    Francia, Italia, Germania e Benelux sottoscrivono un generico documento per il rilancio del progetto europeo. Unico punto concreto: salvare Schengen con una gestione comune di frontiere esterne e flussi migratori

    Domenico Giovinazzo</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@giopicheco" target="_blank">@giopicheco</a> di Domenico Giovinazzo @giopicheco
    10 Febbraio 2016
    in Politica
    festa Europa

    Roma – Non una riunione per dare soluzioni immediate all’integrazione europea, ma un’occasione di riflessione storica. È questa l’impressione che ha dato l’incontro tra i ministri degli Esteri dei sei paesi fondatori dell’Ue (Italia, Francia, Germania, Olanda, Belgio e Lussemburgo), riuniti ieri a Roma per discutere del futuro dell’Unione europea. Almeno a giudicare dal documento finale sottoscritto. Un pamphlet con richiami ai periodi bui in cui la guerra funestava il Continente, alle sfide di oggi e alla crisi del progetto europeo che ha garantito 70 anni di pace e qualcuno in meno di prosperità.

    Visti i temi sul tappeto della discussione pubblica – dalla Brexit al ministro delle Finanze europeo, passando per il bilancio con risorse proprie dell’Ue e le primarie per i candidati alla presidenza della Commissione – in molti si attendevano dal meeting a sei proposte più concrete di un generico impegno a “creare un’unione sempre più stretta tra i popoli d’Europa”. Invece, l’unico elemento senza contorni di vaghezza è il richiamo alla gestione comune dell’immigrazione, con l’invito ad attuare tutti gli impegni assunti dagli Stati membri e gestire insieme le frontiere esterne per salvare l’accordo di Schengen sulla libera circolazione.

    In realtà, la discussione tra i sei ministri deve essere stata densa e gli elementi per alimentarla non mancavano. Lo ha suggerito l’Italiano Paolo Gentiloni, che in qualità di anfitrione si è fatto portavoce di tutto il gruppo per dire che si è “discusso di quali soluzioni possano esserci” per approfondire l’integrazione europea, “anche alla luce del referendum britannico” sulla permanenza nell’Ue. Dunque, i temi caldi del futuro assetto istituzionale europeo sono stati affrontati, e se ne continuerà a parlare anche negli incontri successivi – il prossimo si terrà in Belgio – ma si è trattato “solo di scambi di vedute”, ha tenuto a precisare il titolare della Farnesina.

    Il punto è che i sei Paesi fondatori sanno di essere osservati con diffidenza dagli altri Stati membri, i quali temono che in questo formato ristretto si prendano decisioni importanti escludendo tutti gli altri dal tavolo. È l’impressione che l’ambasciatore polacco in Italia, Tomasz Orlowski, ha dichiarato di avere in una intervista a Eunews. Ed è proprio quello che i sei vogliono evitare. Ha provato a dirlo in tutti i modi Gentiloni, sottolineando come la dichiarazione sottoscritta ieri “serva da base per aprire al contributo e al coinvolgimento di altri Paesi”. E prima ancora era stata l’ambasciatrice tedesca, Susanne Wasum-Reiner, sempre in una intervista a Eunews, a porre come condizione dell’incontro l’esigenza di non far sentire esclusi gli altri.

    Eppure, se si va verso un rafforzamento dei legami mentre ad alcuni – non solo il Regno unito – stanno stretti già i vincoli attuali, è naturale pensare che alla fine qualcuno sarà escluso. O quanto meno che si continuerà ad avere “diversi livelli di integrazione”, per dirla con Gentiloni. Già, perché l’espressione ‘Europa a due velocità’, da queste parti, non è gradita. Anche se ognuno sa benissimo che è l’unica soluzione per accontentare chi vuole più Europa e non scontentare chi ritiene di averne a sufficienza.

    L’incontro di ieri “non è il primo passo per un’Europa a due velocità”, è stato costretto a precisare Gentiloni a nome del gruppo. Anche se poi, non potendo rimangiarsi quanto scritto con il collega britannico Philip Hammond, ha aggiunto che su questo ognuno dei sei fondatori “ha il suo punto di vista e quello italiano è che c’è già una differenziazione tra chi è nell’Euro e chi no, chi sta nell’Area Schengen e chi è fuori, chi ha gli ‘opt-out’ e chi no”. Dunque, secondo il ministro “si tratta di organizzare questi diversi livelli di integrazione”. È “una discussione aperta per l’Unione europea”, ma i Paesi fondatori non possono affrontarla tra loro se non in “una discussione molto libera che non deve arrivare a decisioni”. O olmeno non deve dare l’impressione di volerlo fare.

    Tags: Gentilonigovernance @itimmigrazionePaesi fondatoririforma dei trattati UeromaSchengenue

    Ti potrebbe piacere anche

    Fonte: SYSPEO/SIPA / IPA
    Net & Tech

    L’UE invita Meta a riammettere gli assistenti IA terzi su Whatsapp

    15 Aprile 2026
    Le bandiere UE e del Regno Unito. Fonte: Imagoeconomica
    Politica Estera

    UE e Regno Unito ufficializzano l’adesione di Londra ad Erasmus+ nel 2027

    15 Aprile 2026
    Notizie In Breve

    Bilancio pluriennale, primo ‘sì del Parlamento UE all’aumento da 200 miliardi

    15 Aprile 2026
    Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa [Doha, 15 aprile 2026]. Fonte: EuNews
    Politica Estera

    Costa cerca nuova cooperazione coi Paesi del Golfo: “Difendiamo l’ordine internazionale, o sarà il caos”

    15 Aprile 2026
    Migrazione Migranti - richieste d'asilo (credits: Unhcr / Francesco Malavolta)
    Diritti

    Asilo UE: a gennaio le prime domande calano del 23 per cento. Il Venezuela guida i flussi, ma pesano 1,22 milioni di arretrati

    15 Aprile 2026
    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e la vicepreisdente esecutiva alla Sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, nell'annuncio della app europea per il controllo dell'età per l'accesso ai social (15 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service
    Net & Tech

    Von der Leyen: l’app UE per la verifica dell’età online è pronta

    15 Aprile 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    produzione industriale - fonte: Imago economica

    Sale la produzione industriale a febbraio, +0,4 per cento nell’UE e nell’area euro

    di Caterina Mazzantini
    15 Aprile 2026

    In base ai dati di Eurostat, la crescita è stata trainata principalmente dai beni di consumo non durevoli, che hanno...

    Fonte: SYSPEO/SIPA / IPA

    L’UE invita Meta a riammettere gli assistenti IA terzi su Whatsapp

    di Giulia Torbidoni
    15 Aprile 2026

    Con una separata decisione iniziale, in collaborazione con l'autorità garante della concorrenza italiana, la Commissione ha esteso oggi l'indagine anche...

    Le bandiere UE e del Regno Unito. Fonte: Imagoeconomica

    UE e Regno Unito ufficializzano l’adesione di Londra ad Erasmus+ nel 2027

    di Caterina Mazzantini
    15 Aprile 2026

    Siglata l'intesa che ripristina gli scambi accademici post-Brexit. Per von der Leyen, le due sponde della Manica "godono da secoli...

    Filiera leguminosa - agricoltori - UE - Hansen

    L’UE punta sui legumi: “Meno dipendenza dalle importazioni e più sostegno agli agricoltori”

    di Annachiara Magenta annacmag
    15 Aprile 2026

    Il Piano Proteine della Commissione europea, atteso per giugno, punta a “trasformare le leguminose in un asset strategico per il...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione