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    Home » Cronaca » L’Europa inizia a rimandare i migranti in Turchia

    L’Europa inizia a rimandare i migranti in Turchia

    Comincia la messa in atto dell'accordo siglato tra Ue e Ankara: 202 migranti partiti dalle isole elleniche, mentre 32 rifugiati siriani sono stati ricollocati in Germania e Finlandia

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    4 Aprile 2016
    in Cronaca
    Ritorni migranti Ue Turchia

    Bruxelles – Duecentodue sono partiti, 43 arrivati. Comincia lo “scambio” di migranti tra l’Unione europea e la Turchia che, secondo l’accordo siglato a marzo, dovrebbe porre fine all’immigrazione irregolare attraverso l’Egeo. Ankara riprenderà tutti quelli che, partiti dalle coste turche in modo irregolare, arriveranno in Grecia, e l’Ue in cambio reinsedierà in Europa in modo regolare migranti siriani presi dai campi profughi turchi in una proporzione di uno a uno. Questo era stato deciso sulla carta e questo ora si tenta di iniziare a mettere in pratica. All’alba di oggi 202 migranti hanno lasciato le isole greche alla volta del porto turco di Dikili. 136 sono partiti dall’isola di Lesbo, altri 66 dall’isola di Chios. Tra di loro, secondo quando riportato dalla protezione civile greca, molti cittadini di Paesi come Pakistan e Bangladesh, che difficilmente ricevono asilo nell’Ue. Nessuno dei migranti che oggi hanno abbandonato l’Europa, comunque, ha presentato domanda d’asilo nell’Ue. Nemmeno due siriani che, secondo le autorità greche, hanno fatto volontariamente ritorno in Turchia senza chiedere protezione internazionale.

    Oggi sono partiti anche i reinsediamenti dei rifugiati dalla Turchia verso l’Europa. 32 siriani sono volati in Germania, altri 11 verso la Finlandia, mentre un nuovo gruppo dovrebbe decollare domani alla volta dei Paesi Bassi. “Oggi segna il passo più visibile finora per la messa in atto dell’accordo tra Ue e Turchia”, commenta il portavoce della Commissione europea, Margaritis Schinas, ricordando che lo scopo dell’accordo è quello di “rimpiazzare flussi caotici pericolosi e irregolari con vie legali, sicure e umanitarie verso l’Europa per quelli che hanno diritto alla protezione internazionale”. La data del 4 aprile, ricorda Schinas, era stata fissata come obiettivo per iniziare con la messa in atto dell’accordo e “da questa mattina vediamo l’inizio di questi due processi: abbiamo ritorni dalle isole greche verso la Turchia per chiarire che questa strada è pericolosa e inutile e abbiamo i primi reinsediamenti di rifugiati siriani dalla Turchia all’Ue”.

    La parte più difficoltosa della messa in atto dell’accordo si avrà però quando l’Ue dovrà rimandare verso la Turchia anche i siriani che vorranno presentare domanda di asilo in Europa. Queste domande dovrebbero essere giudicate inammissibili secondo il principio per cui i migranti sono arrivati in Europa dopo avere attraversato un Paese, la Turchia appunto, che garantisce un livello sufficiente di protezione. Le domande andranno comunque trattate ognuna singolarmente per rispettare le leggi internazionali e soprattutto, prima di potere rinviare questi migranti verso Ankara, la Turchia dovrà mettere in atto i cambiamenti legislativi necessari ad assicurare ai richiedenti asilo siriani una protezione in linea con la convenzione di Ginevra, cosa che oggi non avviene. Anche se il governo turco ha dichiarato di essere pronto alle necessarie modifiche legislative, queste ad oggi ancora non si sono viste.

    Scarseggia intanto ancora il personale necessario per le operazioni di rinvio. Gli Stati membri hanno finora messo a disposizione solo meno della metà degli ufficiali necessari ad accompagnare i ritorni e appena 22 interpreti sui 400 necessari, mentre le cose vanno meglio per gli esperti e i giudici che si occuperanno delle procedure per le richieste d’asilo. Gli sbarchi sulle coste greche intanto sono diminuiti ma non scomparsi: soltanto nei primi tre giorni di aprile sono arrivati sulle isole elleniche 1.280 migranti.

    Tags: accordoankaragreciamigrantiRifugiatiturchiaue

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