- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 29 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Editoriali » Tredici. Si può fare

    Tredici. Si può fare

    Michele Gerace</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@michele_gerace" target="_blank">@michele_gerace</a> di Michele Gerace @michele_gerace
    6 Febbraio 2017
    in Editoriali

    O indietro, o avanti. È un dato di fatto. L’integrazione europea al momento è in uno stato di forte squilibrio in cui o si va avanti o si torna indietro. Adesso sono in voga le posizioni “indietriste” per cui la risposta alla sofferenza economica, politica e sociale dell’Europa è lo smantellamento di pezzi dell’Unione europea, a partire dall’euro. Non è la tua posizione. Confido ancora in una maggioranza silenziosa europeista che purtroppo, però, si va assottigliando giorno per giorno.

    Europa e Unione europea esprimono significati diversi. Disillusione, scontento e scetticismo sono reazioni all’Unione europea, alle Istituzioni, alla macchina amministrativa. Sono reazioni comprensibili e in parte molto condivisibili che non hanno nulla a che vedere con l’idea di Europa ed il sentirsi europei. Ogni volta che sembra occuparsi di questioni apparentemente irrilevanti o impercettibili ai più, che non prende posizione quando dovrebbe e che sembra tradire gli interessi dei cittadini, rafforza lo scetticismo e rende impalpabili le idee e i valori alla base della costruzione europea.  Con il passare del tempo le idee dei padri fondatori si sono progressivamente offuscate in lontananza, tanto da aver perso gran parte della loro forza sia tra le élites politico-istituzionali — incapaci di produrre una leadership e una visione paneuropea di medio e lungo termine, e ormai portatrici di istanze economico-tecnocratiche a discapito di formulazioni ideazionali su cosa dovrebbe essere l’Europa — sia tra gli elettorati degli Stati membri, nei quali guadagnano terreno l’euroscetticismo, il populismo e il nazionalismo più retrivo. Molti euroscettici si sentono europei ma non si sentono rappresentati, non conoscono chi li rappresenta e se li conoscono non li capiscono e non si fidano. È un problema di personale politico inadeguato ed è un problema generazionale perché la generazione che aveva vissuto i drammi della guerra va sparendo, sia tra gli elettori che tra i leader. Infine è un problema di “asimmetria discorsiva” tra i messaggi semplici e diretti delle forze euroscettiche (“l’euro ci affama!” e via dicendo) e la difficoltà a mettere in campo una retorica e un immaginario politico altrettanto efficace da parte delle forze europeiste. Nel messaggio politico ci vogliono sia la testa che la pancia, e l’europeismo avrà un grosso problema finché non saprà parlare anche alla pancia della gente. 

    L’Unione europea può risultare distante, può essere incomprensibile e può ispirare diffidenza ma non per questo è da buttare. Bisogna andare oltre. Tredici è il titolo di questo articolo in questo blog, Il tredicesimo di una serie di articoli dedicati a delle conversazioni, più o meno politicamente scorrette, con chi ancora crede nella bellezza dell’idea di Europa e nella necessità pratica degli Stati Uniti d’Europa. Piero Tortola è un politologo che si occupa principalmente di Unione europea. E’ abruzzese, di Vasto, e dopo aver passato un decennio all’estero (prima negli Stati Uniti, poi in Gran Bretagna) è tornato in Italia, a Torino, dove vive ormai da più di quattro anni. Attualmente dirige l’osservatorio di affari europei EuVisions. Come Andrea Pugliese che nella precedente conversazione ha raccontato di aver conosciuto sua moglie in una visita di studio in Europa, Piero ha una moglie di Belgrado che ha conosciuto quando entrambi studiavano a Oxford, e una bellissima bambina di quasi un anno. E’ un europeista a tutto tondo. Non faccio molto testo, sono parte di una piccola comunità di studiosi dell’integrazione affezionati al loro oggetto di ricerca. Sei uno studioso ma il tuo lavoro mostra uno spiccato senso pratico. Secondo me la via da seguire al momento è quella di valorizzare quello che già abbiamo (ed è tanto) e lavorare su cambiamenti forse meno sensazionali ma che possono portare a risultati importanti in termini avvicinare la cittadinanza alle istituzioni europee — in ultima analisi migliorando la qualità della democrazia dell’Unione europea. I cittadini devono poter contare più di quanto contano ora e devono potersi sentire importanti. Questo si può fare a diversi livelli: per esempio incoraggiando il rafforzamento delle strutture di partito europee, creando una competizione elettorale davvero transnazionale, promuovendo l’educazione civica europea nelle scuole, stabilendo politiche che rendano l’Unione europea visibile nella vita dei cittadini — penso ad esempio alle ipotesi di un’assicurazione europea contro la disoccupazione — e infine lavorando sulla creazione di uno spazio pubblico europeo. Sono proposte concrete. Da parte mia, con EuVisions, sto provando a contribuire in particolare a quest’ultimo aspetto, cercando di creare dei ponti tra accademia, politica e cittadinanza. L’obiettivo è strappare il monopolio della “politicizzazione” dell’integrazione europea dalle mani dell’euroscetticismo e del populismo e generare una politicizzazione più virtuosa della Unione europea. In che modo? Principalmente cercando di promuovere tra chi ci segue la conoscenza della Unione europea, di ciò che fa, di come lo fa ecc. affinché il discorso politico sui temi europei sia il meno possibile distorto e il più possibile informato. La politicizzazione dell’Unione europea è sacrosanta – anzi, è un buon segnale – ma per essere una forza virtuosa il dibattito e la competizione politica devono (anche) essere sul merito delle alternative di policy (e dei valori) sovranazionali. Verso un’unione politica. Desidererei vedere un’Europa in cui la generazione di mia figlia sia accomunata da un bagaglio culturale fatto di tolleranza, libertà, democrazia e solidarietà. Unita da una lingua franca e partecipe di processi e istituzioni politiche che promuovano la crescita economica, tecnologica e culturale. Una comunità. A proposito, è un fatto che non tutti gli Stati dell’Unione europea hanno la stessa voglia di unione politica. Molti non hanno la minima intenzione di andare oltre il mercato unico. Altri, almeno una decina, tenendosi stretto il mercato unico che rimane una conquista importantissima, iniziano a manifestare, chi timidamente chi più apertamente, la volontà di andare oltre l’Unione europea. Il tempo stringe e l’occasione è preziosa. L’idea di una comunità fondata su una vera unione politica di cittadini europei è realizzabile.

    p.s.

    ai nuovi avventori, agli incalliti frequentatori,

    il Bar Europa ogni venerdì si fa rock al Rock Night Show

     

    Tags: bar europaculturaeuroscetticieuvisionsgiovaniglobalizzazioneidentitàradici europeesiamo europeistati uniti d'europa

    Ti potrebbe piacere anche

    Banco di scuola via Imagoeconomica
    Cronaca

    In calo i giovani che non lavorano e non studiano

    28 Maggio 2026
    AFCO PFE Patrioti per l'europa cordone sanitario
    Politica

    Salta il cordone sanitario all’Eurocamera: la relazione sulla democrazia assegnata ai Patrioti per l’Europa

    5 Maggio 2026
    Diritti

    Nell’UE il 24, 3 per cento dei giovani fa attivismo online

    24 Aprile 2026
    [foto: Flautomagico25/Wikimedia Commons. https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Laurea_di_Clelia.JPG]
    Economia

    In Italia si studia per poi fare altro, nell’UE solo la metà dei giovani trova il lavoro giusto

    18 Febbraio 2026
    manifesto pd
    Politica

    “Verso gli Stati Uniti d’Europa”. Il manifesto federalista della delegazione UE del Partito Democratico

    6 Febbraio 2026
    Mario Draghi alla Patroonsfeest 2026 dell'università di Leuven [Leuven, 2 febbraio 2026]
    Politica

    Draghi invoca gli Stati Uniti d’Europa: “Passare da confederazione a federazione”

    2 Febbraio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    HAPAG - LLOYD AZIENDA INDUSTRIA LOGISTICA TRASPORTO TRASPORTI CARGO CONTAINER NAVE NAVI MONTEVIDEO EXPRESS. Commercio. Fonte: Imago economica

    Meno export verso gli USA e forte dipendenza dalla Cina: la mappa del commercio UE nel 2026

    di Annachiara Magenta annacmag
    28 Maggio 2026

    Il dato più critico rilevato da Eurostat risiede nella riduzione generalizzata delle vendite all'estero, che oltre al già citato crollo...

    L'Alta rappresentante della politica estera UE, Kaja Kallas, durante la conferenza stampa dopo il vertice odierno a Limassol (Fonte: Imagoeconomica)

    Kallas: “L’UE non sarà mai un mediatore neutrale, siamo sempre stati dalla parte di Kiev”

    di Giorgio Dell'Omodarme
    28 Maggio 2026

    Durante il vertice informale tra i ministri degli Esteri a Cipro, l'Alta rappresentante per la Politica Estera ha affermato che...

    Bandiera ucraina via Unsplash

    Il Consiglio UE approva 2,8 miliardi di euro in aiuti per l’Ucraina

    di Iolanda Cuomo
    28 Maggio 2026

    Via libera al settimo pagamento regolari nell'ambito dello strumento per l'Ucraina. Il Paese in guerra ha adottato le misure richieste...

    Il ministro della Sicurezza nazionale di Israele, Ben Gvir [foto: imagoeconomica]

    Israele, l’UE discute le sanzioni a Ben Gvir ma rimanda la decisione al 15 giugno

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Maggio 2026

    La natura informale della riunione dei ministri degli Esteri rende impossibile una decisione. Tutto spostato al giorno di sessione formale....

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione