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    Home » Politica » Anche la Germania ha il matrimonio gay. E inciderà sul voto di settembre

    Anche la Germania ha il matrimonio gay. E inciderà sul voto di settembre

    L'approvazione apre una spaccatura all'interno della Große Koalition e ravviva una campagna elettorale che sembrava avere un esito scontato

    Alessandro Ricci</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@Alessandricc" target="_blank">@Alessandricc</a> di Alessandro Ricci @Alessandricc
    30 Giugno 2017
    in Politica
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    Berlino – Il matrimonio gay è legge: con 393 voti a favore il Bundestag ha approvato il disegno di legge votato in commissione con i voti dei Verdi (Die Grünen), della sinistra (Die Linke) e della Spd (Sozialdemokratische Partei Deutschlands). La decisione arriva dopo una settimana di discussione politica che ha spaccato la coalizione di governo tra socialdemocratici e conservatori, aprendo un dibattito sul futuro della Große Koalition e sulle prossime elezioni di settembre.

    Partiamo dall’inizio di questa storia, che diventa punto fondamentale per capire le mosse politiche dei vari schieramenti. Angela Merkel, la cancelliera tedesca, lo scorso lunedì aveva lasciato libertà di coscienza ai suoi deputati sul disegno di legge presentato dalla Spd sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, con una mossa che aveva spiazzato il proprio partito. La Cdu (Christlich Demokratische Union Deutschlands) si era sempre opposta a questo tipo di legge, ostacolandone il dibattito al Bundestag e rimaneva, insieme ad Afd (Alternative Für Deutschland), l’unico partito tedesco ad essere contrario.

    Con la sua apertura, la cancelliera aveva messo in campo una mossa astuta con lo scopo di indebolire un argomento forte durante la campagna elettorale alla Spd di Martin Schulz, candidato cancelliere socialdemocratico. Ma questa decisione repentina non ha probabilmente raggiunto il successo sperato. Quando Merkel fece la sua dichiarazione, lunedì, il voto non era ancora calendarizzato per oggi, giornata di chiusura del Parlamento prima delle vacanze e delle elezioni di settembre, e non ci si aspettava che i socialdemocratici, nel giro di pochi giorni, con l’aiuto dei verdi e della sinistra, sarebbero riusciti a mettere il provvedimento al voto e  “rotto” il patto di coalizione votando contro l’alleato di governo.

    In questo modo, Spd ha dimostrato che le alleanze possono cambiare e che nulla è dato per scontato. Non a caso il motivo che aveva ostacolato l’approvazione del matrimonio gay era che tale legge non rientrava nel programma di governo della Große Koalition. Con questo cambio di passo, Martin Schulz e tutto il partito socialdemocratico, hanno voluto mandare un messaggio forte alla cancelliera.

    Innanzitutto, il messaggio è quello che durante la campagna elettorale non ci saranno sconti e, Spd proverà in tutti i modi a recuperare lo svantaggio, di quasi 20 punti percentuali, nei confronti del partito conservatore. A seguire, così facendo, i socialdemocratici si sono messi a capo di una battaglia per i diritti civili, che in Germania gode del sostegno della maggioranza della popolazione.

    Quali rischi si corrono ora? Il campo conservatore, nonostante circa 70 deputati abbiano votato a favore del matrimonio omosessuale, ha dichiarato che potrebbe ricorrere alla Corte costituzionale di Karlsruhe per valutarne la costituzionalità, oltre ad avere accusato il partner di coalizione di defezione. Ma Cdu, sa bene che Angela Merkel aveva aperto su questo tema perché sia Spd, che  Verdi, che Fdp (Freie Demokratische Partei) avevano imposto questo tipo di riforma per una futura alleanza di governo.

    Quello che la kanzlerin non ha valutato è il fatto che questo voto possa portare un maggiore consenso ai partiti che si sono intestati la vittoria, riuscendo, probabilmente, a ricompattare il fronte progressista. La possibilità concreta è quella di un’alleanza tra Spd, Verdi e Linke, ovvero il famoso rosso-rosso-verde che ha vinto nella capitale tedesca e che potrebbe essere un’alternativa allo stradominio della cancelliera.

    La strategia di Merkel, invece, è piuttosto chiara: la kanzlerin ha lanciato il sasso e nascosto la mano, anche grazie al suo voto contrario alla riforma. Così facendo ha permesso al paese di fare un passo avanti sui diritti omosessuali pur non perdendo il favore dei propri elettori più conservatori. In sostanza, entrambe i maggiori partiti hanno fatto il proprio gioco.

    Campagna elettorale a parte, però nell’immediato chi sembra aver guadagnato da questa mossa sono proprio i conservatori, che da quando è stato annunciato il voto sul matrimonio omosessuale, mercoledì passato, hanno guadagnato un 3% nei sondaggi, ossia la stessa percentuale che ha perso Spd.

    Adesso, i socialdemocratici cercheranno di organizzare la propria campagna elettorale mettendo in luce i propri successi nella coalizione di governo. Non a caso, Sigmar Gabriel si è già intestato l’approvazione del reddito minimo e Schulz quella del matrimonio gay. Lo scopo è quello di mostrare un partito di governo e uno di lotta.

    Al voto mancano ormai meno di 90 giorni e, secondo i sondaggi, l’unica maggioranza possibile è di nuovo una Große Koalition a guida Cdu. Certo è che ultimamente le elezioni ci hanno abituato a repentini cambi di opinione, ma nella moderata Germania sembra davvero difficile che Angela Merkel non sarà per la quarta volta alla guida del paese.

    Tags: Bundestagdiritti gayDiritti omosessualielezionigermaniamatrimonio gaymerkelschulz

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