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Quando l'Italia erano gli altri, edizione per edizione le grandi escluse ai mondiali di calcio
La disperazione di Franco Baresi dopo aver sbagliato il rigore nella finale mondiale con il Brasile del 1994 (archivio)

Quando l'Italia erano gli altri, edizione per edizione le grandi escluse ai mondiali di calcio

Solo il Brasile ha partecipato sempre alla massima competizione mondiale. Grandi assenti negli anni Inghilterra, Francia, Paesi Bassi, Argentina, Uruguay e Portogallo

Bruxelles – L’Italia non si qualifica ai mondiali di calcio, come non accadeva dal 1958. Un dato storico e per molti, forse quasi tutti, clamoroso. Gli azzurri sono tra i più titolati a livello di nazionale, e hanno praticamente sempre preso parte ai mondiali. Ma non è la prima volta che la coppa del mondo ‘perde’ dei protagonisti della competizione. Ecco, una per una, le assenze celebri dal massimo torneo calcistico:

Uruguay 1930. è la prima edizione del campionato mondiale, che si chiama “coppa Rimet”. Difficile poter dire chi è ‘grande’ e chi no per assenza di precedenti e, quindi, per l’impossibilità di paragoni. Si possono fare parallelismi a posteriori, guardando quella che è stata l’evoluzione dello sport. Non partecipa l’Italia, ma per scelta. Appena quattro le nazionali europee a prendere parte alla competizione: Belgio, Francia, Jugoslavia e Romania. Mancano in sostanza, i grandi nomi di Italia, Germania, e Paesi Bassi, così come l’Inghilterra considerata patria natia del football. Nessuna di queste selezioni decise di partecipare.

Italia 1934. Ci sono praticamente tutte le grandi di oggi. C’è l’Italia (poi campione finale), ci sono Germania (che è nel frattempo diventata la Germania nazista, o terzo reich), Paesi Bassi, Brasile e Argentina. La grande esclusa è la nazionale uruguayana, campione in carica, che decide di non partecipare.

Francia 1938. Con la seconda vittoria consecutiva ai mondiali nasce di fatto il mito Italia. Come nell’edizione precedenti la grande assente è l’Uruguay, che ancora una volta decide di non partecipare. Neppure l’Argentina partecipa, decidendo all’ultimo momento di ritirarsi dalle qualificazioni.

Brasile 1950. E’ la coppa del mondo nel nuovo mondo post-bellico. Tutto è cambiato, alcune nazionali non esistono più, altre, nuove, ne sono comparse. L’Uruguay torna a partecipare e vince. Mancano Argentina e Paesi Bassi, tutte non partecipanti. Non invitata la Germania, di fatto squalificata, perché ritenuta responsabile della guerra mondiale. Manca anche il Belgio, sempre presente nelle precedenti tre edizioni, per un ritiro dell’ultimo momento

Svizzera 1954. Mancano Argentina e Paesi Bassi, non partecipanti. Vince la Germania ovest, aprendo così la gloriosa tradizione del calcio germanico.

Svezia 1958. E’ il mondiale della Svezia di Nils Liedholm e, soprattutto, del Brasile di Edson Arantes do Nascimento, per gli amici Pelé. Vincono i brasiliani, complice anche l’assenza delle allora uniche pluri-vincitrici Italia e Uruguay, entrambe non qualificate. Manca la Spagna che, nonostante i giocatori del grande Real Madrid, non è in grado di riproporre successi e talenti a livello di nazionale.

Cile 1962. La grande assente è la Svezia. Finalista perdente nel 1958, la nazionale non si qualifica per l’edizione cilena. Colpisce la mancata qualificazione del Portogallo, nonostante le tante stelle che vincono in Europa con il Benfica.

Inghilterra 1966. Nessuna sorpresa, come nel 1962 le big ci sono tutte. L’Inghilterra vince e scrive il proprio nome nel gotha del football mondiale.

Messico 1970. Defezione di rilievo quelle di Argentina e ancor più quella di Portogallo, semifinalista in Inghilterra. Non qualificati neppure i Paesi Bassi, le cui squadre di club in Europa iniziano a dettare legge (sportiva).

Germania ovest 1974. La grande assente è l’Inghilterra, non qualificata ma campione solo otto anni prima.

Argentina 1978. Tra le cosiddette ‘big’ mancano Uruguay e ancora una volta Inghilterra. Primo titolo per l’Argentina, seconda sconfitta consecutiva in finale per i Paesi Bassi, formazioni di diritto nella storia della competizione.

Spagna 1982. Delle grandi di sempre manca solo l’Uruguay, la cui crisi calcistica è sempre più profonda. Primo mondiale per il Cameroon, destinato a diventare col tempo la principale nazionale africana ai mondiali.

Messico 1986. Nessuna sorpresa. Partecipano tutte le squadre ‘di tradizione’.

Italia 1990. Sorprende la mancata partecipazione della Francia, terza a Messico 1986. Partecipano tutte le squadre ‘di tradizione’.

Usa 1994. La grande assente è ancora una volta l’Uruguay, non qualificata. I tedeschi partecipano per la prima volta ad un mondiale con il nome di “Germania”.

Francia 1998. Ancora una volta non si qualifica l’Uruguay.

Corea/Giappone 2002. I Paesi Bassi sono l’unica ‘big’ a perdersi, a sorpresa, la prima edizione asiatica di coppa del mondo.

Germania 2006. Mancano Cameroon e Uruguay, entrambe non qualificate. Ma la vera grande assente è la Turchia, terza nell’edizione precedente, e non capace di qualificarsi per i mondiali di Germania.

Sudafrica 2010. Nessuna grande esclusa. Partecipano tutte le squadre ‘di tradizione’, a cui si aggiunge di diritto la Spagna, in grado di vincere campionati europei e mondiali consecutivamente.

Brasile 2014. Nessuna grande esclusa. Partecipano tutte le squadre ‘di tradizione’.

Russia 2018. Mancherà l’Italia, e questa è la notizia più sorprendente. Ma a fallire la qualificazione –  anche questa una sorpresa – è anche il Cile, campione sudamericano in carica e vincitore delle due ultime edizioni di Copa America. Grande assente anche la nazionale olandese, finalista nel 2010 e terza classificata nel 2014.

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