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Commissione Ue, l'Efsa di Parma deve rendere pubblici tutti i suoi studi scientifici

Commissione Ue, l'Efsa di Parma deve rendere pubblici tutti i suoi studi scientifici

Sulla scia delle critiche per il rinnovo dei permessi per il glifosato l'esecutivo comunitario propone modifiche del regolamento sulla sicurezza alimentare nel senso di maggiore trasparenza. Timmermans: "Rispondiamo ai cittadini"

Bruxelles – Tutte le valutazioni scientifiche prodotte da Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, dovranno essere rese pubbliche e dovranno poter essere consultate da chiunque. Lo stesso vale per i dati e le informazioni, eccetto quelle protette da particolari segreti commerciali. La Commissione europea promuove ‘l’operazione trasparenza’ per l’organismo comunitario con sede a Parma, attraverso la proposta di modifica del regolamento sulla sicurezza alimentare.

Efsa è stata al centro di critiche in occasione del dibattito sulla proroga dell’utilizzo del glifosato, il principio attivo contenuto nei pesticidi utilizzati in agricoltura. L’organizzazione mondiale per la sanità (Oms) lo ha ritenuto potenzialmente cancerogeno, Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) invece no. Addirittura Efsa è stata accusata di aver copiato un dossier della Monsanto, principale produttrice di glifosato attraverso il marchio RoundUp

Il 6 ottobre 2017 è stata presentata alla Commissione l’iniziativa dei cittadini europei per il divieto del glifosato. L’iniziativa ha raccolto oltre un milione di firme (1.070.865). Una delle richieste avanzate dall’iniziativa era di migliorare la trasparenza degli studi scientifici presentati all’Efsa. Oggi la Commissione risponde proponendo una stravolgimento nel modo di fare dell’Autorithy. L’esecutivo comunitario propone per i cittadini l’accesso “immediato e automatico” a tutte le informazioni in materia di sicurezza presentate dall’industria nel processo di valutazione del rischio, l’istituzione di un registro europeo comune degli studi commissionati, così da garantire che le imprese che fanno domanda di autorizzazione forniscano tutte le informazioni pertinenti e non nascondano gli studi sfavorevoli. In terzo luogo si pone l’accento sulla necessità di migliorare la comunicazione, attraverso “una migliore spiegazione dei pareri scientifici” dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare e del fondamento delle decisioni in tema di gestione del rischio.
Inoltre si dona all’Efsa la possibilità, in caso di dubbio, di “richiedere studi supplementari, su domanda della Commissione e a carico del bilancio dell’Ue”.

Con questa iniziativa “rispondiamo alle preoccupazioni dei cittadini”, enfatizza il primo vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans. Con questa proposta, che dovrà ora essere approvata dal Parlamento e dal Consiglio, l’Ue intende “migliorare la trasparenza del processo decisionale, offrire un accesso migliore alle informazioni pertinenti e far sì che la valutazione del rischio affidabile e scientifica rimanga al centro del processo decisionale nel delicato settore della sicurezza alimentare”. L’auspicio dell’esecutivo comunitario è fare in fretta. La Commissione ambisce a vedere adottata la proposta nel corso dell’attuale legislatura, vale a dire entro la metà del 2019, così da poter avere una rapida attuazione delle nuove regole.

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