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Governo belga: la riforma del regolamento di Dublino è morta
Theo Franken

Governo belga: la riforma del regolamento di Dublino è morta

Per il titolare delle deleghe per Asilo e migrazione Theo Franken "non c'è una base sufficiente per proseguire la discussione". il commissario Avramopoulos insiste: "Cercheremo di raggiungere una posizione comune sulla riforma"

Bruxelles – Secondo il ministro per l’Asilo e la Migrazione belga Theo Franken, la proposta di riforma del regolamento di Dublino è “morta”. Dopo il dibattito con i suoi omologhi europei alla riunione del Consiglio Affari Interni di ieri a Lussemburgo, Franken (esponente del partito autonomista fiammingo N-Va) ha sottolineato che numerosi Stati membri “non c’è una base sufficiente per proseguire la discussione sulla riforma, molti hanno espresso perplessità importanti al riguardo”.

“L’Italia e il suo governo anti-immigrazione si è con forza opposto al contenuto del testo della riforma messo sul tavolo dalla presidenza bulgara del Consiglio dell’Ue” ha detto il ministro, affermando che “la Germania, i paesi baltici e i Paesi di Visegard (Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca) si sono allo stesso modo opposti ai punti della riforma, ed anche l’Austria, che assumerà la presidenza semestrale del Consiglio dell’Ue a giugno, ha manifestato la propria intenzione di non proseguire i lavori su questo punto”.

Franken ha anche dichiarato che il Belgio è pronto a partecipare alle discussioni riguardo alla riforma del regolamento di Dublino. Dopo aver evidenziato che il sistema di Dublino si è rivelato inefficiente in occasione della crisi migratoria del 2015 “per aver fatto pesare una pressione smisurata sui paesi di primo arrivo, in particolare l’Italia e la Grecia, il ministro belga ha raccomandato all’Austria di proporre “una nuova riforma nel dibattito sulle politiche migratorie europee, che includa il rafforzamento delle frontiere esterne e la lotta contro la migrazione illegale, che è essenziale per restaurare un clima di fiducia sulla questione”.

“Soprattutto l’Italia e la Grecia mancano di fiducia, perché ritengono che, nel caso di un’altra futura crisi, nessun altro Stato membro li aiuterà” ha proseguito Theo Franken, concludendo che “l’Ue dovrebbe assolutamente cercare di concludere un accordo con la Tunisia e la Turchia che permetterebbe di rimandare alcuni migranti salvati nel Mediterraneo centrale”.

Dissente dalle dichiarazioni di Franken il commissario europeo per le Migrazioni, Dimitri Avramopoulos, che al termine del Consiglio Affari interni ha dichiarato: “Per coloro che dicono che è morto, hanno ragione: così come lo conoscevamo, il Regolamento di Dublino è morto”. Al contrario, ha avvertito, “la riforma del sistema (di asilo, ndr) non è morta, a meno che qualcuno non voglia ucciderla” e “credo che nessuno voglia farlo”. Avramopoulos è convinto che Franken “esprimesse un timore per il futuro di Dublino”. Ad ogni modo, ha aggiunto, tali exploit “decisamente non aiutano e sono controproducenti”. “Noi continueremo a cooperare per raggiungere un orientamento comune”, ha concluso il Commissario.

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