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Germania e Francia puntano a una
Macron e Merkel

Germania e Francia puntano a una "risposta europea" sull'immigrazione che soddisfi l'Italia

Il vertice tra Merkel e Macron a Meseberg cerca di rilanciare le possibilità di riforma del sistema di asilo, ma sulle risposte concrete c'è ancora molto lavoro da fare

Bruxelles – Francia e Germania cercano di spingere l’Unione europea verso una soluzione condivisa del fenomeno migratorio, attraverso “risposte comuni” che “tengano conto della posizione italiana, perché l’Italia è particolarmente toccata” dai flussi. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, evoca un cambio di passo nelle politiche di asilo, al termine dell’incontro con il presidente francese, Emmanuel Macron, tenuto a Meseberg in Germania.

Il summit franco-tedesco è servito per un confronto sui i principali temi dell’attualità, e non poteva mancare la questione migratoria, secondo punto all’ordine del giorno dell’incontro bilaterale dopo la cooperazione in materia di difesa. Non si entra nei dettagli di proposte, ma c’è un accordo di principio tra i due Paesi guida dell’Ue. I loro leader si dicono d’accordo a “evitare che l’Unione europea si divida” sull’immigrazione. Per scongiurare tutto questo, servirà però “una risposta europea”, che non è sembrata fino a oggi alla portata. “Non è facile trovarla”, ammette la cancelleria tedesca, ma il motore franco-tedesco – dopo le visite del presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Parigi e poi a Berlino – intende spingere l’Europa verso questa soluzione finora mancante.

“Continueremo a lavorare per fare proposte in materia”, assicura Macron, che pone l’accento sulla necessità di lavorare con i Paesi d’origine e di transito. Ma sulla sicurezza delle frontiere il presidente francese evoca un rafforzamento del personale di Frontex, così da trasformarla in una vera e propria polizia di frontiera.

C’è però il rischio di fermare tutti in Italia. Anche se Macron invoca “solidarietà alle frontiere esterne come a quelle interne”, una bozza di conclusioni del prossimo Consiglio europeo spinge per impedire i movimenti dei richiedenti asilo attraverso le frontiere tra Paesi membri. Nessun dubbio comunque sulla necessità di “agire in modo coordinato”, ma come farlo in pratica, sarà ancora oggetto di riflessioni e trattative.

“Non è in gioco solo la nostra società, è in gioco una parte della nostra civilizzazione”, avverte Macron. “Possiamo fare avanzare questa Europa. Sui soggetti economici e geopolitici la questione è se vogliamo difendere i nostri cittadini ed essere più uniti”. Su tutti questi temi – difesa, immigrazione, economia, riforma dell’Ue e nuove tecnologie – “dobbiamo mostrare che le nostre scelte sono chiare, che sono in grado di rispondere alle sfide”. La strada è “maggior coordinamento a livello europeo”, secondo una formula che coniughi “sovranità e unità”. Parole che indicano la volontà di procedere comunque senza un’evoluzione in senso federale vero e proprio.

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Politica

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