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Tajani difende Salvini e attacca le Ong nel Mediteranneo:

Tajani difende Salvini e attacca le Ong nel Mediteranneo: "Vanno drasticamente ridotte"

Per il presidente del Parlamento europeo, il leghista "sta cercando di dire che l’Italia deve contare di più". Per le navi umanitarie, dice, servono autorizzazioni e personale Ue che decida "come e dove fare i soccorsi in mare"

Roma – Doveva essere l’argine all’irruenza leghista, ha finito col piegarsi e avvicinarsi alle dure posizioni sui migranti del leader del Carroccio Matteo Salvini. Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, accreditato in campagna elettorale come garante nei confronti dell’Ue contro i rischi di derive populiste del centrodestra, difende l’alleato – anche se Forza Italia è all’opposizione in Parlamento restano in piedi le alleanze a livello locale, e la coalizione è tradizionalmente incline a ricomporsi quando si indicono le elezioni – e lo giustifica: “Salvini sui migranti sta cercando di dire che l’Italia deve contare di più”, dice il leader europeo ai microfoni di Radio anch’io, su Radio1 Rai. Anche se, aggiunge “per farlo deve essere seduto al tavolo, non basta dirlo”.

Il numero uno dell’Europarlamento mostra vicinanza al vicepresidente del consiglio e ministro degli Interni italiano anche nel puntare il dito contro le organizzazioni umanitarie che svolgono operazioni di soccorso davanti alle coste libiche. “Le Ong che operano nel Mediterraneo vanno drasticamente ridotte”, tuona Tajani. “Soltanto alcune, sotto controllo, possono fare interventi se necessari, punto e basta”.

Il presidente degli eurodeputati sembra dimenticare che i soccorsi in mare vanno fatti sempre e comunque, secondo le leggi internazionali. Non pare tenerne conto neppure quando propone “che l’Europa autorizzi alcune Ong a fare soccorsi in mare sotto il controllo di Frontex o degli Stati membri, cioè avendo a bordo responsabili che decidano come e dove bisogna fare i soccorsi in mare”.

Quanto alla presenza di personale estraneo a bordo, le Ong avevano già rigettato l’ipotesi quando il procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro aveva lanciato l’idea di mettere sulle imbarcazioni dei volontari un pubblico ufficiale che potesse controllare la regolarità delle operazioni. Riguardo alle decisioni sul “come e dove bisogna fare i soccorsi”, non può essere nessuno se non la necessità a stabilirlo.

Tajani si scaglia contro “il business dell’immigrazione: non soltanto le Ong, ma anche tante cooperative in Italia hanno fatto affari”, accusa. “Quindi anche lì bisogna essere molto duri”, indica, e “colpire chi fa il traffico di esseri umani, colpire le Ong che fanno operazioni non lecite, colpire anche le cooperative che lucrano utilizzando soldi degli italiani per loro stesse e non per risolvere i problemi dell’immigrazione”.

Rincuorato dalle parole di Tajani, Salvini torna ad attaccare esprimendo “vergogna” per il fatto ” che ci sia al governo un signore come Macron” – il presidente della Repubblica francese ieri era tornato a puntare il dito contro la maggioranza al potere in Italia – e ribadendo l’indisponibilità ad accogliere le imbarcazioni delle Ong. “Ci sono queste navi nel Mediterraneo”, dichiara il titolare del Viminale che se ne lava le mani: “Aprano i porti maltesi e francesi, quelli italiani non sono più a disposizione dei trafficanti di esseri umani”.

 

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