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Antonio Tajani

"Mussolini fece anche cose buone". Anche Tajani inciampa su fascismo

Dichiarazioni inaccettabili per Socialisti, Verdi e Sinistra europei. "Ritiri quelle parole o si dimetta". "Mai stato fascista" la sua replica

Roma – “A parte la guerra e le leggi razziali…”. Sul giudizio di benevolenza su Benito Mussolini,  che sembra condiviso se non ormai sdoganato nel centro destra, è scivolato anche il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. “Fino a quando non ha dichiarato guerra al mondo intero seguendo Hitler, fino a quando non si è fatto promotore delle leggi razziali, a parte la vicenda drammatica di Matteotti, ha fatto anche delle cose positive per realizzare infrastrutture nel nostro Paese. Insomma non si può dire che non abbia fatto nulla”.

Dichiarazione testuale, durante un programma radiofonico e che immediatamente ha fatto saltare molti sulla sedia, generando indignazione da più parti. Primo fra tutti il leader dei Socialisti e Democratici europei Udo Bullmann, che chiede: “Come può un presidente del Parlamento europeo non riconoscere la natura del fascismo? Abbiamo bisogno di chiarimenti rapidi”. Anche il gruppo della sinistra GUE/NGL chiede le dimissioni, “ed esprime shock e indignazione per le dichiarazioni rilasciate dal presidente Tajani”, giudicate “un chiaro tentativo di normalizzare il fascismo”. Il gruppo GUE/NGL “richiede le dimissioni immediate di Tajani: l’Europa sta affrontando una dura lotta contro l’estrema destra e le organizzazioni apertamente neofasciste, e questo Parlamento non può essere rappresentato da un presidente che tollera se stesso l’iniziatore fascista”.

Molto duro anche il leader dei Verdi a Strasburgo Philippe Lamberts, secondo il quale “non è la prima volta che Tajani fa dichiarazioni che simpatizzano con l’estrema destra. Né è nemmeno la prima volta che abusa del suo ruolo di Presidente del Parlamento europeo per fini di politica interna italiana. Secondo il belga Lamberts  “chi attribuisce meriti a regimi fascisti e assassini del passato non è degno di rimanere Presidente del Parlamento Europeo”, invitando così Tajani “a ritirare le sue dichiarazioni o a dimettersi”.

L’eco a Bruxelles arriva forte e nessuno sembra limitare le dichiarazioni di Tajani a una semplice gaffe, tanto che lui è costretto a intervenire offeso: “Si vergogni chi strumentalizza le mie parole sul fascismo! Sono da sempre un antifascista convinto e non permetto a nessuno di insinuare il contrario. La dittatura fascista, le sue leggi razziali, i morti che ha causato sono la pagina più buia della storia italiana ed europea”.

https://twitter.com/EP_President/status/1105908574742605833

Si vedrà se le scuse alle vittime tra le righe, una correzione giustificata con un giudizio che forse spetterebbe più agli storici che a un politico, sarà la maniera migliore per recuperare. Antonio Tajani aspira a confermare la carica di presidente a Strasburgo, e questa brutta faccenda lo mette certamente in una luce sbagliata al cospetto pure dei suoi amici popolari degli altri Paesi. A farlo notare ancora il socialista Bullmann che si chiede se “dopo Orban è questo il profilo futuro del PPE”, puntando il dito contro il vertice tenutosi ieri con “Salvini e Meloni i leader italiani dell’estrema destra”.

Polemiche ad alta tensione naturalmente anche in Italia dove si evidenzia la gravità delle dichiarazioni sul ventennio, in contrasto con il ruolo istituzionale di Tajani. E qualcuno non dimentica di far notare che il palazzo dell’Europarlamento di Bruxelles porta il nome di Altiero Spinelli, che dal regime di Mussolini fu condannato a 16 anni di carcere e spedito al confino a Ponza e Ventotene.

“Bene ha fatto il nostro capogruppo  S&D Udo Bullmann -afferma Patrizia Toia, capodelegazione del Pd a Strasburgo -, a censurare subito le dichiarazioni di Tajani. L’Europa è a un bivio e non possiamo assolutamente permetterci errori di valutazione storici o politici”.