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L'UE pronta a offrire piano ambizioso di cooperazione commerciale alla Cina

L'UE pronta a offrire piano ambizioso di cooperazione commerciale alla Cina

I leader ne discuteranno al vertice del Consiglio europeo. I punti non saranno nelle conclusioni, trattandosi dell'offerta che si metterà sul piatto del summit bilaterale di inizio aprile

Bruxelles – La parte che non si vedrà è in realtà quella più importante. Sulla Cina il vertice dei capi di Stato e di governo dell’UE produrrà la classica punta dell’iceberg, nel senso che nelle conclusioni di fine summit si potranno leggere frasi generiche sui rapporti bilaterali. Il ‘sommerso’, è tutto quello che i leader si riservano di lasciare per il summit UE-Cina del 9 aprile prossimo. E’ lì che ci sarà tutto, ma veramente tutto.

Gli addetti ai lavori rivelano che l’UE è pronta a concedere grandi aperture a Pechino. Entro questa estate si vuole concordare una lista di “aree prioritarie” dove lavorare in modo paritario. Vuol dire rimozione dei dazi e reciproca apertura dei mercati. L’UE è pronta a lavorare in tutti i forum internazionali: G20, WTO (l’organizzazione mondiale per il commercio), a livello bilaterale. Si vuole promuovere collaborazione in connettività, sicurezza informativa, copyright, tutela delle indicazioni geografiche, investimenti.

E’ in sostanza in preparazione un documento che non si esita a definire “ambizioso e complessivo”, che da un punto di vista europeo rappresenta la base per relazioni bilaterali diverse, più solide. L’auspicio è che la disponibilità europea sia corrisposta. Per saperlo bisognerà attendere il summit di aprile, che i leader dell’UE prepareranno nel vertice di questa settimana. Trattandosi però di materie negoziali successive, si preferisce non farne menzione.

Non sono previste neppure riferimenti alle intenzioni italiane di anticipare l’Europa nel rafforzamento dei legami con Pechino. “Nell’Ue abbiamo 28 Stati membri sovrani”, ragionano a Bruxelles. “In quanto sovrani sono autorizzati a incontrare chi vogliono, anche in sede bilaterale, e possono firmare anche protocolli d’intesa”. Del resto l’UE è intenzionata a lavorare in tal senso, e dunque si considera l’iniziativa italiana come facente parte di una strategia complessiva più europea.

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