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Ri Torno in campo, perché

Ri Torno in campo, perché "siamo indispensabili"

A 25 anni dalla prima vittoria, Forza Italia fa festa e lancia la sfida per il voto di maggio. Nella squadra del PPE, fronte europeista contro i sovranisti

Roma – Forza Italia ricomincia dal suo leader “indispensabile”. Per le elezioni europee sarà Silvio Berlusconi il cacciatore di voti, di nuovo sulla scheda come capolista in tutte le circoscrizioni, con l’eccezione di Roma e centro Italia. Farà coppia d’attacco con Antonio Tajani naturalmente, ma per la “remuntada” le sorti del partito sono affidate al grande capo fondatore.

Nelle intenzioni, il fronte contro i sovranisti si costruisce anche da destra e Forza Italia nel giorno della festa dei suoi 25 anni dalla prima vittoria elettorale fa di tutto per marcare le distanze dalla Lega di Salvini, dal “governo degli incompetenti” con i grillini, che sta portando il Paese nel baratro. Con gli avvertimenti sulla futura alleanza che arrivano da tutto lo stato maggiore azzurro.  “Sia chiaro che senza Forza Italia non si vince da nessuna parte”, dice Antonio Tajani che difende lo scudo europeo da chi vuole picconare l’istituzione, “unico argine contro i colossi della Cina, India e la sola in grado di trattare da pari con Gli Stati Uniti”. Il voto di maggio “per cambiare, con più eletti di Forza Italia per contrastare la burocrazia”, una pattuglia di candidati con legami forti del territorio, una “filiera che dalle amministrazioni locali porta fino a Bruxelles, saldi nella famiglia del PPE.

Alla festa di Forza Italia che lancia le europee l’entusiasmo non manca, i dirigenti sfoderano l’orgoglio della prima ora, attaccano chi vuole andar via, “chi oggi non c’è”, e il primo indiziato di tradimento è il governatore della Liguria Giovanni Toti, in rotta con il partito e assente per una scelta precisa. L’altra nota dolente è la una sfilata con tutte le personalità di rilievo, sindaci, amministratori, presidenti regionali vincenti come Vito Bardi e il candidato in Piemonte Alberto Cirio, mentre gli europarlamentari uscenti sono relegati in un angolo. Saranno ricandidati certamente, di sicuro le donne, subito dietro ai capilista, ma dalla scaletta che li esclude, traspare l’idea che la vecchia guardia non tira più.

Ma non lui, che ha deciso, nonostante una salute non al meglio, di tornare a tirare la baracca azzurra. Berlusconi chiude la kermesse e fa Berlusconi, al bagno di folla non rinuncia, sa che quei punti che tengono Forza Italia sopra le due cifre dipendono da lui e le europee sono l’occasione per un ritorno nella scena internazionale. E allora: “non siamo finiti, niente tramonto, stupidaggini di chi lo dice” (la stampa), piuttosto “siamo indispensabili”. Anche a Salvini, lo dice chi il centrodestra italiano lo ha fondato e non ha intenzione di mollarlo.

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Politica

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