- L'Europa come non l'avete mai letta -
lunedì, 27 Luglio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Opinioni » Avviso ai leoni da tastiera: lo spread è conseguenza delle scelte di un Paese, non il contrario

    Avviso ai leoni da tastiera: lo spread è conseguenza delle scelte di un Paese, non il contrario

    E' solo uno dei tanti parametri espressi da un mercato finanziario che è anch’esso espressione di un modello economico che si rifà al sistema dei capitali, della libera impresa, della proprietà

    Federico Sinopoli di Federico Sinopoli
    4 Settembre 2019
    in Opinioni

    La crisi politica italiana ha nuovamente riacceso, davanti alla formazione del governo M5S-PD, le polemiche sull’interferenza dell’Europa nelle vicende italiane. Principale accusato di questa indebita attività è lo spread.

    Non commentiamo la fumettistica visione dello spread come fosse un agente provocatore, dotato di proprie intelligenza e autonomia decisionale: l’antropomorfizzazione di cose e oggetti ben si correla, purtroppo, all’età mentale delle platee dei social.

    L’assunto fondamentale è che, attraverso la leva – o lo spauracchio – dello spread l’UE interviene a imbrigliare le scelte politiche italiane: il ricatto dei mercati, percorso con lo strumento dei maggiori oneri finanziari che si fanno gravare sull’Italia, imporrebbe di percorrere – o di evitare – alcune soluzioni e, con esse, l’attività e la rappresentatività di alcuni partiti.

    Già in questo assunto si compie una prima inversione: lo spread è una conseguenza delle scelte (politiche, economiche, sociali) di una nazione, non il contrario; esso si muove una volta conosciute quelle scelte, non prima. In qualche caso forse prima della loro formalizzazione, quando i futuri scenari si delineano con ragionevole certezza. È la tipica “anticipazione” che i mercati fanno di scelti o eventi il cui verificarsi è dato per certo o estremamente probabile.

    Ma il vero problema sta altrove. Lo spread è solo uno dei tanti parametri espressi da un mercato finanziario che è anch’esso espressione di un modello economico che si rifà al sistema dei capitali, della libera impresa, della proprietà etc. e che, con relativamente minime variazioni, procede dalla Rivoluzione industriale ai giorni nostri.

    Non discuto qui se questo modello, tipicamente occidentale, sia giusto o sbagliato ovvero quanto debba essere trasformato e o rinnovato; di fatto questa è la società occidentale, questi le sue regole e i suoi principi. Lo spread è solo una delle espressioni di una “legge del mercato” che regola tutti i rapporti – e non solo quelli economici – anche nel nostro quotidiano; in ultima e assai semplificata analisi, il rapporto domanda/offerta provoca la contrazione dei salari, la diminuzione dei posti di lavoro, il rincaro della benzina, l’imposizione del ticket sanitario, le code al pronto soccorso, la riduzione dei fondi per la scuola, l’innalzamento dell’età pensionabile, le buche nelle strade, il tasso dei BTP, etc. Nel farlo, garantisce anche le tutele tipiche di questo modello: libertà di impresa, remunerazione del capitale (sia finanziaria sia produttiva), difesa della proprietà privata, differenziazioni salariali tra i diversi mestieri, libertà di commercio e così via. Ritorniamo con la memoria al modello antagonista per eccellenza, quello sovietico, con le file nei negozi di scarpe, stipendi, case, vestiti pressoché uguali per tutti, pianificazione statale dell’economia, divieto di impresa e della proprietà private, assenza di libertà d’insegnamento e di espressione culturale o ideologica. In quel modello il mercato non esisteva, non c’era bisogno di misurare il valore economico delle cose, delle imprese, dei mestieri: lo faceva lo stato.

    Qualche cerebroleso ha chiesto al presidente della BCE di “eliminare il meccanismo dello spread”. Costoro non capiscono che la determinazione di un valore, all’interno di un sistema che tutto valuta e soppesa per definizione, è un fatto automatico e l’eventuale eliminazione dello spread (se mai fosse fisicamente possibile, visto che non è un animale o un’associazione) sarebbe solo l’eliminazione di un nome perché la differenza tra i tassi dei titoli di stato italiani e tedeschi a dieci anni anche un bambino elle elementari potrebbe continuare a calcolarla. A meno di non fare come negli ultimi anni della guerra che si vietò di ascoltare le radio straniere e tutti, appena a casa, si sintonizzavano su Radio Londra e, nelle nostre città, era tutto un rimbombare sordo dei famosi colpi beethoveniani.

    Quando in un paese come l’Italia si profila l’uscita dal governo di una realtà sovranista e antieuropea (ovvero contraria – ma lo hanno capito i salviniani? – a questo INTERO modello di società occidentale) e l’ingresso di una forza che è espressamente europeista e quindi inserita in tale modello (nel quale ciascuno può poi avere le proprie distinzioni ma all’interno delle regole del gioco e di cui l’UE è una espressione) è quindi logico che lo spread ne indichi il maggior valore attribuitogli dal mercato e, se non lo facesse lo spread, sarebbe comunque evidente di per sé. Per eliminare lo spread, si deve eliminare il mercato e con esso, tutto il sistema economico occidentale così com’è oggi, sostituendolo con un altro.

    Bene: sono consci i “leoni da tastiera” che gridano contro lo spread, che il loro grido sarebbe la prima breccia in questo sistema occidentale dell’economia e del mercato?  Che, nel moderno capitalismo basato sul mercato globale, tutto ha un valore economico e lo spread altro non è che uno dei parametri che misura la credibilità finanziaria dei nostri titoli di stato e, quindi dell’emittente, ovvero l’Italia? E che rifiutare questa valutazione, anzi demonizzarla, con tutte le conseguenze che essa implica, significa, in buona sostanza, mettere in discussione il sistema e aprirsi a altre e nuove regole e nuovi modelli (quali)? Sarebbe interessante fare un sondaggio tra gli elettori della Lega o della Le Pen, per capire quanti sarebbero felici di mettere in discussione la libera impresa o la proprietà privata. A meno che, sempre nell’ambito di una infantile antropomorfizzazione, non credano che, cacciato lo spread cattivo dal bosco della politica, gli uccellini torneranno a cinguettare, il sole a splendere e tutti vivremo felici e contenti.

    Favole.

    Tags: governospread

    Ti potrebbe piacere anche

    L'eurodeputata M5S, Valentina Palmisano. Maggio 2026. Copyright: © European Union 2026 - Source : EP
    Le Brevi

    UE, Palmisano (M5S): “Su studentati tradito lo spirito del PNRR, interrogazione a Commissione”

    24 Giugno 2026
    L'ex presidente del Consiglio, Mario Draghi, il 16 settembre 2025 alla Conferenza a Bruxelles intitolata "to the conference “One Year After the Draghi Report”. Source: EU Commission
    Opinioni

    Draghi per un’Europa che ancora non sa di sé

    17 Giugno 2026
    Il Primo Ministro rumeno Ilie Bolojan interviene durante il voto di sfiducia contro il suo Governo al Palazzo del Parlamento a Bucarest, in Romania, 5 maggio 2026. Immagine da IPA Agency. Copyright: CHINE NOUVELLE/SIPA /IPA.
    Politica

    In Romania cade il governo dell’europeista Bolojan

    5 Maggio 2026
    Lituania
    Politica

    Accordo in Lituania per un nuovo governo, sempre a guida socialdemocratica

    26 Agosto 2025
    Maxime Prévot (Foto: sito del partito Les Engagée)
    Politica

    Tensioni nel governo belga sul riconoscimento della Palestina. Il ministro degli Esteri: “Rischiamo una grave crisi”

    25 Agosto 2025
    Friedrich Merz
    Economia

    Istituto ifo: gli economisti tedeschi danno una valutazione negativa dopo 100 giorni di coalizione nero-rossa

    14 Agosto 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, e il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. Source: Unioncamere

    INTERVISTA / Accordo Ministero degli Esteri-Unioncamere, Prete: “Insieme per l’internazionalizzazione delle imprese”

    di Giulia Torbidoni
    27 Luglio 2026

    Il presidente di Unioncamere: "La profonda conoscenza dei territori e dei loro attori economici consente alle Camere di commercio, presenti...

    Portavoce Cremlino moglie sanzioni

    La moglie del portavoce del Cremlino sfida le sanzioni contro di lei e fa causa all’UE

    di Annachiara Magenta annacmag
    27 Luglio 2026

    Bruxelles - Tatiana Navka, moglie del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha avviato un'azione legale contro il Consiglio dell'Unione europea...

    Bandiera islandese. Crediti: James via Unsplash

    Islanda, parte il voto anticipato del referendum sull’adesione all’UE

    di Iolanda Cuomo
    27 Luglio 2026

    Bruxelles - Aperte le urne in Islanda per decidere se far ripartire o meno i negoziati sull'adesione del Paese all'Unione...

    [foto: Jennifer Jacquemart/imagoeconomica]

    Accordo BEI-ACEA da 450 milioni per modernizzare la rete idrica del Lazio

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    27 Luglio 2026

    L'accordo per migliorare la gestione dell'acqua nelle regione. Prima tranche da 200 milioni. Vigliotti: "Rafforziamo la resilienza delle infrastrutture"

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione