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Frassoni: "Molto fiera che l'appartenenza alla famiglia verde sia elemento centrale del successo dei Verdi"

Eletti i nuovi leader del partito, Evelyne Huytebroeck e Thomas Waitz . L'italiana dopo dieci anni culminati con l'Onda verde lascia: "Capaci di realizzare quattro campagne elettorali comuni, tra le quali l’ultima ci ha trasformato in una alternativa credibile all’avanzata della destra nazionalista"

Bruxelles – Evelyne Huytebroeck (Belgio) e Thomas Waitz (Austria) sono stati eletti ieri nuovi co-presidenti del Partito Verde Europeo da oltre 300 delegati provenienti da tutta Europa e riunitisi a Tampere, Finlandia, per la riunione biennale del Consiglio. Prendono il posto di Monica Frassoni e Reinhard Bütikofer che giungono al termine del loro mandato.

L’italiana Monica Frassoni finisce così, sull’Onda Verde, dieci anni di presidenza del partito, essendo stata eletta a Malmö, Svezia, nel 2009.

“Lasciamo il partito in ottime mani”, ha dichiarato Frassoni. “Huytebroeck e Waitz sono politici di comprovata esperienza e sostanza: l’una ex ministra belga dell’ambiente, l’altro ex deputato europeo austriaco, entrambi espressione di partiti molto forti e già presenti nel comitato uscente”.

Frassoni, “nonostante il fatto che ci siano dei paesi nei quali l’Onda Verde non è abbastanza forte e nei quali c’è ancora molto lavoro da fare”, spiega di essere “molto fiera del fatto che sia chiaro ovunque che l’appartenenza alla famiglia verde, unita, coesa, solidale, rappresenti un elemento centrale del successo dei Verdi”.

Monica Frassoni

Non è un caso che da subito l’Onda Verde sia stata definita “europea”, spiega Frassoni: “i Verdi Europei, negli anni bui della crisi e di nuove divisioni fra i popoli e i governi europei, sono stati capaci di realizzare quattro campagne elettorali comuni, tra le quali l’ultima ci ha trasformato in una alternativa credibile all’avanzata della destra nazionalista dentro e fuori il Parlamento europeo. Abbiamo per primi definito il Green New Deal come proposta centrale per la trasformazione della nostra società ed economia attraverso una lotta senza quartiere ai cambiamenti climatici, alle diseguaglianze, alle forze illiberali che ricostruiscono muri, 30 anni dopo la gloriosa fine della vergogna di Berlino”.

Anche in Italia, sostiene la presidente uscente del partito Verde europeo, “l’appartenenza alla famiglia dei Verdi europei è stata una delle ragioni principali di un risultato elettorale migliore rispetto al passato durante le scorse europee e costituisce oggi il presupposto di una ripartenza basato su una consapevolezza diffusa della necessità di agire subito”.

Questo, conclude Frassoni, “è l’esito del lavoro di una squadra plurale e coesa, di cui sono onorata di avere fatto parte in questi anni. Oggi siamo convinti che il prossimo sarà il decennio verde. Non potrà essere altrimenti, se vogliamo avere qualche chance di affrontare la crisi climatica in modo efficace ed equo e ridare senso e legittimità al sogno europeo”.

A Tampere è stato inoltre eletto un comitato esecutivo, che entrerà in carica con effetto immediato. Ne fanno parte, oltre ai co-presidenti, la segretaria generale Mar Garcia, la tesoriera Ute Michel e i membri del comitato Michal Berg, Jean Lambert, Vula Tsetsi, Oras Tynkkynen e Mélanie Vogel. Al partito europeo si applica la regola del 50%+, ossia possono essere elette più donne che uomini negli organi direttivi, ma non più uomini che donne.