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Il polacco Wiewiórowski in pole per il ruolo di Garante Europeo per la Protezione Dati

Il polacco Wiewiórowski in pole per il ruolo di Garante Europeo per la Protezione Dati

La preferenza espressa con 36 voti a favore dal Comitato per le Libertà Civili in occasione della plenaria a Strasburgo

Bruxelles – Secondo il Comitato per le Libertà Civili il polacco Wojciech Wiewiórowski è il candidato più appropriato per rivestire il ruolo di Garante Europeo per la Protezione Dati (EDPS). Oggi, in occasione della plenaria a Strasburgo, Gli eurodeputati hanno espresso questa preferenza, con 36 voti a favore su 64. Un voto che non è ancora sufficiente per conferire al polacco l’incarico di “watchdog” per le politiche europee di protezione dati, sarà necessario che il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e i leader dei gruppi politici confermino l’adeguatezza della decisione presa dagli europarlamentari chiamati oggi al voto; se ritenuto idoneo, il Parlamento e il Consiglio UE nomineranno ufficialmente il polacco come nuovo EPDS.

Il ruolo principale del candidato eletto sarà quello di consigliere per le istituzioni europee affinché  vengano promosse politiche che assicurino la conformità del trattamento dei dati personali. Non solo, il futuro EPDS lavorerà a fianco delle autorità nazionali degli stati membri per garantire la coerenza delle legislazioni in materia di protezione dati.

La Commissione europea è tenuta a rinnovare la figura dell’EDPS ogni cinque anni presentando una lista pubblica con i tre candidati che, secondo Bruxelles, rispecchiano al meglio le qualità necessarie per ricoprire la delicata posizione. Il Comitato per le Libertà Civili esprime il primo giudizio sull’idoneità dei candidati, volti a sostenere un’audizione pubblica e a rispondere a tre domande scritte riguardo alla motivazione, la visione a lungo termine e la modalità con cui verrà affrontato l’imminente incarico istituzionale.

Wiewiórowski, con 36 voti a favore, passa la prima prova lasciandosi alle spalle gli altri due candidati. Gli europarlamentari chiamati al voto hanno espresso anche un discreto consenso per la francese Yann Padova (25 voti), mentre non è stato invece un gran risultato per l’ungherese Endre Szabó (con appena 3 voti).