Bruxelles – Dopo cinque anni di detenzione in Russia, il regista e attivista ucraino Oleg Sentsov ha potuto accettare di persona oggi a Strasburgo il Premio Sacharov per la libertà di pensiero, di cui era stato vincitore nel 2018.
Il regista, spiega una nota, arrestato per aver protestato in Piazza Indipendenza a Kiev contro l’annessione della sua nativa Crimea alla Russia, è stato rilasciato lo scorso 7 settembre come parte di un accordo di scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina e per questo ha potuto ricevere oggi il premio di persona a Strasburgo. Il regista ucraino era stato condannato a 20 anni di reclusione per “aver tramato atti terroristici” contro il governo de facto russo in Crimea. Amnesty International – prosegue la nota – ha descritto il suo processo come “un processo ingiusto di fronte a un tribunale militare”
“È un grande onore e una grande responsabilità ricevere questo premio. Lo accetto non come un onore personale ma come un premio a tutti i prigionieri politici ucraini che sono passati dalle prigioni russe o che ci si trovano tuttora”, commenta Sentsov ricevendo il premio e elogiando l’UE e i suoi valori democratici. Il regista si è poi appellato all’UE, sollecitandola a “non credete a una sola parola. Non credete a nulla. Putin viene dai servizi segreti. Ha una mentalità specifica. E’ in grado di fare un doppio e triplo gioco. Ha un cinismo tattico assoluto”.
Consegnandogli il premio, il presidente dell’Eurocamera, David Sassoli, ha ricordato il coraggio di tutti coloro che non restano in silenzio quando i diritti umani vengono violati e che pagano a carissimo prezzo il proprio impegno: “Sentsov è stato rilasciato ma molti altri, fra cui giornalisti e blogger come Stanislav Aseyev, sono tuttora tenuti in ostaggio in Ucraina orientale. Chiediamo insieme che vengano liberati”. Sassoli ha poi elogiato l’azione di Sentsov che è “rimasto saldo nei suoi principi e nelle sue convinzioni e ha pagato per questo. Nessuno dovrebbe pagare un prezzo per la propria libertà”.
Il Premio Sacharov per la libertà di pensiero prende il nome dal fisico e dissidente politico sovietico Andrei Sacharov e viene assegnato dal Parlamento europeo ogni anno dal 1988 a persone e organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà fondamentali.












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