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Il ministro Provenzano:
Giuseppe Provenzano

Il ministro Provenzano: "Abbiamo rischiato di diventare il promontorio di Visegrad"

L'intervento nel corso di "How can we govern Europe"del ministro per il sud. "Ora discontinuità anche in Europa che deve ritrovare il suo modello sociale"

 

Vuoi vedere il video di How Can We Govern Europe? Grazie a Radio Radicale ecco qui la prima giornata e la seconda giornata.

Roma – Salvare l’identità dell’Europa partendo dal suo modello sociale. Il ministro per il sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano intervenendo nella prima giornata di “How can we govern Europe”, ricorda l’elemento di distinzione di grande valore che l’Ue deve ritrovare. “Per salvare l’integrazione e la sua identità, che non è solo la pace ma soprattutto quel modello sociale che è stato abbandonato durante la crisi”.

Per questo le responsabilità della nuova commissione sono molto rilevanti e così come abbiamo fatto anche in Italia con questo governo “sono necessari degli elementi di discontinuità”. Con il precedente governo abbiamo rischiato di mutare la nostra collocazione internazionale, abbiamo rischiato di diventare il promontorio di Visegrad, ora come dimostrato nel dibattito di questi giorni (la trattativa sul bilancio e sul Mes ndr) abbiamo rilanciato il processo unitario”.

Il ministro, che ha fatto un intervento a tutto campo ha ammonito che “forse tutti quanti abbiamo avuto un mito un po’ ingenuo dell’Europa e questo ha avuto dei contraccolpi anche sulle giovani generazioni che pure nei suoi confronti mantengono un sentimento ancora forte”. Dunque “correggere i fallimenti dell’austerità e le differenze ancora troppo marcate tra i suoi cittadini non solo tra nord e sud, e mettere a fuco quei luoghi che se non contano alla fine si vendicano e i nazionalismi prevalgono”.

Vale nella trattativa sul budget 2021-27 dove il tema per il ministro Provenzano è ancora “quello degli investimenti pubblici che fa ancora molta fatica” con il rischio di rivedere i programmi e le dichiarazioni d’intenti al ribasso. E qui è ancora la proposta finlandese ad essere messa sotto accusa, “un arretramento gravissimo anche rispetto alla stessa proposta di Ursula von der Leyen”, ritenuta troppo timida anche dal Parlamento.

La traccia del ministro è indicata anche sulla gestione delle risorse. “La politica di coesione è la più potente leva per l’Europa, va difesa ma deve anche essere cambiata e non solo per gli aspetti della semplificazione”. Si tratta di politiche pubbliche che hanno avuto un impatto importante sui territori ma secondo il ministro per il sud “devono essere integrate meglio e più con le politiche nazionali” e gli altri interventi che a volte finiscono le condizionano limitandone gli effetti.

Per l’Italia “l’orizzonte strategico è la vocazione mediterranea anche nella transizione ecologica e ambientale” che caratterizza l’agenda della nuova Commissione. Anche in Europa è necessario “cambiare la testa e metterla al sud”.