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    Home » Politica » Italia e Francia, gli amici ritrovati

    Italia e Francia, gli amici ritrovati

    Molto positivo il trentacinquesimo vertice intergovernativo che si è tenuto a Napoli. Non solo tra Macron e Conte, grande intesa sui numerosi dossier economici, sul clima e politica internazionale.

    Nicola Corda</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@NicolaCorda" target="_blank">@NicolaCorda</a> di Nicola Corda @NicolaCorda
    27 Febbraio 2020
    in Politica

    Roma – Un salto di qualità su tutti i fronti. A Napoli Italia e Francia, non solo lasciano alle spalle i dissapori del passato recente ma stringono con ancora più forza i rapporti bilaterali in tutti i settori e promuovono un’azione comune in Europa.

    Napoli che accoglie il vertice intergovernativo svelando un sole primaverile, fa ben anche alla diplomazia e le prime parole del presidente Emmanuel Macron sono di ringraziamento per l’ospitalità e per una città che lo accoglie con grande calore, ricambiato da un amore che il capo dello stato francese non nasconde, fino a citare Stendhal per dire di Napoli e Parigi come le due grandi capitali d’Europa. E a Giuseppe Conte dice “grazie al suo lavoro e a quello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, abbiamo ritrovato una strada comune: questo è il vertice del rilancio”.

    È il “salto di qualità” esaltato dal premier italiano mette quasi in secondo piano anche l’emergenza sanitaria del Covid-19 che viene affrontata lucidità anche nella dichiarazione finale nella quale viene “condivisa l’opportunità di “mantenere l’apertura delle frontiere, di condividere le informazioni relative ai viaggiatori di ritorno o diretti ad aree a rischio, le conoscenze scientifiche e le misure di contrasto adottate”. Il “virus non conosce frontiere” ha replicato Macron alle richieste del Front National di chiuderle. Identica risposta la dà Conte a Salvini che lo attaccato giudicandolo inadeguato a gestire l’emergenza. “Noi agiamo con responsabilità e cautela con misure proporzionate e cercando di tenere unito il Paese. C’è chi cambia idea la mattina, poi il pomeriggio e il giorno dopo, chi ci chiede di aprire tutto mentre prima dovevano chiudere tutto”.

    Assolte le pratiche di politica interna, Conte e Macron hanno illustrato i numerosi accordi siglati dai ministri negli incontri prima del vertice in plenaria che ha messo il sigillo su un’ambiziosa dichiarazione finale. L’impegno dei due Paesi, diretto a “rilanciare e intensificare i rapporti fondati su legami storici che si ritrovano nei valori condivisi dell’identità europea”. Italia e Francia rilanciano la collaborazione e in futuro “agiranno con consultazioni rafforzate, dalle questioni bilaterali alle politiche europee e ai principali temi internazionali.

    Ritrovata sintonia anche sul fronte economico, finanziario (con la firma di una collaborazione tra Cassa depositi e prestiti e Bpi France) e industriale con un particolare riferimento alla ricerca e l’innovazione. “Rafforzare ancor più i rapporti nell’industria spaziale” sostiene il presidente francese, e “quella cantieristica e navale, il settore auto e della mobilità”, con una visione che guardi all’ambiente e “la lotta ai cambiamenti climatici dove è necessario rinforzare gli investimenti”.

    I messaggi sono naturalmente rivolti all’Unione europea e al confronto aspro sul bilancio che deve essere all’altezza delle ambizioni. Le joint venture in corso sono l’occasione per il premier italiano per chiedere ancora una volta di “rivedere le regole della concorrenza elaborate anni fa” e che ora sono un freno “alla nascita dei nostri grandi campioni industriali europei necessari per competere a livello globale”.  

    Le intese bilaterali accompagnano “uno spazio di ambizione comune europea” rivendica Macron che chiama l’Italia a sostenere un’Unione più unita, sovrana e democratica” per assicurare benessere e prosperità ai propri cittadini e svolgere un ruolo di grande attore sulla scena della politica internazionale. La Libia e il mediterraneo orientale rappresentano la sfida affinché l’UE reciti un ruolo non più secondario. Dunque l’impegno a continuare a sostenere il timido accordo di Berlino sulla Libia, condannando le interferenze esterne e supportando concretamente il blocco navale per vigilare sull’embargo Onu delle armi.

    Una coordinazione anche sui dossier siriano e iraniano, e nella regione del golfo. Crisi per le quali Conte chiede di trovare soluzioni che “escludano in modo categorico l’intervento militare”. Sulla Siria il dramma dei civili richiede l’intervento della Corte penale internazionale. Per Italia e Francia “è della massima importanza che gli autori di violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale relativo ai diritti umani debbano rendere conto dei loro atti”.

    La questione dei migranti riguarda ancora il coinvolgimento di Bruxelles a cui Roma e Parigi chiedono di “superare una gestione delle crisi migratorie dettata dall’emergenza, promuovendo, come stabilito dai Trattati una politica realmente europea di migrazione e di asilo, basata sulla solidarietà e la responsabilità per tutti gli Stati membri.

    Il presidente Sergio Mattarella, è stato il grande architetto della ritrovata amicizia e al termine del vertice ha riunito tutti nella cena offerta a Palazzo Reale. A Napoli ha ripreso velocità il percorso del ‘Trattato del Quirinale’, per il quale il prossimo semestre sarà decisivo.

    Tags: Conte Macroncorte penale internazionalecrisi umanitaria SiriaFca-PeugeotFIncantieriItalia-FrancialibyaSergio MattarellaStxtrattato del Quirinale

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