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Il primo ministro ungherese, Viktor Orbán

"Stato di emergenza" a oltranza: in Ungheria, Orbán chiede pieni poteri e spaventa Bruxelles

Bruxelles – Ampi poteri a oltranza con la scusa dell’emergenza Coronavirus. In Europa c’è chi annaspa nel tentativo di trovare mezzi e soluzioni adeguati per far fronte alla pandemia, e chi, come il primo ministro ungherese Viktor Orbán cerca di sfruttare la situazione a proprio vantaggio. Venerdì il governo nazionalista ungherese ha presentato al Parlamento di Budapest un disegno di legge con la richiesta di estensione dello stato di emergenza nel Paese dovuto al Coronavirus “a tempo indeterminato”. Ovvero oltre i 3 mesi indicati per adesso per il contenimento dell’epidemia.

Il progetto di legge in questione conferirebbe al governo ampi poteri, dovuti allo “stato di emergenza” in cui riversa il Paese, con possibilità di sospendere l’applicazione di alcune leggi e adottare misure straordinarie per garantire la stabilizzazione della vita, dell’economia, della salute, della sicurezza personale e materiale dei cittadini. Tutte misure finalizzate a contenere l’emergenza sanitaria in atto in Europa e non solo, ma che di fatto rafforzerebbero molto i poteri dell’esecutivo.

Anche da Bruxelles c’è chi inizia a essere preoccupato per la mossa politica di Orbán: il partito dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa (ALDE) ha lanciato sul web una petizione per “difendere la democrazia e opporci all’atto di autorizzazione”, oggi al vaglio del Parlamento di Budapest

Intanto, un portavoce della Commissione europea, nel corso del rituale briefing con la stampa, si è rifiutato di commentare il progetto di legge al voto in questo momento in Ungheria. Tuttavia, dice il portavoce, il monito dell’Esecutivo comunitario riguarda tutte le misure di emergenza introdotte nei paesi UE per il Coronavirus che dovrebbero avere natura solo “temporanea”. Qualunque misura di emergenza messa in campo dai “governi UE dovrà essere in linea con gli obblighi dell’UE” e più in generale con i diritti riconosciuti a livello internazionale.

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