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    Home » Politica Estera » L’UE solo “preoccupata” per l’autonomia di Hong Kong esclude le sanzioni alla Cina

    L’UE solo “preoccupata” per l’autonomia di Hong Kong esclude le sanzioni alla Cina

    L'alto rappresentante Josep Borrell: "Non sono il modo di risolvere i nostri problemi con Pechino"

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    29 Maggio 2020
    in Politica Estera

    Bruxelles – Un partner strategico, un rivale ma anche un alleato per le strategie che l’Unione europea intende perseguire nei prossimi anni, a partire dalla lotta al cambiamento climatico. Così sintetizza Josep Borrell il “rapporto complesso” tra l’Unione europea e la Cina, difficile da inquadrare in una sola definizione, di cui hanno discusso i ministri degli Esteri europei in un vertice virtuale. Un incontro che arriva all’indomani della controversa approvazione del parlamento di Pechino di una mozione per redigere una legge per la “sicurezza nazionale” che vieta atti sediziosi e interferenze straniere a Hong Kong. La mozione è passata ieri con maggioranza quasi plebiscitaria, 2.878 favorevoli, 6 astenuti, un contrario.

    Per molti, l’iniziativa cinese mira di fatto a estendere il controllo sull’ex colonia britannica, che gode ora del riconoscimento di regione amministrativa speciale. Da Bruxelles era attesa oggi una reazione forte, mentre in una breve dichiarazione congiunta i titolari degli Esteri dei Ventisette si limitano a esprimere preoccupazione per le misure adottate dalla Cina, “che l’UE non reputa conformi ai suoi impegni internazionali”. L’atto di Pechino rischia “di minare seriamente il principio ‘One Country Two Systems’ (un paese, due sistemi) e l’alto grado di autonomia della Regione amministrativa speciale di Hong Kong” si legge nella dichiarazione.

    L’alto rappresentante UE per la politica estera e di sicurezza, in conferenza stampa, riconosce quindi che l’azione della Cina contribuisce a minare l’effettiva autonomia riconosciuta alla regione. Si attiene però a un approccio soft, di condanna che però non si spinge molto oltre. L’alto rappresentante assicura che l’UE continuerà a “fare pressioni” sulle autorità cinesi e la questione sarà dibattuta nuovamente nei rapporti diplomatici tra le due potenze.

    Le sanzioni alla Cina non sono tra le ipotesi contemplate, “non sono il modo di risolvere i nostri problemi con la Cina” dice con fermezza Borrell. Nel corso della riunione degli Esteri, fa sapere, c’è stato un solo paese che ha fatto riferimento a possibili sanzioni nei confronti di Pechino. Nella nota congiunta, l’alto rappresentante parla a nome dell’Unione e ricorda che le relazioni tra UE e Cina si basano su rispetto e fiducia reciproci. “Dobbiamo avere con la Cina un dialogo aperto e sincero, dalle questioni commerciali al clima, senza dimenticare le questioni legate ai diritti umani”. Ci sono obiettivi strategici che l’Unione intende perseguire, come l’abbattimento delle emissioni di CO2, che è difficile pensare di finalizzare senza un partner come la Cina (che, sola, è responsabile del 30 per cento delle emissioni di gas serra al mondo).

    Nei fatti, per Bruxelles Pechino è un partner controverso ma irrinunciabile. Alla domanda esplicita se le azioni della Cina a HongKong potrebbero condizionare gli investimenti europei nella zona, Borrell risponde seccamente con una sola parola: “No”. Il dialogo con la Cina continuerà, assicura il capo della diplomazia europea a nome dell’intera Unione.

    Tags: Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezzacinaConsiglio Affari esteriHong Kongjosep borrellue-cina

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