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UE-Cina, partenariato è cruciale ma per Bruxelles
Ursula von der Leyen e Charles Michel in conferenza stampa al termine del 22° summit UE-Cina [22 giugno 2020]

UE-Cina, partenariato è cruciale ma per Bruxelles "diritti umani e libertà sono irrinunciabili"

Il monito di Ursula von der Leyen e Charles Michel al termine del 22° Summit tra UE e Pechino. Nulla di fatto sull'accordo sugli investimenti, su cui Bruxelles spera di far avanzare i negoziati entro la fine dell'anno

Bruxelles – Dal commercio agli investimenti ai diritti umani. Le relazioni tra Bruxelles e Pechino sono “complicate” sotto molti punti di vista, se pure riconosciute come “cruciali” per l’Unione europea.  La cooperazione con la Cina è per l’UE tanto “un’opportunità che una necessità” sottolinea il presidente del Consiglio UE Charles Michel al termine del 22° Summit UE-Cina che sia è svolto in videoconferenza con il premier cinese Li Keqiang e il presidente Xi Jinping.

È un dato di fatto che “l’interdipendenza economica tra le due potenze sia elevata” sottolinea ancora Michel, menzionando l’ammontare degli scambi commerciali tra le due potenze per un valore di un miliardo di euro al giorno. Ed è un dato di fatto anche che per Bruxelles, senza la Cina, sarebbe difficile affrontare molte delle grandi sfide globali su cui è chiamata a confrontarsi. Primo tra tutti il cambiamento climatico (la Cina, sola, è responsabile del 30 per cento della produzione di gas serra al mondo).

Più di altre volte, però, i leader europei si soffermano a ripetere che su molte questioni, UE e Cina non condividono gli stessi valori né lo stesso sistema politico o lo stesso approccio alle problematiche multilaterali. Nel dialogo con Pechino “ci impegneremo in modo chiaro” assicura Michel, ma “difendendo con fermezza gli interessi della Ue mantenendo fermi i nostri valori”. I rapporti si sono fatti ancora più tesi da quando Bruxelles ha iniziato a ipotizzare un coinvolgimento di Pechino nella massiccia campagna di disinformazione che da mesi ormai circonda il Coronavirus e il ruolo dell’Unione europea. Permangono “differenze piuttosto importanti” soprattutto in merito alla situazione a Hong Kong e sulla condizione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel Paese. “Abbiamo espresso la nostra profonda preoccupazione per la legislazione sulla sicurezza nazionale per Hong Kong” dice il leader europeo, ribadendo il suo timore per l’autonomia dell’ex colonia britannica e per il principio ‘Un paese, due sistemi’. Dal canto suo, la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen aggiunge poi di aver ribadito ai partner cinesi che i diritti umani e libertà fondamentali sono per Bruxelles valori irrinunciabili. 

Per approfondire la cooperazione tra i due partner globali, Bruxelles è consapevole che sarà necessario superare la concorrenza nei loro rapporti commerciali. Da questo punto di vista, il vertice di oggi non poteva essere più interlocutorio di così. Nessun progresso tra i due partner in termini di un accordo bilaterale sugli investimenti, che si cerca di finalizzare da tempo, se non la consapevolezza che rimangono ancora molti nodi da sciogliere, soprattutto riguardo alla protezione reciproca e all’accesso ai mercati.

Da parte sua, l’Unione europea spera che si possano avere significativi progressi e avanzare nei negoziati nei prossimi mesi, per arrivare a finalizzare un accordo in autunno. In questo senso servirà fare passi avanti nella cooperazione, visto che quelli fatti fino ad ora dall’ultimo vertice UE-Cina del 2019 sono stati solo “limitati”, sintetizzano Michel e von der Leyen. Proprio la tedesca enumera tutte le tante divergenze ancora da superare e le difficoltà aperte nelle relazioni con la Cina: dalla necessità di un sostanziale impegno sul comportamento delle imprese di Stato, alla trasparenza sui sussidi, alle norme per fronteggiare “i trasferimenti forzati di tecnologie”.

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