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    Home » Politica » Recovery fund, Parlamento UE pronto ad approvare le nuove risorse proprie a settembre

    Recovery fund, Parlamento UE pronto ad approvare le nuove risorse proprie a settembre

    Sassoli, Merkel e von der Leyen a colloquio telefonico concordano sull'urgenza di trovare un accordo politico su bilancio e fondo di ripresa entro ottobre. Priorità per le istituzioni è garantire che il pacchetto anti-crisi sia operativo dal primo gennaio 2021

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    29 Luglio 2020
    in Politica
    Ursula von der Leyen e David Sassoli

    Ursula von der Leyen e David Sassoli

    Bruxelles – Il Parlamento europeo è pronto a votare già a settembre l’introduzione del sistema delle risorse proprie dell’Unione europea, per accelerare i tempi di entrata in attività del pacchetto europeo anti-crisi. Lo ha confermato il presidente David Sassoli nel primo colloquio telefonico con Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Angela Merkel, cancelliera tedesca in qualità di presidente di turno del Consiglio UE.

    Nel quadro dei Trattati europei, Parlamento, Commissione e presidenza tedesca di turno al Consiglio hanno avviato in questa ultima fase dell’anno nuovi negoziati sul bilancio a lungo termine (2021-2027) e sul fondo di ripresa. Gli incontri, fisici o non, tra i tre leader si concentreranno sulle quattro questioni indicate dall’Europarlamento come prioritarie e ancora rimaste aperte: il ruolo del Parlamento nella governance del Recovery Fund, le risorse proprie dell’Unione, la portata e i capitoli di spesa del budget pluriennale e infine la condizionalità dello stato di diritto.

    Per rendere operativo il fondo di ripresa da 750 miliardi, NextGenerationEU, è necessario approvare il sistema delle risorse proprie il prima possibile. Le nuove entrate fiscali (che dovrebbero entrare in attività dal 2021) serviranno a finanziare le politiche dell’UE senza pesare eccessivamente sui bilanci nazionali e dovrebbero garantire alla Commissione europea di emettere debito comune sui mercati finanziari (come previsto dallo strumento di ripresa) senza gravare sulle future generazioni per ripagarlo.

    Per il Parlamento europeo sono un punto irrinunciabile per poter dare l’ok definitivo all’accordo dello scorso 21 luglio tra i capi di Stato e di governo. Sassoli lo ha reso chiaro, anticipando all’indomani del vertice europeo nel dettaglio le priorità del Parlamento a cui non intende rinunciare. Pur apprezzando la loro menzione nelle conclusioni del Summit, l’Europarlamento si aspetta l’introduzione di almeno due risorse proprie già entro il 2021 (su plastica ed emissioni carbonio), mentre per il momento gli Stati dell’UE si sono accordati sull’introduzione della sola tassa sulla plastica (derivata da un loro contributo di 80 centesimi per ogni chilogrammo di plastica non riciclata) entro il 2021.

    Quanto alle altre “da introdurre al più tardi entro il 2023”, chiede l’impegno della Commissione a proporre una calendarizzazione precisa su tempi e modi per renderle operative. Serve però un’approvazione rapida da parte del Parlamento europeo, perché, lo ricordiamo, l’introduzione di un nuovo sistema di risorse proprie oltre che da quello europeo dovrà essere approvata singolarmente dai Parlamenti nazionali degli Stati membri.

    Fonti di Bruxelles assicurano che Sassoli, von der Leyen e Merkel hanno concordato che un accordo politico debba trovarsi entro ottobre anche sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP), per riuscire a fare entrare in vigore bilancio e fondo di ripresa già a partire dal primo gennaio 2021, come previsto. Chiudere un “buon accordo è la loro massima priorità per le prossime settimane” e per questo hanno concordato un metodo e un calendario per garantire che il pacchetto di recupero sia pronto entro quella data.

    “Stanno iniziando i negoziati sul pacchetto di ripresa e sul QFP”, scrive Sassoli su Twitter ricordando che le priorità esposte dal Parlamento europeo sono già chiare alle altre istituzioni. “Stiamo lavorando per fornire risposte ai cittadini e non vogliamo rinunciare alle nostre ambizioni”, aggiunge.

    Senza un accordo sul bilancio o con l’eventuale bocciatura del budget pluriennale da parte degli eurodeputati (che possono bocciare o approvare la proposta di bilancio in blocco, senza possibilità di emendarla) si andrebbe incontro all’esercizio provvisorio di bilancio. Ma vista la natura emergenziale della situazione, si rischierebbe di ritardare ulteriormente lo sblocco delle risorse destinate alla ripresa e dunque è nell’interesse di tutti scongiurare ulteriori ritardi. Per favorire i negoziati, la presidente von der Leyen, fanno sapere dal Berlaymont, ha proposto di organizzare incontri a scadenza regolare con Merkel e Sassoli a partire da metà settembre.

    Tags: Angela Merkelbilancio di lungo terminebilancio europeo 2021-2027consiglio europeoDavid SassoligermaniaNext Generatuion Euparlamento europeoursula von der leyen

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