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Scholz:
Nello schermo in alto a sinistra il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, in occasione della video-audizione in commissione Affari economici del Parlamento europeo [Bruxelles, 2 settembre 2020]

Scholz: "E' ora della tassa sulle transazioni finanziarie per dare all'UE maggiori risorse proprie"

Il ministro delle Finanze tedesco e presidente di turno dell'Ecofin traccia la rotta: la crisi rende più che mai necessario un progetto a cui gli europei lavorano da anni. "Dobbiamo essere sicuri di avere le risorse per finanziare la ripresa"

Bruxelles – Il momento della tassa europea sulle transazioni finanziarie è adesso. Ne è convinto Olaf Scholz, ministro delle Finanze tedesco e presidente di turno del consiglio Ecofin. La crisi portata dalla pandemia di Coronavirus ha indotto i governi dell’UE a varare un pacchetto di misure senza precedenti. La Commissione europea potrà reperire soldi sui mercati, per darli gli Stati membri. “Ma quando chiediamo soldi in prestito poi quei soldi vanno restituiti. Come? Attraverso la tassa sulle transazioni finanziarie”, dice Scholz nel corso dell’audizione in commissione Affari economici del Parlamento europeo.

La Germania ha rotto gli indugi. Va trovata una fonte di reddito per l’UE diversa dai contributi nazionali. “Questa tassa è uno degli strumenti” a disposizione, assieme alle proposte di tasse sulla plastica o sulla produzione di carbonio. Ma è sul prelievo nei confronti delle operazioni finanziarie che il tedesco pone l’accento nel suo dibattito con gli europarlamentari. Dice di volerci lavorare da qui alla fine dell’anno, periodo della presidenza tedesca di turno del Consiglio dell’UE. Intanto, spiega, “ha senso” parlarne. Già adesso “esistono diversi sistemi di questo tipo di tassa”, e allora “si rende necessario trovare una via di accordo tra questi diversi sistemi” esistenti. Occorre armonizzare e ampliare, in sostanza.

In secondo luogo, ricorda sempre il ministro tedesco, “sulle risorse proprie abbiamo preso decisioni relative a questa crisi” da COVID-19. L’obiettivo è aiutare gli Stati membri a riprendersi”, ma in prospettiva, una volta introdotta, la speciale tassa è concepita per restare. “In Europa tassiamo tutto, l‘unica cosa che non tassiamo sono le transazioni finanziarie”. E’ il momento di colmare il vuoto impositivo. “Va fatta pressione, chiunque deve capire” la necessità di procedere in questo senso.

La Germania è da sempre a favore di questo tipo di tassa. E’ nel gruppo dei dieci governi che già nel 2014 si erano detti disposti a lavorare, tramite cooperazione rafforzata, all’introduzione del prelievo sulle operazione di compra-vendita sui mercati finanziari. Un lavorio proseguito a rilento, che ha visto governi sfilarsi in corso d’opera, e che già la Francia ha provato a rilanciare. Adesso la crisi e la necessità di finanziarsi dà nuova linfa al dossier.

“La crisi innescata dal Covid è senza precedenti, ha prodotto una profonda recessione e avrà conseguenze sociali”, ricorda Scholz. “Sono state prese decisioni molto importanti, che sostengo. Ora dobbiamo essere sicuri di avere le risorse per finanziare questa ripresa“. La tassa sulle transazioni finanziarie intende offrire queste certezze.

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