- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 5 Giugno 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Bielorussia, quinta domenica di proteste contro Lukashenko. Ma l’UE riceve critiche opposte da Russia e Lituania

    Bielorussia, quinta domenica di proteste contro Lukashenko. Ma l’UE riceve critiche opposte da Russia e Lituania

    Mentre a Minsk decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per chiedere le dimissioni del presidente, Mosca ha definito le sanzioni "unilaterali e illegali". Per Vilnius invece l'inazione dell'Unione sta minando la sua credibilità in politica estera

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    7 Settembre 2020
    in Politica Estera

    Bruxelles – Un’altra domenica di proteste in Bielorussia, la quinta consecutiva scandita dalla richiesta di dimissioni del presidente Alexander Lukashenko a seguito delle elezioni del 9 agosto 2020. Circa centomila manifestanti hanno sfilato per le strade della capitale Minsk in direzione del palazzo presidenziale, prima di essere bloccati da polizia ed esercito. E mentre i bielorussi cercano sostegno internazionale per guidare la transizione democratica nel Paese, l’Unione Europea si trova in mezzo a due fuochi: la Lituania, che l’accusa di mancanza di polso in politica estera e chi, come la Russia, si scaglia contro la decisione di imporre sanzioni contro i responsabili delle irregolarità elettorali.

    Critiche di immobilismo

    “A volte reagiamo troppo tardi, le nostre misure sono frammentate e non fanno alcuna impressione sulla società o sulle persone al potere. Quando non manterremo fede ai nostri impegni nazionali, distruggeremo le nostre stesse fondamenta. Il popolo bielorusso non dovrebbe sentirsi abbandonato”. È questo il duro commento del ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevičius, in un’intervista al Financial Times.

    Al termine del vertice informale di Gymnich, a Berlino (27-28 agosto), i ministri degli Esteri dell’Ue avevano raggiunto un accordo sulle sanzioni da applicare contro soggetti individuabili come responsabili delle repressioni e dell’uso della forza sui manifestanti bielorussi pacifici. Nonostante diversi ministri avessero sollecitato un’azione rapida, i tempi si sono dilatati nel tentativo di “rispettare tutte le procedure legali”, ha spiegato l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell.

    “Quello che vediamo in Bielorussia è la continua repressione e intimidazione della popolazione, assistiamo ad arresti arbitrari. Consideriamo inaccettabili le azioni delle autorità in Bielorussia“, ha detto oggi un portavoce dell’esecutivo comunitario.

    Il ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevičius

    “L’Unione Europea avrebbe dovuto applicare misure come hanno fatto Lituania, Lettonia ed Estonia. Avremmo preferito sanzioni comunitarie, ma era meglio parlare con una sola voce, perché nessuna voce non è un’opzione“, ha continuato nell’intervista il ministro lituano. Il 1° settembre i tre Paesi baltici hanno imposto un embargo di viaggio a 30 alti funzionari dell’amministrazione Lukashenko, tra cui lo stesso presidente.

    Linkevičius ha poi commentato l’avvertimento all’Ue da parte del presidente russo, Vladimir Putin, di non interferire in Bielorussia: “L’Unione Europea dovrebbe inviare il messaggio che piuttosto è inaccettabile che la Russia intervenga negli affari interni della Bielorussia“.

    La sfida russa

    È proprio la Russia ad aver alzato i toni in risposta alle sanzioni annunciate dall’Ue. Attraverso la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, da Mosca è arrivata la critica di “tentare di influenzare la situazione in Bielorussia”. E ancora: “Invece di mostrare moderazione e tatto, cruciali per creare le condizioni per un dialogo nazionale inclusivo, l’Occidente ha ancora una volta optato per sanzioni unilaterali illegali“.

    MFA spox #Zakharova: Regrettably, EU continues its attempts to influence situation in #Belarus. Instead of showing restraint and tact, crucial for creating conditions for inclusive national dialogue, the West once again opted for illegal unilateral sanctions. pic.twitter.com/3sQz2hqFO2

    — Russian Embassy, UK (@RussianEmbassy) September 3, 2020

    Zakharova ha poi commentato la riunione informale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di venerdì 4 settembre, chiesto dall’Estonia e che ha ospitato l’intervento di Svetlana Tikhanovskaya, candidata alla presidenza dell’opposizione bielorussa: “È stata una flagrante interferenza negli affari interni. Gli sviluppi post-elettorali in Bielorussia non rappresentano una minaccia per la pace e la sicurezza internazionali”.

    Le anime dell’opposizione

    Intanto in Bielorussia è iniziata la quinta settimana di proteste contro Lukashenko, battezzato l’ultimo dittatore d’Europa: il leader bielorusso governa il Paese 26 anni e ha dichiarato la propria rielezione con l’80% dei voti lo scorso 9 agosto. Durante la manifestazione di domenica 6 settembre, decine di migliaia di manifestanti sono scesi per le strade di Minsk con quella che è diventato il simbolo dell’opposizione: la storica bandiera bianco-rosso-bianca usata prima che la Bielorussia diventasse una Repubblica sovietica.

    Inizialmente diretti verso il palazzo dell’Indipendenza, residenza di Lukashenko, i manifestanti sono stati respinti da una massiccia presenza militare, tra truppe dell’esercito, carri armati, cannoni ad acqua e veicoli corazzati. I gruppi dell’opposizione si sono poi dispersi nei quartieri centrali della capitale e secondo il gruppo bielorusso per i diritti umani Viasna almeno 37 manifestanti sono stati arrestati a margine della manifestazione.

    Il giorno precedente, sabato 5 settembre, migliaia di donne hanno marciato per la capitale della Bielorussia chiedendo le dimissioni del presidente, mentre gli studenti universitari hanno manifestato contro la detenzione dei compagni, dopo l’ondata di arresti del 1° settembre davanti alla sede dell’Università Statale di Minsk. Per la prima volta dall’inizio delle proteste si sono visti in corteo anche i sostenitori della comunità LGBT con le bandiere arcobaleno, segno che l’opposizione al regime autoritario di Lukashenko sta ampliando le rivendicazioni politiche e sociali.

    Con le proteste che si fanno sempre più estese, l’opposizione politica inizia però a faticare nel tenere compatte tutte le anime, anche considerato il fatto che i leader sono quasi tutti in esilio all’estero. In particolare, sembra stia emergendo una prima grossa frattura: per una parte la riforma costituzionale è l’unico orizzonte, mentre per un’altra la priorità sono le dimissioni del presidente. Maria Kolesnikova, una dei vertici dell’entourage di Svetlana Tikhanovskaya, ha annunciato di voler lanciare un nuovo partito, “Insieme”, per spingere sulla questione delle riforme costituzionali. Una dichiarazione che ha suscitato il rimprovero proprio di Tikhanovskaya, per la quale le due rivendicazioni si trovano su due piani differenti e con differenti priorità.

    In un’intervista a EUobserver uno dei leader dell’opposizione bielorussa, Valery Tsepkalo, ha invece sollecitato l’Unione Europea e gli Stati Uniti a rivelare dove il presidente Lukashenko nasconda i suoi soldi all’estero, se davvero vogliono aiutare le proteste. Raggiunto al telefono in Polonia, dove si trova in esilio, Tsepkalo ha affermato: “Lukashenko ha i suoi soldi in paradisi fiscali in Europa, ma anche in Qatar e Dubai. Non credo che sia un grande segreto per la comunità finanziaria globale. E apprezzeremmo davvero se i Paesi occidentali li rivelassero al popolo bielorusso, in modo che tutti possano vedere come sta abusando del potere per arricchirsi”.

    Tags: Alexander LukashenkoBielorussiajosep borrellLituaniaprotesterussiasanzioniue-bielorussiaunione europea

    Ti potrebbe piacere anche

    [Foto: Unsplash]
    Industria e Mercati

    Meno fumatori, ma più sigarette illegali: nell’UE il mercato illecito supera il 10 per cento

    3 Giugno 2026
    Il ministro della Sicurezza nazionale di Israele, Ben Gvir [foto: imagoeconomica]
    Politica Estera

    Israele, l’UE discute le sanzioni a Ben Gvir ma rimanda la decisione al 15 giugno

    28 Maggio 2026
    [Foto: Unsplash]
    Net & Tech

    Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC), l’Italia è terzultima nell’UE per quota di specialisti

    27 Maggio 2026
    Concimi naturali via Iamgoeconomica
    Agrifood

    Lollobrigida: “Bene lo stop ai dazi sui fertilizzanti ma non basta, serve una strategia industriale”

    26 Maggio 2026
    Il presidente della Russia, Vladimir Putin. Contro di lui l'Ue poteva fare di più in termini di sanzioni, ammette la Commissione europea [foto: imagoeconomica]
    Notizie In Breve

    UE, il Consiglio estende di un anno le sanzioni a Mosca per violazioni di diritti umani in Russia

    26 Maggio 2026
    Ursula von der Leyen e Gitanas Nausėda a Vilnius [Foto: EC - Audiovisual Service
]
    Politica

    Von der Leyen: “Quando i Paesi baltici vengono messi alla prova, è l’Europa intera a esserlo”

    26 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Bandiera europea. Crediti: Commissione europea

    Per l’UE le attività in Siemens del neo-inviato speciale per l’IA non sono un problema

    di Iolanda Cuomo
    5 Giugno 2026

    Secondo la Commissione europea, Snabe, presidente del Consiglio di sorveglianza di Siemens AG, non deve abbandonare le sue attività nell'azienda...

    La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente francese Emmanuel Macron in Montenegro [Foto: EC - Audiovisual Service]

    Allargamento, in Montenegro si fa strada l’ipotesi di un’integrazione graduale per nuovi membri UE

    di Valeria Schröter
    5 Giugno 2026

    La proposta di Francia e Germania trova aperture nel summit UE-Balcani occidentali a Tivat, e sembra interessare anche la presidente...

    Orkhan Zeynalov, vice ministro per l'Energia dell'Azerbaijan [Foto: governo azero https://minenergy.gov.az/en/xeberler-arxivi/energetika-nazirliyinde-beynelxalq-emekdasliq-sobesinin-mudiri-vezifesine-yeni-teyinat-olub]

    Il monito all’UE dal viceministro all’Energia azero: “Servono regolamentazioni più flessibili”

    di Annachiara Magenta annacmag
    5 Giugno 2026

    Nota di riconoscimento per l'Italia, che per il viceministro all'Energia Orkhan Zeynalov rappresenta "la porta di accesso ai mercati dell'Europa...

    Cittadini somali. Crediti: Mohamed Abukar via Unsplash

    Il Consiglio UE valuta se ridurre i visti per i cittadini somali

    di Iolanda Cuomo
    5 Giugno 2026

    Per i Ventisette “la cooperazione con la Somalia in materia di riammissione dei suoi cittadini è insufficiente”. Nonostante la guerra...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione