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Apple, la Commissione fa ricorso contro la sentenza del Tribunale UE sugli aiuti di stato in Irlanda
La commissaria Ue alla Concorrenza Margrethe Vestager

Apple, la Commissione fa ricorso contro la sentenza del Tribunale UE sugli aiuti di stato in Irlanda

Nella sentenza "commessi errori di diritto", spiega la commissaria Margrethe Vestager. La Commissione europea aveva chiesto al governo di Dublino di riscuotere dal colosso tecnologico 13,1 miliardi di euro frutto di agevolazioni eccessive

Bruxelles – La Commissione europea ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte di giustizia europea la sentenza del luglio 2020 sugli aiuti di stato ad Apple in Irlanda. Il Tribunale dell’UE aveva dato ragione all’azienda di Cupertino, annullando una precedente decisione della Commissione europea dell’agosto 2016 con cui si chiedeva al governo di Dublino di riscuotere da Apple 13,1 miliardi di euro di tasse perché riteneva che l’Irlanda avesse concesso aiuti di stato illegali al colosso tecnologico attraverso agevolazioni fiscali selettive. La decisione di fare ricorso alla Corte UE è stata comunicata venerdì 25 settembre Margrethe Vestager in una nota.

Secondo la sentenza del Tribunale di luglio la Commissione non era riuscita a dimostrare “in modo giuridicamente adeguato” che il colosso tecnologico avesse ricevuto un vantaggio economico illegale in Irlanda. Per questo motivo aveva annullato la decisione. La commissaria europea responsabile per la concorrenza spiega che la sentenza del Tribunale dell’UE “ha sollevato importanti questioni giuridiche che sono rilevanti per la Commissione” in materia di aiuti di stato. Non solo, Vestager sottolinea che “la Commissione ritiene rispettosamente che nella sua sentenza il Tribunale abbia commesso una serie di errori di diritto”. Da qui la decisione di fare appello.

Se gli Stati membri concedono ad alcune società “multinazionali vantaggi fiscali che non sono disponibili per i loro rivali, ciò danneggia la concorrenza leale nell’Unione europea in violazione delle norme sugli aiuti di Stato”, conclude la commissaria.

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