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Dubbi di cartello, UE avvia indagine sulle pratiche di Conserve Italia

Dubbi di cartello, UE avvia indagine sulle pratiche di Conserve Italia

L'esecutivo comunitario ha notificato l'indagine approfondita. Nel mirino l'attività commerciale condotta nel mercato unico "per numerosi anni consecutivi". In caso di conferma si rischiano multe salate

Bruxelles – Il sospetto di violazione di regole comunitarie in materia di concorrenza. L’Antritrust europeo ha messo nel mirino Conserve Italia e la sua controllata Conserves France SA (congiuntamente, Conserve Italia). L’accusa è quella di cartello. Avrebbe cioè partecipato “collusivamente” ad una pratica sleale di fissazione dei prezzi e della ripartizione delle quote di mercato. Un modo di fare che, “per numerosi anni consecutivi”, avrebbe garantito profitti attraverso il coordinamento della propria politica commerciale con quella di altri partecipanti al mercato.

Conserve Italia è uno dei maggiori gruppi conservieri in Europa. E’ una cooperativa agricola italiana che produce, tra le altre cose, conserve vegetali. Membro di Confcooperative, controlla i marchi Valfrutta, Yoga, Derby Blue, Cirio, Juver, St Mamet e Jolly Colombani. Maurizio Gardini, attuale presidente, del gruppo, è anche presidente di Confcooperative. A lui è stata notificato l’avvio di indagini approfondite sulla base dei dubbi emersi.

Il rischio adesso è quello di multe milionarie. In base alle regole, dopo che le parti hanno esercitato i loro diritti di difesa, se la Commissione europea conclude che esistono prove sufficienti dell’esistenza di un’infrazione, l’UE può infliggere un’ammenda dall’importo fino al 10% del fatturato mondiale annuo dell’impresa.