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Domenica torna l'ora solare, potrebbe essere l'ultima volta

Domenica torna l'ora solare, potrebbe essere l'ultima volta

Una normativa europea in corso di approvazione potrebbe abolire lo spostamento delle lancette ogni sei mesi a partire da 2021. I cittadini francesi hanno già scelto l'ora legale perpetua

Bruxelles – La notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre si dormirà un’ora di più: torna l’ora solare. Quella notte alle 03.00 le lancette torneranno indietro di un’ora, alle 02.00. Durerà fino alla notte tra il 27 e il 28 marzo 2021, quando ritornerà l’ora solare. Forse.

Questo potrebbe essere uno degli ultimi spostamenti di lancette. Il Parlamento europeo, nel marzo 2019, ha approvato una proposta della Commissione europea in base alla quale entro la primavera del 2021 tutti gli Stati europei dovranno decidere un’ora e restare sempre in quella, senza cambiamenti stagionali. Bruxelles vigilerà perché le scelte siano coordinate per zone, e non ci siano continui salti di orario, ad esempio con Spagna, Belgio e Polonia dove sono le 12.00 e Francia, Austria e Ungheria dove sono le 13.00.

La posizione del Parlamento dovrà essere oggetto di confronto con i governi prima di diventare norma esecutiva, e non è chiara la posizione di molte cancellerie. In Francia si è fatto un passo in più: due milioni di cittadini poco più di un anno fa risposero alla consultazione pubblica aperta nel febbraio 2019 dall’Assemblea Nazionale, e il 59.17% scelse di mantenere per sempre l’ora legale.

Certo è che a trarre vantaggio dall’abolizione dell’ora legale saranno in particolare i Paesi nordici, dove le giornate estive sono comunque lunghe e quelle invernali comunque brevi, con alternanza di luce e buio poco o per niente percettibili anche spostando in avanti o indietro le lancette di un’ora. Per i Paesi del sud, invece, l’ora legale, regalando un’ora in più di luce la sera e levandola all’alba, permette significativi risparmi di energia alle famiglie e alle imprese, con un positivo impatto anche sulla protezione dell’ambiente.

La scelta della Commissione, e poi del Parlamento, ha lasciato molte perplessità, anche perché basata su un sondaggio che ha dato un 84 per cento di favorevoli all’ora “unica”, al quale hanno partecipato solo 4,6 milioni dei 500 milioni di cittadini europei, e il 70 per cento dei quali erano tedeschi.

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