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    Home » Politica Estera » Scontro UE-Turchia dopo gli attacchi di Erdogan a Macron: “Islamofobia peste d’Europa”. La replica: “Stop provocazioni”

    Scontro UE-Turchia dopo gli attacchi di Erdogan a Macron: “Islamofobia peste d’Europa”. La replica: “Stop provocazioni”

    Ieri il presidente turco ha paragonato "l'atteggiamento verso i musulmani al linciaggio contro gli ebrei prima della seconda guerra mondiale" e ha accusato il Parlamento UE di non fare abbastanza. Sassoli rivendica di essere "dalla parte della libertà d'espressione"

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    27 Ottobre 2020
    in Politica Estera
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    Bruxelles – È scontro totale tra Europa e Turchia a seguito delle dichiarazioni del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ieri (lunedì 26 ottobre) ha paragonato “l’islamofobia europea” al “linciaggio contro gli ebrei prima della seconda guerra mondiale”. Dopo queste parole al vetriolo, rivolte in particolare contro il presidente francese, Emmanuel Macron, dall’UE si è levata una ferma condanna: “Gli attacchi contro la Francia e il presidente Macron sono inaccettabili”, ha attaccato su Twitter il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli. “Il Parlamento UE esprime solidarietà al popolo francese ed è dalla parte della libertà d’espressione. Chiedo alla Turchia di mettere fine a questo pericoloso scontro“. La dichiarazione di Sassoli è arrivata dopo che lo stesso Erdogan aveva chiamato in causa proprio il Parlamento UE: “Demonizzando i musulmani non ci guadagnerete nulla. Il Parlamento Europeo, che a ogni occasione si esprime sul nostro Paese, non può ignorare l’islamofobia nel continente”.

    Il casus belli del violento botta e risposta, che ha portato allo sdegno internazionale per i toni raggiunti dal presidente Erdogan, sono state le parole di Macron della scorsa settimana sulla necessità di “gettare le basi di un Islam compatibile con i valori della Repubblica“. Il presidente francese aveva così commentato la situazione nel Paese dopo l’omicidio di Samuel Paty, il professore decapitato per aver mostrato in classe le vignette di Charlie Hebdo su Maometto durante una lezione sulla libertà di espressione. Da quel momento, la situazione è degenerata ed Erdogan è arrivato – eufemisticamente – a mettere in dubbio la salute mentale di Macron.

    Les attaques du Président Erdogan contre la France e le Président @EmmanuelMacron sont inacceptables. L'@Europarl_FR est solidaire du peuple français et du côté de la liberté d'expression. Je demande à la Turquie de mettre fin à cette dangereuse confrontation.

    — Roberta Metsola (@EP_President) October 27, 2020

    Gli attacchi di Erdogan

    Sabato Erdogan aveva concentrato i suoi attacchi proprio contro il presidente francese personalmente: “Considerate le sue politiche nei confronti dei musulmani, Macron avrebbe bisogno di controlli mentali“, aveva provocato in un discorso televisivo. “Cos’altro si può dire di un capo di Stato che tratta in questo modo milioni di membri di diversi gruppi religiosi?” In risposta a queste “inaccettabili frasi”, l’Eliseo ha richiamato l’ambasciatore francese ad Ankara per consultazioni. “L’offesa e la volgarità non sono un metodo. Esigiamo che Erdogan cambi il corso della sua politica, poiché essa è pericolosa da tutti i punti di vista”, è stata la risposta da Parigi, che ha fatto notare “l’assenza di messaggi di condoglianze e di sostegno da parte del presidente turco dopo l’assassinio di Samuel Paty”. Non soddisfatto, domenica Erdogan è tornato ad affermare che “Macron è ossessionato da me giorno e notte. È un caso, e per questo ha bisogno di sottoporsi a esami mentali”, invitando poi la nazione a boicottare i prodotti francesi.

    Ma il presidente turco non si è fermato qui e ieri ha deciso di rincarare la dose di accuse, questa volta contro l’Europa intera: “L’islamofobia è una peste dei Paesi europei. In alcuni l’odio verso l’Islam e i musulmani è diventata una pratica promossa persino dai presidenti”. Tra questi sembrerebbe comparire anche la Germania: “Faccio un appello alla cancelliera Angela Merkel. Se voi avete la libertà di religione, come mai ci sono stati quasi cento attacchi contro le moschee?” E poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso: “Voi siete i veri fascisti, siete gli eredi dei nazisti“.

    La reazione internazionale

    Già domenica erano arrivate le condanne da parte dell’Unione Europea per gli attacchi subiti dal presidente francese. L’alto rappresentante UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, aveva definito “inaccettabili” le frasi pronunciate da Erdogan e su Twitter aveva richiamato Ankara per “cessare questa pericolosa spirale di scontro”. La stessa presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, aveva poi rilanciato il messaggio, affermando di essere “dalla parte della Francia” dopo gli eventi che hanno seguito l’attentato a Paty.

    Nous sommes aux côtés de la France suite à l’attentat terroriste qui a coûté la vie à Samuel Paty.

    We stand by France’s side in the wake of the terrorist attack that killed Samuel Paty. https://t.co/IsSvCDXy5y

    — Ursula von der Leyen (@vonderleyen) October 25, 2020

    “Condanniamo fermamente gli insulti inaccettabili del presidente turco contro Emmanuel Macron”, ha commentato il presidente del gruppo del Ppe al Parlamento Europeo, Manfred Weber. “Con queste provocazioni Erdogan dimostra ancora una volta che si sta allontanando ogni giorno di più dai valori europei”. Anche per il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, ha sostenuto che “le parole del presidente Erdogan sono diffamatorie e assolutamente inaccettabili”. Il primo ministro dei Paesi Bassi, Mark Rutte, si è schierato “saldamente per i valori collettivi dell’Unione Europea, per la libertà di parola e contro l’estremismo e il radicalismo”. Oltre alla solidarietà verso Macron, il premier italiano, Giuseppe Conte, ha ricordato anche che “le invettive personali non aiutano l’agenda positiva che l’UE vuole perseguire con la Turchia ma, al contrario, allontanano le soluzioni”.

    Israele ha respinto invece “con sdegno” l’equiparazione fra la lotta contro l’estremismo islamico in Francia e la politica dei nazisti nei confronti degli ebrei. Lior Hayat, portavoce del ministero degli Esteri, ha dichiarato anche che “gli appelli al boicottaggio di prodotti nei confronti della Francia rappresentano un cinico sfruttamento politico della libertà di espressione che fomenta odio”.

    Tags: Angela Merkelcommissione europeaDavid SassoliEmmanuel Macronfranciagermaniaislamofobialibertà espressioneparlamento europeoRecep Tayyip Erdoğanturchiaunione europeaursula von der leyen

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