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Lagarde: "La prima parte del 2021 sarà molto difficile, con vaccino nessuna svolta"

La presidente della BCE avverte sui rischi previsti per il prossimo e invita a evitare eccessi di entusiasmi per un siero i cui effetti non saranno immediati. Critica indiretta per il veto sul bilancio UE e recovery fund: "Mi ha sorpreso l'efficienza dei 27 per approvarlo"

Bruxelles – Le voci sul possibile sviluppo di un vaccino anti-COVID sono certamente incoraggianti, ma non bisogna cedere all’entusiasmo. Al contrario, occorre restare con i piedi per terra e prepararsi al 2021, che si annuncia ricco di insidie. E’ il monito della presidente della BCE, Christine Lagarde, lanciato in occasione della partecipazione al New Economy Forum di Bloomberg.

Ritengo che il 2021 sarà molto difficile nella prima parte dell’anno, e non prevedo una fine della pandemia prima della fine dell’anno“, dice Lagarde. Il 2021, dunque, non sarà l’anno della svolta. Da un punto di vista economico, non è una novità. La Commissione europea ha già chiarito che una ritorno ai livelli economici pre-pandemia non è attesa prima di due anni, a partire dal 2021. Alla BCE, fa sapere Lagarde, al momento le previsioni non cambiano.

Non voglio minimizzare le notizie che arrivano sul vaccino, ma non sarà  un grande punto di svolta“. Questo perchè se tutto va bene “sarà disponibile a metà 2021” e ci vorrà tempo perché possa iniziare ad avere effetti reali sulla società e dunque per il tessuto produttivo. Quindi occorre essere pazienti e nel frattempo continuare a ragionare come fatto finora, restando nell’ottica di una situazione di fatto emergenziale e piena di incertezze.

Va detto che l’UE ci ha messo del suo, vanificando quanto riuscito a fare, pur faticosamente. “La risposta da 540 miliardi di euro è stata approvata con grande rapidità”, ricorda Lagarde. Da quanto ricopre il ruolo di presidente della BCE, confida, “quello che mi ha sorpreso è stata l’efficienza tra i 27 leader e la consapevolezza mostrata nella decisione per il bilancio di lungo termine e il meccanismo per la ripresa”. Peccato che questi due strumenti siano ora bloccati a causa del veto di Polonia e soprattutto Ungheria.

Lagarde non entra nel merito, ma è chiaro che l’elogio per l’accordo politico sui due dossier rappresenti un’automatica critica all’impossibilità di renderli operativi. “Certamente c’erano delle divisioni, ma sono state superate”, dice riferendosi al negoziato di luglio, non certo semplice, ma comunque alla fine portato a termine con successo. Un esito che aveva suscitato le felicitazioni della stessa Lagarde, già a favore di questa ricetta molto prima della sua approvazione. Ma adesso gil ultimi sviluppi non aiutano a guardare al 2021 con minor preoccupazione.

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