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    Home » Sport » Coronavirus, l’UE ribadisce il sostegno allo sport europeo. Ma serve maggiore coordinamento internazionale

    Coronavirus, l’UE ribadisce il sostegno allo sport europeo. Ma serve maggiore coordinamento internazionale

    Discusso al Consiglio dei ministri dello Sport l'impatto della pandemia sulle competizioni sportive e le prospettive per il 2021. Il presidente del Parlamento UE, David Sassoli, al lavoro con l'UEFA per tutelare calcio e valori europei

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    2 Dicembre 2020
    in Sport
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    Bruxelles – Pieno sostegno al movimento sportivo europeo e alle competizioni internazionali, ma la linea da seguire rimane ancora tutta da definire. Quello che emerge dal Consiglio dei ministri dello Sport dell’Unione Europea è soprattutto una presa di coscienza della risposta data dalle associazioni sportive alla pandemia Covid-19 nel corso della stagione 2019-2020 nei diversi Stati membri e di come si stia riprogrammando il prossimo futuro in attesa del vaccino.

    “Sappiamo quanto le competizioni internazionali siano una parte fondamentale dello sport”, ha commentato la commissaria europea per la Cultura, l’istruzione e la gioventù, Mariya Gabriel. “Attrarre eventi sportivi in Europa è fondamentale perché fonte di reddito e di socialità”. E se uno studio sull’impatto del Covid-19 sul settore sportivo ha confermato le difficoltà a livello di liquidità e il rischio di disoccupazione per atleti e staff, “l’Unione Europea deve garantire i finanziamenti, aiutando la ripresa del settore sportivo internazionale“.

    I ministri attorno al tavolo hanno quindi rilevato la necessità di armonizzare le normative vigenti nei Paesi membri, studiare i modi in cui l’Unione possa coordinare, e stimolare la condivisione delle informazioni sui protocolli nazionali. Il capo dipartimento per lo Sport del governo italiano, Giuseppe Pierro, è stato chiaro sul fatto che “la pandemia ha fatto emergere l’urgenza di una maggiore collaborazione nell’Unione Europea, perché esistono ancora troppe divergenze sui protocolli sanitari tra i diversi Stati membri”.

    Di “dibattito importante per cercare di coordinare le misure adottate negli Stati membri”, ha parlato il sottosegretario parlamentare di Stato tedesco responsabile allo Sport, Stephan Mayer. “Tutti e Ventisette hanno dovuto adottare misure stringenti nello sport, anche per quanto riguarda le competizioni sportive nazionali e internazionali”.

    https://twitter.com/GabrielMariya/status/1333806105785458690?s=20

    La testimonianza del mondo dello sport

    Un punto più preciso sulla situazione che le associazioni sportive si stanno trovando ad affrontare in Europa lo hanno offerto tre rappresentanti internazionali di rilievo. Il vicepresidente del Comitato olimpico europeo, Niels Nygaard, ha aggiornato i ministri sulle conseguenze della posticipazione dei Giochi di Tokyo 2020. “Si registrano sia a livello di programmazione della vita degli atleti, ma anche sul fronte economico. Molti sponsor nazionali non riescono ad adempiere ai propri impegni e in tutto si stima un impatto per circa 6 miliardi di euro“. Nygaard ha portato alla luce anche la perdita di reddito degli atleti a tutti i livelli. “In Germania è stato stimato che il Covid-19 abbia portato a una diminuzione media di 1.287 euro al mese. Da parte nostra, stiamo cercando di sostenere 1.600 atleti con un prolungamento delle borse Tokyo 2020, ma serve un supporto ulteriore”. Da qui la richiesta di aiuti, quindi. “Dovremo impegnarci finanziariamente, perché senza il sostegno del Comitato olimpico non potrebbero farcela e senza i Giochi non avrebbero la visibilità necessaria per restare in piedi in futuro”.

    Un’associazione che ha saputo reagire in modo rapido a una situazione d’emergenze è stata l’Unione internazionale dei ciclisti (UCI). La direttrice generale, Amina Lanaya, ha spiegato che “il piano di ripartenza delle corse a luglio si è basato sulla creazione di stretti protocolli sanitari, rimaneggiando completamente i calendari”. In questo modo è stato possibile organizzare diversi campionati, come quello di ciclismo su strada a Imola e quello di mountain-bike in Austria, oltre alle tre corse a tappe più importanti: Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a España. “Abbiamo testato tutti i membri delle squadre, rispettando regolamenti sanitari stringenti in ogni competizione”, ha continuato Lanaya. “Sono stati effettuati più di 17 mila test, con soli 59 casi positivi“. Grazie al successo di queste misure, l’UCI confida di poter gestire anche il prossimo anno.

    Una soluzione differente è stata trovata invece nel mondo della pallacanestro, come illustrato da Novak Kamil, direttore esecutivo della Federazione Internazionale Pallacanestro (FIBA). “Abbiamo deciso che tutte le competizioni che fanno viaggiare delegazioni e squadre vadano si svolgano in ‘bolle’. La prima è stata organizzata per gli ottavi di finale della Champions League”. Nella pratica, “tutti i membri delle squadre devono sottoporsi a un test prima del viaggio e a uno prima di entrare nella bolla. Solo se tutti sono negativi si può entrare”. Contatti tra team diversi ridotti al minimo e nessuno verso l’esterno. “Nel caso di positività, avviene subito l’isolamento del singolo e tutta la squadra viene testata. C’è un team di gestione delle crisi con due dottori, più uno nominato dalla FIBA per ogni bolla e uno legato alle autorità sanitarie nazionali”, ha spiegato Kamil. Con questo protocollo si terranno le competizioni fino ad aprile/maggio del 2021, ma il direttore esecutivo ha chiesto un supporto a livello internazionale, considerato il fatto che i campionati europei maschili e femminili sono stati rinviati al 2022 per il rischio di sovrapposizione l’anno prossimo con i Giochi Olimpici.

    Sinergia UEFA-Parlamento UE

    Nel frattempo il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e il presidente dell’UEFA (Unione delle associazioni calcistiche europee), Aleksander Čeferin, hanno tenuto una videoconferenza per ribadire l’importanza del calcio europeo per gli obiettivi sociali e la ripresa dell’Europa. “Siamo uniti nella diversità, ma anche nell’amore per il calcio”, ha commentato Sassoli. “Avvicina persone di diversa provenienza e unisce le comunità, cosa di cui abbiamo bisogno ora più che mai nella ricostruzione post-Coronavirus“. Nell’impegno del Parlamento UE contro il razzismo, “lavoreremo a stretto contatto con la UEFA per la definizione di progetti che affrontino i pregiudizi e promuovano l’inclusione”, ha ricordato Sassoli, in particolare attraverso il Piano d’azione europeo contro il razzismo 2020-2025.

    Europe is united in diversity but also in its love of football. It brings people together and unites communities.

    Today I met with @UEFA President Aleksander Čeferin to discuss football's role in the fight against racism and in promoting inclusion → https://t.co/rpBoWtQhJN pic.twitter.com/NBgzOrKgOp

    — Roberta Metsola (@EP_President) December 1, 2020

    “Dalla promozione dei valori nell’educazione dei giovani a quelli dell’uguaglianza e della diversità, fino alla lotta contro ogni forma di discriminazione, UEFA e Parlamento Europeo condividono la visione del ruolo rappresentato dal calcio europeo come forza positiva”, ha sottolineato il presidente Čeferin. Il vertice dell’UEFA ha assicurato che il successo commerciale del calcio europeo “sarà ridistribuito e reinvestito nel gioco e nella società, dal rafforzamento del calcio femminile alla costruzione di campi da gioco per le comunità locali, fino a progetti innovativi di responsabilità sociale”. Gli ha fatto eco il presidente Sassoli: “Con il lento ritorno alla normalità dobbiamo tutelare il modello sportivo europeo“, basato su “solidarietà, coinvolgimento dei tifosi e rafforzamento delle comunità che condividono l’amore per il calcio e i valori dello sport”.  Grazie a questa collaborazione si potrà rafforzare un sentimento comune europeo: “L’UEFA ha un ruolo essenziale nel proteggere l’integrità del gioco e nel garantire un beneficio per tutta l’Europa”, ha concluso Sassoli.

    Tags: calciocomitato olimpicocommissione europeaconsiglio dei ministri sportConsiglio dell'UecoronavirusCovid 19David SassolifibaMariya Gabrielpandemiaparlamento europeosportuciueUefa

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