- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 16 Ottobre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica Estera » Brexit, negoziati UE-UK a un punto critico. La Camera dei Comuni verso il sì al progetto sul mercato interno

    Brexit, negoziati UE-UK a un punto critico. La Camera dei Comuni verso il sì al progetto sul mercato interno

    "Pessime notizie" dal capo-negoziatore Barnier: senza progressi il confronto degli ultimi giorni. Previsto per oggi un nuovo colloquio telefonico tra il premier Johnson e la presidente della Commissione von der Leyen

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    7 Dicembre 2020
    in Politica Estera

    Bruxelles – Siamo sul filo del rasoio. Non è un’interpretazione da opinionisti, ma le esatte parole pronunciate questa mattina (lunedì 7 dicembre) dal premier irlandese, Michael Martin, che ha seguito da vicino i colloqui post-Brexit. Il “filo del rasoio” è una questione di tempo perduto (oltre due mesi di negoziati intensi andati a vuoto) e rimasto (solo 24 giorni) alla fine del periodo di transizione, il 31 dicembre. Ma è anche una realtà che tutti conoscono, ma che non si può pronunciare a voce alta: il no deal è ormai diventato più un’opzione da dover sventare in extremis, piuttosto che uno spauracchio remoto per arrivare velocemente a un accordo. “È una cosa seria, non credo si possa essere eccessivamente ottimisti sull’emergere di una soluzione”, ha aggiunto Martin.

    Se non bastassero le parole del premier irlandese, a far calare una cappa scura su un possibile accordo è stato l’aggiornamento di stamattina da parte del capo-negoziatore, Michel Barnier, agli ambasciatori UE. “Le notizie che arrivano da Barnier sono pessime“, ha commentato il ministro degli Esteri irlandese, Simon Coveney, all’emittente Rte. “È stato molto cupo e molto cauto sulle possibilità di fare progressi oggi”. Rimangono critici i soliti tre nodi: pesca nelle acque britanniche, level playing field (insieme di regole e standard comuni che evitano un vantaggio competitivo delle imprese di un Paese) e governance (gestione dell’Accordo di recesso ed eventuali relazioni future). Indiscrezioni di fonti UE a The Guardian parlavano ieri di una “svolta” sulla questione della pesca, smentite però sia da Downing Street sia dal ministro degli Esteri irlandese: “Non è assolutamente ciò che abbiamo sentito questa mattina. Anche gli altri punti rimangono molto problematici”.

    https://twitter.com/SFischer_EU/status/1335838411819786241?s=20

    I negoziati a Bruxelles

    I negoziati sono ripresi ieri a Bruxelles dopo il colloquio telefonico di sabato tra la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il premier britannico, Boris Johnson. “Nessun accordo è fattibile se le tre questioni critiche non vengono risolte”, aveva commentato von der Leyen al termine del confronto. “Pur riconoscendo la gravità di queste differenze, abbiamo convenuto che i nostri team negoziali dovrebbero intraprendere un ulteriore sforzo”. Al termine della giornata di ieri, Londra ha definito “ridicole” le richieste avanzate dal team di Barnier e lo stesso capo-negoziatore ha confermato agli ambasciatori UE che non è stato fatto alcun progresso. “Al momento i colloqui sembrano in stallo e rimangono molti ostacoli”, ha aggiunto Coveney, ribadendo che “chiunque stia parlando di ripensamenti su una delle tre aree, non sta dando informazioni accurate”.

    Oggi continueranno i colloqui con la controparte britannica guidata da David Frost, nella prospettiva di dare una sferzata definitiva prima del nuovo colloquio telefonico di oggi (alle ore 17) tra la presidente della Commissione e il premier britannico. Secondo il tabloid brexiteer The Sun, Johnson sarebbe pronto a concedere non più di altre 48 ore ai negoziatori per verificare la possibilità di progressi dell’ultimo minuto. Il portavoce della Commissione, Eric Mamer, ha commentato che “non facciamo speculazioni sulla data dell’ultima chance per arrivare a un accordo e alla ratifica”, perché “abbiamo sempre detto che la sostanza ha la priorità sulla tempistica”. In ogni caso, mercoledì sembra davvero prospettarsi come data ultima per una decisione – accordo o non accordo che sia – considerato anche il fatto che al prossimo Consiglio Europeo (in programma per giovedì e venerdì) la questione della Brexit dovrebbe occupare uno spazio importante.

    Dai Ventisette stanno iniziando ad arrivare pressioni per chiudere a breve il negoziato. “Se si decidesse per il no deal, sarebbe meglio saperlo ora che a Natale”, ha dichiarato il ministro francese per gli Affari europei, Clement Beaune. “L’orizzonte temporale è molto stretto, una scelta dovrà essere fatta nei prossimi giorni”. Il ministro degli Esteri lussemburghese, Jean Asselborn, ha invece attaccato Boris Johnson, sostenendo che “se il Regno Unito assumerà la responsabilità del fallimento di questo negoziato, de facto lascerà l’Europa, perché sarebbe l’unico Paese senza un accordo commerciale”. Il portavoce della Commissione ha preferito non sbilanciarsi su “questioni geografiche, dal momento in cui il Regno Unito ha già abbandonato l’Unione Europea”.

    Sempre per oggi è in programma un incontro politico tra il vicepresidente per le relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche, Maroš Šefčovič, e il cancelliere del Ducato di Lancaster, Michael Gove (ministro senza portafoglio che agisce da braccio destro del premier Boris Johnson) sull’implementazione dell’Accordo di recesso, in particolare rispetto al protocollo sull’Irlanda del Nord. “Stiamo lavorando perché sia pienamente operativo dal 1° gennaio 2021”, ha commentato su Twitter lo stesso Šefčovič.

    https://twitter.com/MarosSefcovic/status/1335856574745751552?s=20

    L’ostacolo di Westminster

    Mentre a Bruxelles si discute di come raggiungere un accordo post-Brexit, a Londra ci si sta già muovendo per superarlo. È prevista per oggi la ripresa dell’iter parlamentare alla Camera dei Comuni dell‘Internal Market Bill, il controverso disegno di legge sul Mercato interno che violerebbe sia l’Accordo di recesso del Regno Unito dall’UE sia il diritto internazionale. Lo scorso 9 novembre la Camera dei Lord aveva votato a favore della rimozione delle clausole della parte quinta disegno di legge, mettendo in chiaro che non condividerà con il governo la responsabilità di un’eventuale violazione degli obblighi internazionali. Ma l’ultima parola è proprio della Camera dei Comuni (in quanto unica assemblea elettiva), che sembra indirizzata verso lo strappo con Bruxelles. Il voto arriverà giovedì, ma secondo gli osservatori è scontato l’esito: sarà approvato il progetto del governo e saranno respinti tutti gli emendamenti della Camera alta.

    Il punto più critico del disegno di legge riguarda il confine tra Irlanda del Nord e Repubblica di Irlanda (configurato nell’accordo del Venerdì Santo del 1998, che aveva sancito la fine del conflitto nell’isola). Secondo quando predisposto nell’apposito protocollo dell’Accordo di recesso, l’Ulster resterebbe temporaneamente all’interno dell’Unione doganale, evitando ripercussioni con la frontiera dell’Eire. In un secondo momento si dovrebbe definire meglio il funzionamento del confine. In modo del tutto unilaterale, Westminster sarebbe pronta a concedere invece al governo britannico di superare l’Accordo – come previsto dalla clausola 142 del disegno di legge – e portare anche Belfast al di fuori dall’Unione doganale il 1° gennaio 2021. L’approvazione dell’Internal Market Bill renderebbe del tutto superfluo il proseguo dei negoziati sull’Accordo di recesso, spezzando definitivamente la fiducia dell’UE nel Regno Unito.

    Tags: Accordo di recessoBoris JohnsonbrexitCamera dei Comuniconfine irlandadavid frostInternal Market BillMaros SefcovicMichael GoveMichael MartinMichel Barnierno dealRegno UnitoUe-Regno Unitounione europeaursula von der leyen

    Ti potrebbe piacere anche

    Commercio, von der Leyen, DiversifyEU, Antònio Costa, Consiglio europeo
    Economia

    Von der Leyen: “Basta dipendenze da un unico fornitore”. A dicembre il piano DiversifyEU

    16 Ottobre 2026
    Zelensky, Costa, von der Leyen, allargamento
    Politica Estera

    Allargamento UE, Costa a Zelensky: “Puoi contare su di noi”. I Ventisette puntano sulle riforme

    16 Ottobre 2026
    Riunione del Consiglio europeo del 15 ottobre 2026. Crediti: Consiglio europeo
    Economia

    I Ventisette in stallo sull’ETS, contro il caro-energia solo aiuti di Stato

    15 Ottobre 2026
    Fabbrica di auto elettriche cinese. Crediti: Imagoeconomica
    Mobilità e logistica

    Cresce il commercio di auto elettriche ed ibride nell’UE

    13 Ottobre 2026
    Bandiera del Montenegro. Crediti: Anna Kharkivska via Unsplash
    Le Brevi

    Il Montenegro si avvicina all’UE: chiusi tre capitoli negoziali su economia, statistica e politica sociale

    12 Ottobre 2026
    Il ministro del Commercio cinese, Wang Wentao, e il commissario europeo per il Commercio, Maroš Šefčovič. Crediti: Commissione europea
    Economia

    UE e Cina trovano la quadra su auto-ibride, Šefčovič: “Si dimezzerà l’export da Pechino”

    9 Ottobre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Commercio, von der Leyen, DiversifyEU, Antònio Costa, Consiglio europeo

    Von der Leyen: “Basta dipendenze da un unico fornitore”. A dicembre il piano DiversifyEU

    di Annachiara Magenta annacmag
    16 Ottobre 2026

    Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha annunciato una nuova riunione informale dei leader il 4 febbraio 2027 ad...

    Da sinistra: il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa; il presidente dell'Ucraina, Volodymir Zelensky: la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen [Bruxelles, 18 giugno 2024. Foto: European Council]

    Kiev chiede e l’UE risponde: pronti a lavorare sui bisogni finanziari aggiuntivi

    di Giulia Torbidoni
    16 Ottobre 2026

    La presidente dell'esecutivo europeo von der Leyen: "Il nostro sostegno conta più che mai, mentre la Russia mette alla prova...

    [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]

    Crollano gli arrivi di migranti, ma l’UE non abbassa la guardia. E la Danimarca attacca la Spagna

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    16 Ottobre 2026

    Soddisfatta la premier Meloni per "l'annuncio da parte della Commissione europea di nuove misure" e sui fatti di Ceuta spiega...

    Caro bollette [foto: Marco Cremonesi/imagoeconomica]

    DL Bollette, Meloni: intesa con Bruxelles sulle misure contro il caro energia

    di Redazione eunewsit
    16 Ottobre 2026

    "Ci permetterà di intervenire per abbassare i costi"

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione