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Bilancio e stato di diritto, ok dalle commissioni Bilancio e Controllo di bilancio del Parlamento Ue

Bilancio e stato di diritto, ok dalle commissioni Bilancio e Controllo di bilancio del Parlamento Ue

Mercoledì la plenaria al voto definitivo sul prossimo QFP e sul meccanismo di condizionalità dello stato di diritto legato al bilancio pluriennale dell'Ue

Bruxelles – Via libera dalle commissioni Bilancio e Controllo di bilancio del Parlamento europeo sul regolamento del prossimo Quadro finanziario pluriennale (2021-2027) e sul meccanismo di condizionalità dello stato di diritto legato ai fondi del bilancio Ue.

Dopo l’intesa trovata giovedì scorso sul bilancio a lungo termine 2021-2027 e il Recovery fund da 750 miliardi di euro, il pacchetto per rilanciare l’economia del Continente dopo la crisi del Covid-19 deve passare per il via libera dell’Eurocamera, che lo approverà in fretta durante la plenaria di questa settimana (14-18 dicembre). Prima del voto in plenaria, serviva però il passaggio formale nelle due commissioni Bilancio e Controllo di bilancio dell’Eurocamera, che hanno votato votato nel pomeriggio di oggi. 

La commissione per i bilanci ha approvato il regolamento sul prossimo Quadro finanziario pluriennale con 30 voti favorevoli, 2 contrari e 4 astensioni. Gli eurodeputati in plenaria voteranno sul QFP mercoledì 16 dicembre.

Per quanto riguarda invece il meccanismo di condizionalità dello stato di diritto – su cui Ungheria e Polonia tenevano in stallo i negoziati – è stato approvato dalle commissioni riunite di Bilancio e Controllo di Bilancio con 56 voti a favore e 10 contrari. Atteso il dibattito in plenaria sul meccanismo che vincolerà le risorse di bilancio al rispetto dello stato di diritto mercoledì mattina, con votazione verso l’ora di pranzo.

Del pacchetto europeo per la ripresa dal Covid, manca infine la ratifica della decisione sulle nuove risorse proprie (le entrate fiscali dell’Unione, che serviranno da garanzia alla Commissione per emettere debito comune sui mercati) e spetterà ai Parlamenti nazionali degli Stati membri. Dopo l’accordo della scorsa settimana raggiunto in extremis, la partenza è prevista al primo gennaio 2021.

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