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Operazione "Secreto": 105 arresti per una frode da 12 milioni negli USA gestita in Europa

L'organizzazione criminale apriva conti bancari negli Stati Uniti per riciclare il denaro in diversi Stati membri dell'UE

Bruxelles – La più grande indagine della storia nel campo delle carte di pagamento ha portato all’arresto di 105 persone sospettate di aver frodato 50 istituti finanziari statunitensi per un importo pari a 12 milioni di euro.

L’operazione “Secreto” (questo il nome in codice dell’azione anticrimine), guidata dalla polizia spagnola (Policía Nacional) e dai servizi segreti statunitensi, si è avvalsa anche della partecipazione delle forze di polizia greche, austriache e danesi e dell’intervento del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e della Rete americana per la Lotta contro i Reati Finanziari (FinCEN). Europol, l’Agenzia dell’Unione Europea finalizzata alla lotta al crimine nei 27 Stati membri, ha coordinato il lavoro dei diversi inquirenti.

La banda che è stata sgominata, composta per la maggior parte da cittadini greci, costituiva numerose società di copertura negli Stati Uniti aprendo dei conti in banca per ottenere la credibilità finanziaria degli istituti finanziari americani e richiedere l’emissione di carte di debito e di credito collegate ai conti. Utilizzando gli importi accreditati sulle carte, nella maggior parte dei casi dalla Spagna partivano una serie di trasferimenti elettronici diretti ai conti correnti gestiti dagli altri membri sparsi nell’Unione Europea, riciclando così i fondi ottenuti.

Le indagini hanno portato nel complesso a 88 perquisizioni domiciliari, al sequestro di 14 auto di lusso e di 406 mila euro in contanti e al congelamento di 87 conti bancari per un valore di 1,3 milioni di euro.

Nel corso delle indagini Europol ha favorito lo scambio di informazioni tra gli attori in campo e, grazie all’unità sull’azione per il cybercrimine di cui dispone (J-CAT, Joint Cybercrime Action Taskforce), ha istituito una postazione di comando per fornire un coordinamento delle operazioni tra i suoi esperti, gli ufficiali di collegamento dei diversi Stati coinvolti nell’operazione e i rappresentanti di Eurojust (l’unità di cooperazione giudiziaria dell’Unione Europea). L’Agenzia ha anche schierato un proprio analista criminale in Grecia per supportare le attività di indagini sul campo.

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