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    Home » Agrifood » PAC, “uso improprio dei fondi agricoli in Europa centrale e orientale”

    PAC, “uso improprio dei fondi agricoli in Europa centrale e orientale”

    Uno studio commissionato dal gruppo parlamentare dei Verdi mette in luce "forti legami tra la politica e i maggiori beneficiari dei sussidi europei" in Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Romania, dove i fondi dell'Unione Europea contribuiscono alla frode e alla corruzione

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    26 Febbraio 2021
    in Agrifood

    Bruxelles – L’attuazione dei fondi agricoli dell’UE è una questione “altamente problematica” in Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia e Romania. Secondo il rapporto ‘Dove vanno i soldi dell’UE?’,commissionato dal gruppo politico Verdi / ALE sull’utilizzo dei fondi dell’Ue per il settore, i sussidi agricoli vengono usati in modo improprio nei cinque Paesi dell’Europa centrale e orientale.

    I deputati sono preoccupati che nei negoziati politici in corso sulla nuova PAC – che dovrebbe entrare in vigore nel 2023 con quasi 390 miliardi di euro per l’esercizio finanziario 2021-2027 – potrebbe portare ad ammorbidire ulteriormente il ruolo dell’UE nel sistema di controllo su come vengono spese le risorse. “Come dimostrato da questo studio”, si legge nel documento, “questo sarebbe esattamente l’opposto di quello che bisogna fare per assicurare il corretto esborso dei fondi agricoli dell’UE”. In tutti e cinque i Paesi analizzati, a cui è dedicato un capitolo specifico, si rilevano forti legami tra la politica e i maggiori beneficiari dei sussidi.

    Si rileva, inoltre, la forte disuguaglianza tra le assegnazioni di fondi tra grandi e piccoli agricoltori, con vantaggi sistematici per le grandi aziende agricole i cui “manager hanno generalmente stretti legami con con i partiti politici” che sono al potere. Sono spesso favorite le grandi aziende agricole rispetto ai piccoli agricoltori e soprattutto in Bulgaria e Ungheria le aziende si scindono in due per eludere i limiti dei pagamenti agricoli dell’UE, il che “rimane un grande problema”.

    Ma resta preoccupante soprattutto la questione del conflitto di interesse con la politica e sembra che senza stretti legami alla politica in alcuni casi un accesso equo alla terra sia “quasi impossibile”. Inoltre, si sottolinea, i fondi agricoli dell’UE sono diventati un’attraente opportunità per diversi tipi di “truffatori con poco interesse per l’agricoltura stessa”. “Le prove mostrano che i fondi agricoli dell’UE stanno alimentando frodi, corruzione e l’ascesa di ricchi uomini d’affari”, commenta Viola von Cramon, eurodeputata dei Verdi della commissione per il controllo dei bilanci, responsabile del rapporto. “Nonostante numerose indagini, scandali e proteste, la Commissione sembra chiudere un occhio sull’abuso dilagante del denaro dei contribuenti e gli Stati membri stanno facendo poco per affrontare questioni sistematiche”, accusa.

    Soprattutto alla luce della pandemia, e della profonda crisi economica che ne deriva, il bilancio comunitario va usato per “sostenere il benessere di tutti i cittadini dell’UE e non per riempire le tasche di coloro che sono politicamente ed economicamente potenti o ben collegati”. 

    Tags: BulgariaCechiacorruzionefondi europeifrodipacpolitica agricola comuneromaniaSlovacchiaungheria

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