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    Home » Politica » Germania, doppio crollo CDU alle elezioni regionali. Trionfo Verdi e SPD

    Germania, doppio crollo CDU alle elezioni regionali. Trionfo Verdi e SPD

    Gli ambientalisti si impongono nel Baden-Württemberg e i socialdemocratici nella Renania-Palatinato. Prende quota la "coalizione semaforo" (insieme ai liberali di FDP) in vista del voto federale di settembre, per escludere dal governo il partito della cancelliera Merkel

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    15 Marzo 2021
    in Politica

    Bruxelles – È aperta la crisi della CDU, non solo il maggiore partito di governo tedesco, ma anche quello che esprime la più numerosa delegazione al Parlamento UE a sostegno della Commissione di Ursula von der Leyen. Nella doppia tornata elettorale di ieri (domenica 14 marzo) l’Unione Cristiano-Democratica di Germania ha subito due delle peggiori sconfitte nella sua storia nei Länder (Stati federali) del Baden-Württemberg e della Renania-Palatinato, scontando il malcontento dell’elettorato per la gestione della campagna vaccinale e per l’affaire mascherine scoppiato la settimana scorsa nel partito.

    Il ministro presidente del Baden-Württemberg, Winfried Kretschmann (Verdi)

    Secondo le proiezioni dell’emittente ZDF basate sui primi risultati, nello Stato federale sud-occidentale del Baden-Württemberg i Verdi guidati dal ministro presidente in carica, Winfried Kretschmann, hanno ottenuto il 32,6 per cento dei voti, contro il 24,1 della CDU (-2,9 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2016), l’11 dei socialdemocratici della SPD e il 10,5 dei liberali della FDP. Crollo dell’ultra-destra di AfD (9,7 per cento), che perde 5,4 punti percentuali rispetto a cinque anni fa. Kretschmann deve ora scegliere se rinnovare la coalizione con la CDU o cercare una nuova alleanza: per il momento ha indicato di voler tenere colloqui con “tutti i partiti democratici”.

    Nel vicino Land della Renania-Palatinato, la SPD guidata dalla ministra presidente in carica, Malu Dreyer, si è imposta con il 35,7 per cento dei voti, seguita dalla CDU al 27,7 (-4,1 rispetto al 2016), Verdi al 9,3, FDP al 5,5 e i Liberi Elettori (Freie Wähler, gruppo di elettori centristi non organizzati sotto forma di partito) al 5,4 per cento. AfD perde invece 4,3 punti percentuali dall’ultima tornata elettorale, scendendo all’8,3 per cento.

    La ministra presidente della Renania-Palatinato, Malu Dreyer (SPD)

    Analizzando i risultati della doppia tornata elettorale regionale, la conseguenza più drammatica per la CDU è che in entrambi gli Stati federali si potrebbe comporre una maggioranza senza la loro presenza.

    Nel Baden-Württemberg Verdi e SPD insieme conquisterebbero 77 seggi (58 i primi, 19 i secondi) sui 78 necessari, con la possibilità di coinvolgere i liberali di FDP e relegare la CDU all’opposizione. Si formerebbe così la cosiddetta “coalizione semaforo” (Verdi, gialli di FDP e rossi della SPD).

    Nella Renania-Palatinato la coalizione semaforo era già una realtà prima delle elezioni di ieri e non si vedono motivi per cui dovrebbe venire meno: la SPD (39 seggi) e i Verdi (10) arriverebbero a soli due seggi dalla maggioranza, con i 6 della FDP ad assicurare la continuità.

    CDU al palo, Verdi in auge

    “Non è una buona serata per la CDU“, ha commentato seccamente il segretario generale del partito, Paul Ziemiack. “Avremmo auspicato altri risultati per entrambi i Länder”, ha aggiunto, cercando comunque di attribuire la sconfitta più al “successo personale dei leader in carica” (Kretschmann per i Verdi e Dreyer per la SPD) che a un fallimento della CDU: “In un periodo di crisi, abbiamo notato che gli elettori si fidano dei ministri presidenti al governo“, ha spiegato.

    Il presidente della CDU, Armin Laschet, con la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen (31 gennaio 2020)

    Gli strascichi del voto di ieri potrebbero però indebolire il nuovo presidente del partito, Armin Laschet, che ha incassato la prima sconfitta politica a nemmeno due mesi dalla sua elezione. Entro il 23 maggio si dovrebbe risolvere la questione della candidatura alla cancelleria per la CDU in vista tornata elettorale nazionale del 26 settembre, ma la pole position di Laschet è insidiata dal leader del partito gemello bavarese CSU (Unione Cristiano-Sociale), Markus Söder. Il ministro presidente della Baviera, secondo solo alla cancelliera Angela Merkel nell’indice di gradimento nazionale, sta guadagnando sempre più posizioni per guidare il blocco cristiano-democratico verso le prime elezioni senza Merkel dal 2005.

    Clima completamente diverso si respira a Platz vor dem Neuen Tor di Berlino, nella sede dei Verdi. Il trionfo di ieri viene visto come un antipasto di quello che in Germania è “l’anno super-elettorale”, che culminerà con le elezioni federali di settembre. “È un grande inizio”, ha commentato il co-presidente, Robert Habeck, in vista delle prossime regionali in Sassonia-Anhalt (6 giugno), nello Stato federale di Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania  (26 settembre). “La dinamica del consenso per i Verdi continua a svilupparsi. Abbiamo una grande chance di conquistare la fiducia degli elettori in vista delle federali”.

    Oltre a essersi imposti nel Baden-Württemberg con una crescita di 2,3 punti percentuali, i Verdi sono stati anche i veri trionfatori delle elezioni nella Renania Palatinato, avendo quasi raddoppiato il risultato delle ultime regionali. I socialdemocratici della SPD guardano a loro come potenziali alleati nazionali, portando al governo la coalizione semaforo con i liberali di FDP ed escludendo la CDU per la prima volta dal 2005. “È una buona giornata, perché dimostra che è possibile creare un governo in Germania senza la CDU“, ha confermato a caldo il candidato cancelliere della SPD, Olaf Scholz.

    Tags: Angela MerkelArmin LaschetBaden-WurttembergCduelezionielezioni regionaligermaniaolaf scholzRenania-PalatinatoSpdverdi

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