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Inquinamento atmosferico in Europa torna ai livelli pre-pandemia dopo il calo del 2020

Inquinamento atmosferico in Europa torna ai livelli pre-pandemia dopo il calo del 2020

Le immagini scattate dal satellite europeo Copernicus Sentinel-5P nel fare un confronto tra le concentrazioni medie di biossido di azoto a marzo 2019, 2020 e 2021

Bruxelles – Dopo una parentesi dovuta alle misure restrittive per il contrasto al COVID-19, a marzo i livelli di inquinamento atmosferico da biossido di azoto (NO2) in Europa sono tornati ai livelli pre-pandemia. Lo mostrano le immagini scattate dal satellite europeo Copernicus Sentinel-5P nel fare un confronto tra le concentrazioni medie di biossido di azoto a marzo 2019, 2020 e 2021.

Credito: Unione Europea, immagini Copernicus Sentinel-5P

Il lockdown prolungato di città o di interi Paesi a causa della pandemia aveva sortito almeno l’effetto di ridurre progressivamente i livelli di inquinamento nell’atmosfera, dovuti principalmente alla presenza di particolato (PM), biossido di azoto (NO₂) e l’ozono a livello del suolo (O₃) che da soli causano circa 400 mila morti precoci nel Continente ogni anno. In particolare, la presenza di biossido di azoto nell’atmosfera è legata principalmente al trasporto su strada e dunque il crollo dell’inquinamento ha coinciso un anno fa con il blocco imposto da molti paesi europei che hanno frenato il trasporto su strada e rallentato la produzione nelle fabbriche. Il confronto di queste immagini indica che, dopo un netto calo dovuto alle misure COVID-19 messe in atto in Europa nel marzo 2020, l’inquinamento atmosferico da NO2 è tornato ai livelli precedenti, sopra il livello del suolo.

La concentrazione di NO2 era diminuita della metà in diverse capitali europee come Parigi, Roma e Madrid nel marzo 2020, rispetto all’anno precedente. Ad esempio sopra Bruxelles era diminuita di circa il 36 per cento tra marzo 2019 e marzo 2020, ma entro marzo 2021 la concentrazione sopra la capitale del Belgio è salita a un livello paragonabile a quello del 2019. Torino e Milano sono “rispettivamente al terzo e al quinto posto per numero di decessi in Europa” da biossido di azoto (NO2), secondo un “recente studio pubblicato sul Lancet Planetary Health”, commenta l’eurodeputata dei Verdi, Eleonora Evi, che denuncia “una situazione intollerabile per i cittadini del Nord Ovest” dell’Italia “la cui salute è messa in grave pericolo dalle scelte di comodo di una politica che si è rivelata totalmente incapace di gestire l’aspetto sanitario di una delle aree più inquinate d’Europa”.

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