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Transizione digitale, Vestager:

Transizione digitale, Vestager: "Puntiamo alla creazione dello spazio digitale dei dati sanitari, sicuro e innovativo"

L'intervento della vicepresidente della Commissione per il Digitale allo Stato dell'Unione 2021 dell'Istituto universitario europeo. "Non possiamo privarci di un Mercato Unico Digitale, ne beneficerà anche l'intelligenza artificiale"

Bruxelles – L’Unione Europea punta in alto e, forte dell’importanza riconosciuta alla condivisione dei dati durante la pandemia COVID-19, fissa l’obiettivo: la creazione di uno spazio digitale dei dati sanitari. Lo ha spiegato la vicepresidente della Commissione Europea per il Digitale e commissaria per la Concorrenza, Margrethe Vestager, nel suo discorso allo Stato dell’Unione 2021 dell’Istituto universitario europeo.

I dati sono il petrolio del ventunesimo secolo, anzi, sono molto meglio del petrolio, perché sono una risorsa infinitamente rinnovabile”, ha esordito la vicepresidente Vestager. “Siamo impegnati in questa sfida globale”, dal momento in cui la loro produzione e utilizzo “è ovunque, dal settore industriale a quello dei trasporti, agricolo e soprattutto sanitario”. Se la posizione dell’Unione è ancora quella di chi deve rincorrere i leader mondiali (in particolare Stati Uniti e Cina), “non bisogna sottostimare le nostre possibilità, perché abbiamo già una comunità di innovatori che devono solo essere messi nelle condizioni di competere globalmente”, ha sottolineato Vestager.

Di qui la necessità di sviluppare le potenzialità del continente: “Come primo punto, dobbiamo rendere condivisibili i dati per puntare allo sviluppo delle start-up e delle piccole e medie imprese“, facendo chiarezza sulla sicurezza dello spazio digitale. “Solo se i cittadini sanno cosa viene fatto con i propri dati e possono dare l’assenso” si potranno migliorare aree tecnologiche di frontiera, come quelle legate all’intelligenza artificiale. “Per esempio, si potrà aiutare i medici nel loro lavoro, garantendo migliori diagnosi e più velocemente”, ha spiegato con entusiasmo la vicepresidente della Commissione. “L’intelligenza artificiale è pronta e sicura, e con il quadro normativo che abbiamo presentato potrà solo beneficiare di uno spazio digitale dei dati sanitari“.

L’ottimismo sulla condivisione dei dati a livello UE e lo sviluppo delle tecnologie all’avanguardia che sfruttino le sue potenzialità arriva dal lavoro che le istituzioni europee e i Paesi membri stanno compiendo per l’implementazione del Regolamento generale per la protezione dei dati personali (GDPR) e l’applicazione sul campo della privacy dei cittadini: “Bisogna trovare un bilanciamento tra diritti e sviluppo tecnologico, perché non tutti i dati personali sono pericolosi se condivisi, soprattutto se anonimizzati“, ha precisato Vestager. Ma l’aspetto principale riguarda la consapevolezza che “nell’Unione Europea la tecnologia è al servizio dei cittadini e arricchisce la nostra società, ecco perché abbiamo sviluppato un approccio umanocentrico”.

In conclusione del suo intervento, la vicepresidente Vestager ha ribadito che “con dati di alta qualità abbiamo grandi possibilità di sviluppo dell’innovazione”, un aspetto fondamentale per le prospettive europee. In particolare dopo lo scoppio della pandemia, “abbiamo imparato una grande lezione, che non possiamo privarci di un Mercato Unico Digitale“, per fare in modo che “chi arriva da noi rispetti le regole del nostro spazio e si possano sviluppare esperienze imprenditoriali europee”. Già oggi “stiamo costruendo realtà che ci porteranno sulla strada della sovranità digitale”, come ha dimostrato l’inaugurazione del super-computer Vega in Slovenia lo scorso 20 aprile.

La commissaria europea per l’Innovazione e la ricerca, Mariya Gabriel

Intervenuta nel pomeriggio, la commissaria europea per l’Innovazione e la ricerca, Mariya Gabriel, ha fatto il punto sulle possibilità di sviluppo dell’innovazione europea a partire da questi presupposti. “Dobbiamo riconoscere che abbiamo perso un grosso treno alla fine degli anni Novanta”, ha esordito Gabriel, “ma adesso possiamo stabilire gli standard di regolamentazione e sviluppo della terza ondata di innovazione“.

È soprattutto sul piano delle start-up deep tech (quelle che forniscono soluzioni tecnologiche basate su sostanziali sfide scientifiche o ingegneristiche) che l’UE può fare la differenza, dal momento in cui “sono protette da stretti vincoli di proprietà intellettuale” e “possono svilupparsi attraverso la solida base dell’European Innovation Council” (il nuovo programma a sostegno dell’innovazione e dello sviluppo di tecnologie all’avanguardia, inaugurato lo scorso 18 marzo). Il punto focale rimane quello di “eliminare gli ostacoli e le difficoltà”, ha spiegato la commissaria Gabriel, “ma senza cedere sulla protezione dei diritti dei cittadini” e stimolando la partecipazione femminile nello sviluppo tecnologico: “È una delle nostre più grandi priorità, quando si parla di innovazione, dati e intelligenza artificiale”.

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