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Recovery, commissaria Gabriel: includere investimenti culturali tra le priorità della ripresa post-COVID
Mariya Gabriel, commissaria europea all'istruzione

Recovery, commissaria Gabriel: includere investimenti culturali tra le priorità della ripresa post-COVID

Al Consiglio Cultura i ministri europei approvano le conclusioni a sostegno della "ripresa, resilienza e sostenibilità dei settori culturali e creativi" e "la trasformazione del settore europeo dei media". La commissaria: "Necessaria un'azione urgente"

Bruxelles – Usare le risorse dei piani nazionali di ripresa e resilienza per garantire rilancio e sostenibilità del settore culturale e creativo europeo, gravato dalla crisi da COVID. L’invito è rivolto agli Stati membri dell’UE e a farlo è Mariya Gabriel, Commissaria europea per l’Innovazione, la Ricerca, la Cultura, l’Istruzione e la Gioventù, alla conferenza stampa che ha concluso i lavori del Consiglio dei ministri della Cultura, che si è riunito oggi (18 maggio) in presenza a Bruxelles. Tra tanti, quello culturale e creativo è tra i settori in Europa che ha visto le perdite di entrate nel 2020 di circa il 31 per cento, “il che rende la cultura uno dei settori più colpiti in Europa”, afferma la bulgara. Oltre al fatto che rappresenta anche buona parte (circa il 40 per cento) di tutto il turismo europeo.

I ministri europei della Cultura hanno approvato oggi delle conclusioni per sostenere da un lato la “ripresa, la resilienza e la sostenibilità dei settori culturali e creativi” e dall’altro della “trasformazione verde e digitale del settore europeo dei media”. “Condivido la necessità di un’azione urgente espressa nelle conclusioni del Consiglio sul rilancio della resilienza e della sostenibilità del settore culturale nella ripresa dal COVID-19″, ha aggiunto Gabriel incoraggiando in primo luogo gli Stati membri a trarne pieno vantaggio attraverso i loro piani nazionali di ripresa” dalla pandemia, destinando una parte delle risorse “agli investimenti culturali”. In particolare, secondo la Commissione europea è la quota del 20 per cento del Next Generation EU – il fondo di recupero da 750 miliardi di euro tra sovvenzioni e prestiti – da destinare alla trasformazione digitale a dover essere sfruttata a pieno dai governi per la digitalizzazione del settore.

Focus anche sulla diversificazione delle fonti di finanziamento per il settore, dal momento che i fondi pubblici sono necessari ma non sufficienti. Serve creare maggiore sinergia tra “piani diversi di finanziamento sotto gli auspici dell’Unione europea”, sottolinea anche Graça Fonseca, ministro della Cultura portoghese che ha presieduto la riunione. La commissaria Gabriel anticipa che la Commissione intende portare a termine entro settembre di quest’anno un sito web che mostri le varie possibilità “di finanziamento disponibili per la cultura e le industrie creative, che includerà anche varie possibilità di finanziamento dei beni culturali”. Fino ad ora, ha spiegato, “la crisi ha mostrato più che mai la necessità di trovare risorse aggiuntive rispetto ai soli finanziamenti pubblici”.

I ministri hanno approvato inoltre le conclusioni sulla “sostenibilità dei settori culturali e creativi e la trasformazione del settore europeo dei media”. Entrambi i settori hanno sofferto durante la crisi del COVID-19, per questo il Consiglio invita gli Stati membri “a sfruttare il Recovery and Resilience Facility, e ad investire nell’accelerazione della trasformazione digitale e nella transizione verde dei settori dei media e dell’audiovisivo. “I ministri chiedono sforzi per garantire che l’industria audiovisiva possa raggiungere più facilmente i mercati e il pubblico europei e internazionali”, ha sottolineato la ministra portoghese.