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    Home » Net & Tech » Big Tech: Francia, Germania e Paesi Bassi chiedono alla Commissione UE più controlli su fusioni anti-concorrenza

    Big Tech: Francia, Germania e Paesi Bassi chiedono alla Commissione UE più controlli su fusioni anti-concorrenza

    I tre ministri dell'Economia hanno avanzato proposte per un rafforzamento della proposta di legge sui mercati digitali, per fissare soglie "chiare e giuridicamente certe" alle acquisizioni "predatorie" di società nascenti da parte delle grandi piattaforme online

    Federico Baccini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@federicobaccini" target="_blank">@federicobaccini</a> di Federico Baccini @federicobaccini
    28 Maggio 2021
    in Net & Tech, Politica
    Da sinistra, la segretaria di Stato tedesca per l'Economia, Claudia Dörr-Voß, il segretario di Stato francese per la Transizione digitale, Cédric O, e la segretaria di Stato olandese per l'Economia, Mona Keijzer

    Da sinistra, la segretaria di Stato tedesca per l'Economia, Claudia Dörr-Voß, il segretario di Stato francese per la Transizione digitale, Cédric O, e la segretaria di Stato olandese per l'Economia, Mona Keijzer

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    Bruxelles – Da “amici di una legge sui mercati digitali efficace”, come loro stessi si definiscono in una lettera indirizzata alla Commissione Europea, i ministri dell’Economia di Francia, Germania e Paesi Bassi si sono uniti per chiedere una stretta sulle acquisizioni delle società nascenti in ambito digitale da parte delle Big Tech, che “soffocano la concorrenza”. Ma anche per spingere le ambizioni del Digital Markets Act (DMA), la proposta dell’esecutivo UE per regolare i mercati digitali presentata nel dicembre dello scorso anno e ora al vaglio del Parlamento Europeo.

    Secondo i firmatari – il ministro francese, Bruno Le Maire, quello tedesco, Peter Altmaier, e quella olandese, Mona Keijzer – la base di partenza per rispondere alla trasformazione digitale dell’economia che “ha cambiato profondamente il funzionamento dell’economia globale” è proprio la proposta di un regolamento europeo. Tuttavia, “dovrebbe essere rafforzata in una serie di settori” e “riunita in una prospettiva più ampia con strumenti di politica della concorrenza modernizzati”. Questo perché il DMA è “un primo passo nella giusta direzione, ma non può essere il punto finale” e per questo motivo “sono urgentemente necessarie ulteriori azioni per la modernizzazione del diritto europeo della concorrenza”.

    Prima di tutto, c’è la questione della definizione di gatekeeper: “L’elenco di criteri proposto non copre la questione se una piattaforma offra un ecosistema di servizi” e per questo è necessario aggiungere questo fattore di “limitata contendibilità e slealtà nei mercati digitali” per impedire a pochi, grandi attori di sfruttare i propri vantaggi concorrenziali. In questo senso, è necessario “un buon coordinamento sia del contenuto che dell’applicazione delle regole” del DMA con la legislazione europea in materia di concorrenza.

    Per il terzetto di ministri deve però essere lasciato uno “spazio di manovra sufficiente per le norme nazionali”, ovvero non impedire agli Stati membri UE di stabilire e applicare le norme che contrastino le “singole peculiarità dell’economia digitale”. La legge europea sui mercati digitali “dovrebbe essere complementare” nel contrasto ai “comportamenti unilaterali” dei gatekeeper, ma anche “offrire maggiore flessibilità e soluzioni su misura” per affrontare la situazione “dinamica e innovativa dei mercati digitali”. Serve una progettazione di ampio respiro, per “stare al passo con i cambiamenti degli ambienti e i nuovi sviluppi nella tecnologia”, avvertono i tre ministri.

    In questo sforzo, “deve essere rafforzato il ruolo degli Stati membri“, soprattutto per quanto riguarda l’aggiornamento futuro del DMA, attraverso una “cooperazione proattiva con la Commissione”. Nello stesso momento, viene rilevata l’esigenza di designare “un istituto direttivo per garantire il coordinamento e la cooperazione“, in modo che non si creino colli di bottiglia in queste future revisioni.

    Ma è il controllo delle concentrazioni a livello di gatekeeper che “dovrebbe essere ulteriormente rafforzato”, per evitare che alcune piattaforme dominanti siano in grado di “acquistare sistematicamente società nascenti al fine di soffocare la concorrenza”. Per i tre ministri sarebbe opportuno “fissare soglie chiare e giuridicamente certe per le acquisizioni di obiettivi con fatturato relativamente basso, ma di alto valore”. In secondo luogo, bisognerebbe adattare le misure previste nel DMA ai casi “potenzialmente predatori”, senza che slittino le tempistiche dell’adozione della legislazione.

    Tags: Antitrustbig techconcorrenzaDigital markets actfranciagatekeepergermaniapaesi bassipiattaforme digitalipiattaforme online

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