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COVID, dal primo luglio la Commissione UE riapre parzialmente la sala stampa
Uno scorcio della Sala stampa della Commissione europea in "modalità COVID"

COVID, dal primo luglio la Commissione UE riapre parzialmente la sala stampa

Per quella data in Belgio il telelavoro non sarà più obbligatorio, e l'esecutivo comunitario si adegua, ammettendo 70 giornalisti ai suoi briefing

Bruxelles – La Commissione europea torna gradualmente alla normalità annunciando la riapertura parziale della sala stampa per i giornalisti. Dal primo luglio sarà nuovamente possibile seguire dal vivo i lavori quotidiani del servizio dei portavoce, sulla base di un numero limitato di ingressi: 70. Il primo che arriva si siede, fino a esaurimento posti. Nessun certificato vaccinale o test anti-COVID verrà richiesto, semplicemente l’esecutivo comunitario si allinea alle direttive del Belgio.

“Dall’1 luglio il telelavoro sarà considerato come non più obbligatorio, e ci sembra quindi appropriato adottare anche da noi questa misura”, spiega Eric Mamer, capo del servizio dei portavoce della Commissione. Sarà possibile anche seguire conferenze stampa dei commissari, ma qui le regole di selezione dei giornalisti presenti dovrebbero variare. La Commissione farà avere i dettaglio nelle prossime settimane sulle modalità di selezione.

La decisione di riapertura è salutata con soddisfazione dall’Associazione della stampa internazionale (API-IPA). “Siamo molto contenti della decisione di riapertura. Lo stavamo chiedendo da mesi”. La Commissione europea ha chiuso la sala stampa da marzo scorso, dall’inizio della pandemia di COVID l’introduzione delle misure di confinamento, in linea con le misure adottato in Belgio.